ESCLUSIVA TLP - Delta Porto Tolle, pres. Visentini: "Programmazione e aggregazione parole chiave. Volevamo la Lega Pro e ci resteremo"
Amare la propria terra e il calcio. Una doppia passione per Mario Visentini, tra i più importanti imprenditori italiani e da diversi anni presidente del Delta Porto Tolle. La compagine veneta, in pochi anni, grazie all'attenzione riservatagli dal patron, è passata dalla Prima Categoria alla Lega Pro. Come ha spiegato lo stesso Visentini in esclusiva a TuttoLegaPro.com.
L'anno scorso eravate arrivati secondi dietro alla corazzata Venezia. Quest'anno, quindi, la promozione in Lega Pro era un vostro obiettivo...
"La passata stagione era la prima in Serie D per noi, eravamo inesperti, e abbiam pagato dazio. Siamo arrivati secondi dietro a una squadra di grande valore come il Venezia. Quest'anno in realtà siam partiti male, ma l'organico col tempo è venuto fuori. Sapevamo di poter arrivare in Lega Pro, soprattutto dopo aver corretto questa estate gli errori della passata stagione, quando eravamo arrivati alla fine del torneo con gli uomini contati, pochi ricambi e il fiato corto. Abbiam allestito un organico importante e abbiam risolto questo problema".
Avete conquistato la promozione domenica battendo nello scontro diretto la vice-capolista Pordenone. Nel Girone C di Serie D nessuno è riuscito a fare meglio. Quando avete capito che la Lega Pro era vicina?
"Diciamo che il Pordenone l'abbiam rimesso in corsa noi dopo aver pareggiato in casa a inizio aprile con il Cerea (squadra in lotta per non retrocedere NdR). A febbraio, comunque, dopo aver superato in casa una pretendente alla vittoria come la Sambonifacese, abbiam capito che ci stavamo avvicinando sempre più alla Lega Pro".
Siete anche in finale di Coppa Italia Dilettanti. Quanto ha influito in questo campionato?
"La Coppa ci ha impegnato e non poco. Considerando anche i turni infrasettimanali di campionato abbiam giocato quasi sempre due volte a settimane. Ma avevamo voglia di vincere e quindi abbiam superato anche questo ostacolo".
In squadra avete due pezzi pregiati. Uno, l'italo-argentino Leandro De Pretis, ha giocato anche in Serie B con il Brescia. L'altro, Giacomo Marangon, ha deciso di rimanere con voi dopo aver rifiutato Juventus e Inter. E ora?
"Adesso ci godiamo la bella vittoria, è presto per parlare di mercato. Posso dirvi che De Pretis è arrivato questa stagione, ha faticato a venire fuori ma appena si è ambientato ha dato una grossa mano alla squadra. Marangon è attaccato alla sua terra, vuole rimanere qui nel suo paese e adesso è arrivato tra i Professionisti. Credo sia soddisfatto di giocare in Lega Pro con la sua squadra e son sicuro rimarrà con noi".
Quale è stato il segreto di questa scalata?
"Innanzitutto va riconosciuto un grande merito ai giocatori e a tutto lo staff tecnico. Quest'ultimo è sicuramente riconfermato in blocco: da mia figlia che è il direttore sportivo all'allenatore, Fabrizio Zuccarin, da tanti anni con noi. Segreto? Le cose vanno fatte seriamente, altrimenti è meglio non farle. C'è stata una buona preparazione, abbiam cercato di non sbagliare nulla. E quando le cose non sono andate come volevamo (ad esempio infortuni o partite storte) abbiam cercato di capire l'errore per non commetterlo più. Questo però senza spaccare lo spogliatoio o creare problemi all'interno, ma prendendosi ognuno le proprie responsabilità e ammettendo di aver sbagliato quando bisognava farlo. Questo è il segreto: esasperare gli animi o cambiar l'allenatore, dal mio punto di vista, non serve a nulla, è il confronto che fa crescere".
A proposito di programmazione, il vostro stadio è da sistemare. Tutto sotto controllo?
"Lo stadio è già omologato dalla passata stagione per la Lega Pro. Mancano solo l'ampliamento di 250 posti e la sistemazione dell'illuminazione. Ma vi anticipo che non ci sono problemi".
Siete un team giovane e piccolo. E il prossimo anno dovrete affrontare una Seconda Divisione a eliminazione, dove un posto a metà classifica in più o in meno può significare Lega Pro o Dilettanti. Sentite già la pressione?
"Sappiamo delle difficoltà il prossimo anno. L'impegno che abbiam messo a partire dalla Prima Categoria continuerà a esserci, anzi ne metteremo ancora di più. Senza tralasciare nulla al caso. In ogni caso il nostro team sulla carta è nato nel 2000. In realtà è l'unione di tre squadre storiche di frazione della città, che si sono sono messe insieme per creare il Delta Porto Tolle. Penso che sia stata la cosa più giusta: l'aggregazione, principalmente nello sport, è indispensabile".


