Forlì, Petrascu a TLP: "Il mio gol più bello? Proprio questa domenica. Qui mi trovo benissimo"
Se in meno di due anni il Forlì è passato dalla lotta tra i dilettanti a quella per la Prima Divisione, grande merito va a Sebastian Petrascu. 29 anni, grande fiuto del gol, è la punta di diamante del sodalizio romagnolo. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori.
Partiamo dal tuo cognome. Online si trova Petrascu e Patrascu con la stessa frequenza. Qual è la grafia esatta?
"Petrascu con la "e". So che in molti, anche tra i giornalisti, si confondono. Speriamo leggano questo articolo, così non sbaglieranno più".
A Forlì sei rinato, dopo un'annata, quella tra Valenzana e Cuneo, con sole tre presenze. Come mai questo cambiamento repentino?
"Ho avuto un serio infortunio che mi ha tenuto lontano dai campi per mesi. Purtroppo non ho trovato il giusto spazio ma non ho mai mollato e il tempo mi ha dato ragione. A Forlì mi trovo molto bene, l'ambiente è ideale. La pressione è quella giusta, il gruppo è ottimo, si gioca con tranquillità. Non è un caso che con loro abbia disputato le mie migliori stagioni".
Finora hai realizzato 13 gol, tanti quanti nei precedenti cinque campionati professionistici. Una bella statistica...
"Non ci avevo fatto caso, grazie per avermelo fatto notare. Speriamo di poter migliorare ancora il ruolino di marcia, ci sono ancora diverse partite per provarci".
Con i biancorossi sei letteralmente esploso la scorsa stagione, segnando 25 reti in 32 incontri. E spesso, quando non segni tu, il Forlì non vince. Casualità?
"Non credo che la squadra sia dipendente da me. Io sono un attaccante, quindi è normale che segni io. Però i miei gol nascono da azioni che coinvolgono tutti i compagni, i meriti sono da dividere con loro. E' vero che ho segnato per cinque incontri di fila e ci è andata bene, però i punti sono arrivati anche quando non sono riuscito a far gol".
La tua rete più bella?
"Su due piedi non so risponderti. Pensandoci un po' posso dirti la punizione di questa domenica contro il Casale. Mi è piaciuta molto".
Quest'estate si vociferava di un possibile trasferimento al Modena. Cosa c'era di vero?
"Sono state solo voci. Pensa che a dirmelo è stato un giornalista. Nessun altro mi ha fatto sapere nulla, quindi credo fosse solo una chiacchiera estiva. Sarei ipocrita a dirti che non mi sarebbe piaciuto fare il salto in Serie B. Io comunque con il Forlì ho un biennale, appena finita la stagione ci siederemo a un tavolo e vedremo il da farsi".
Sei nato in Romania ma nel tuo curriculum ci sono dieci anni tra Serie C e Dilettanti in Italia. Come mai?
"Mio padre è venuto qui per lavoro quando io ero piccolo. Mi sono innamorato di questo Paese e ho deciso di restarci. Ho avuto anche la fortuna che la mia grande passione il calcio, divenisse il mio lavoro. Io comunque, dopo tanti anni, mi sento italiano".
Capitolo play-off. L'impresa sembra impossibile: quattro punti di distacco a tre giornate dal termine non sono semplici da recuperare...
"Per nulla. Ma noi abbiamo il dovere di provarci. E' anche vero, però, che da neo-promossa il nostro obiettivo l'abbiamo già raggiunto: volevamo raggiungere la salvezza e ci siamo arrivati con grande tranquillità".


