Latina, Ioime a TLP: "Emozionante vincere la Coppa Italia di Lega Pro. Ora conquistiamo la serie B"
Dodicesimo in campionato, protagonista nella Coppa Italia appena vinta. Raffaele Ioime, il ventiseienne portiere del Latina, ha festeggiato il successo nella competizione nazionale arrivato a spese del Viareggio e per lui si è trattato comunque di un segnale di ripresa dal punto di vista della fiducia. Già nello scorso torneo di Seconda Divisione fu Molino, consulente del Campobasso, a caldeggiare il suo ingaggio, e Ioime proprio in quella stagione è stato supportato dopo essere stato colpito da una pericardite dopo la quale si è ripreso felicemente. Comunque nel curriculum di Ioime c’è anche l’esperienza nelle giovanili del Catania, aveva giocato a Brindisi, Torre Annunziata e Cosenza, ma è stato anche in Romania. Intervistato in esclusiva da Tuttolegapro.com, Ioime racconta il suo excursus, partendo anche dalla sua partecipazione alla partita con la Roma quando vestiva la maglia rossoazzurra del Catania.
“Mi è capitato di esordire anche in prima squadra, con la maglia del Catania: fu contro la Roma. C’era Walter Zenga come allenatore – ricorda Ioime – Sono emozioni bellissime, soprattutto per un giovane che arriva dalla Primavera. In quel Catania tra l’altro c’erano i vari Baiocco, Spinesi, Stovini, Mascara, quindi si può immaginare l’emozione che si prova. Sentirmi anche al loro livello è stata una soddisfazione immensa”.
Poi cosa è successo?
“Dopo Catania sono stato un anno in C1 a Legnano e poi con la Spal e con il Campobasso. Sono rimasto deluso dal fatto che si siano tralasciati i contatti con il Catania, ma questo fa parte delle esperienze del calcio”.
L’estate scorsa è arrivato il Latina, anche perché è stato il preparatore dei portieri Visconti che l’ha voluta lì.
“Certo, e lo ringrazio moltissimo per aver creduto in me. Alla fine credo di avergli dato un po’ ragione: ho vinto anche la Coppa Italia di Lega Pro da protagonista, con il Latina, e abbiamo contribuito a portare per la prima volta nel Lazio questo titolo”.
Può raccontarci questa esperienza di difendere la porta del Latina in Coppa Italia da protagonista?
“Giocare la prima finalissima d’andata a Viareggio per me è stato come vivere la stessa emozione che provai quando venni convocato nella rappresentativa. Vincendo 2-1 là eravamo consapevoli che al ritorno non avremmo potuto sbagliare. Se avessimo perso la Coppa sarebbe stato solo per colpa nostra. Fortunatamente il nostro è un gruppo di persone stupende, abbiamo tirato fuori il carattere quando serviva. Questa Coppa la dedico non solo alla mia famiglia, ma anche alla mia ragazza che mi è stata vicino, e alla presidentessa. Impossibile negare che dedico il trionfo anche a mister Pecchia, perché a Fondi, dove abbiamo vinto 2-0 con l’Aprilia, egli è stato il primo a crederci, avendomi detto che avrei dovuto fargli vincere questa Coppa”.
In campionato però ha trovato pochissimo spazio. Come mai?
“Ci sono delle gerarchie, se così le vogliamo chiamare. Quando sono arrivato a Latina l’allora tecnico Pecchia è stato chiaro da subito con me: avrei dovuto fare il dodicesimo, ma ciò non avrebbe precluso per me la possibilità di giocarmi il posto da titolare. Ho giocato contro la Nocerina, poi anche nella partita con il Barletta, quindi credo di aver sfruttato bene le mie opportunità”.
Oggi il tecnico del Latina è Stefano Sanderra. Che differenza ha trovato tra lui e Pecchia?
“Sono due persone che hanno fame di vittorie: per loro contano solo i tre punti. Non c’è pareggio o sconfitta. Pecchia mi ha lasciato tanti ricordi, ho conosciuto una bravissima persona. Sanderra invece lo conosco da poco, da un paio di settimane, ma vedo in lui la grinta giusta per arrivare in alto”.
Parliamo del campionato: siete stati a lungo in prima posizione, poi però c’è stato questo calo che ha favorito Avellino e Perugia. C’è una spiegazione?
“E’ successo che abbiamo avuto un momento di calo. Come l’hanno avuto tutte le squadre, chiaramente, solo che nel nostro caso è arrivato nel momento più sbagliato della stagione. Noi abbiamo fatto una media bassissima in quel periodo, ma era prevedibile che ci fosse un calo psicologico: nella prima parte del campionato avevamo provato a rincorrere il Pisa, poi nella seconda parte siamo stati in testa noi. Abbiamo cinque punti di ritardo dall’Avellino, noi ci crediamo sempre e faremo di tutto per arrivare in B, anche tramite i play-off”.
Allora chi vincerà il campionato tra Avellino e Perugia, nel caso a voi dovessero toccare solo i play-off?
“Probabilmente è il Perugia ad essere favorito in questo momento. L’Avellino ospita il Pisa in casa all’ultima di campionato, avrà anche il Catanzaro, quindi ha due partite belle toste. Vedo più motivati quelli del Perugia”.
C’è una squadra che non vorrebbe incontrare subito negli spareggi?
“La Nocerina. Perché considero l’organico della Nocerina come il più forte del campionato, con i vari Mazzeo e Negro in squadra. Comunque lo sappiamo che questa categoria non sembra una C1, ma sembra più una B2 data la presenza di molte società blasonate”.
Cosa le piacerebbe fare nel futuro?
“Intanto io ho un accordo che scade il 30 giugno, se dovesse arrivare se ne può parlare, ma se dovesse essere il Latina a propormi la riconferma, non ci sono problemi. Magari anche in Serie B”.


