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Avellino, D'Angelo a TLP "Spero di rimanere a vita con questi colori. Nei play-off farò il tifo..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
venerdì 10 maggio 2013, 23:00Interviste TC
di Luca ESPOSITO
per Tuttoc.com

Avellino, D'Angelo a TLP "Spero di rimanere a vita con questi colori. Nei play-off farò il tifo..."

Angelo D'Angelo ha coronato un sogno, arrivare in B con la maglia dell'Avellino, e presto ne coronerà un altro, il matrimonio con la sua compagna. Il calciatore è arrivato in cadetteria, come i suoi compagni, passando dalla porta principale, e per questo lui si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, anche perché la fortuna ai primi anni della carriera non l'aveva aiutato, vedi i fallimenti, prima del Cosenza e poi della Spal, che poi l’avevano lasciato senza contratto in ambedue i casi. D'Angelo, alla sua quarta stagione in Irpinia, ha esternato tutto il suo entusiasmo in esclusiva ai microfoni di Tuttolegapro.com, e ne ha di dediche da riservare.

"Diciamo che tutti gli obiettivi che mi ero prefissato sono stati raggiunti - ha detto D'Angelo - Sono felicissimo, sia dal punto di vista individuale, perché avevo la speranza di riuscire a giocare più partite possibile, e sia dal punto di vista della squadra: abbiamo raggiunto la promozione in B, non speravamo di arrivarci direttamente, ma l'Avellino è stato la squadra più continua. Dopo alcuni passi falsi ci siamo sempre rialzati e abbiamo ottenuto vittorie importanti: alcuni allenatori, come ad esempio Camplone, hanno provato anche a disturbare il nostro cammino, ma l'Avellino ha dimostrato di avere un gruppo di ferro, perché non si è fermato davanti a nessuna voce".

Quando parlava di Camplone a cosa si riferiva?

"Mi riferivo al fatto che a ogni partita l'allenatore del Perugia ha cercato ultimamente di destabilizzare un po' il nostro ambiente, ma noi abbiamo dimostrato molta continuità, quindi solo con le parole potevano disturbarci e non ce l'hanno fatta. Anche dopo le partite ad esempio con Nocerina o Paganese dicevano che l'Avellino non era da Serie B, a ogni sconfitta parlavano di noi, non so perché, invece noi non abbiamo dato retta a nessuno e siamo andati avanti".

In molti dicono che l'Avellino è stato concreto sotto porta, al di là dei rigori che può aver avuto a favore.

"Penso che questa squadra meritasse qualche rigore in più: tutti quelli che abbiamo avuto a favore sono netti. Ma il segreto è che l'Avellino è stato costruito nel modo giusto dalla società: credo che a centrocampo abbiamo dimostrato di essere una squadra operaia, ci siamo fatti in quattro, perché non è facile supportare un attacco come quello formato da Castaldo, Biancolino, De Angelis, e gli stessi Catania e Zigoni. All'inizio abbiamo avuto qualche difficoltà a fare questo, ma una volta che abbiamo capito che i nostri attaccanti sarebbero potuti essere incisivi davanti, anche senza fare rincorse dietro, abbiamo fatto quadrato anche noi a centrocampo. Anche nella partita con la Nocerina, quando abbiamo vinto, loro hanno giocato una buona gara, ma se pure la partita fosse durata tre giorni eravamo così compatti che non ci avrebbe fatto gol, e quella è l'immagine di questa vittoria, l'Avellino è stato compatto dentro è fuori dal campo".

Nei play-off invece chi potrebbe avere la meglio sulle altre?

"Penso che gli spareggi siano un campionato a parte: i nervi e la pressione fanno la differenza. Penso che dal punto di vista tecnico e dei giocatori, la Nocerina sia la più accreditata perché ha giocatori che sono scesi dalla B, quindi sono abituati a un certo tipo di pressioni".

Sarebbe un trionfo campano.

"Certo, io faccio sempre il tifo per le squadre campane o del Sud in generale".

E' vero che il suo rilancio lo deve a Salvatore Marra?

"Probabilmente sì: ero a Torre del Greco, avevo giocato con il Turris, poi ho avuto questa chiamata e non ho esitato. Il mio obiettivo principale era cimentarmi in un ambiente nuovo, Avellino era reduce da campionati importanti, e il mio obiettivo era mostrare di essere all'altezza. Poi, grazie ai miei compagni e alla società, e anche a mister Marra che mi fece sentire parte della squadra. Giocavamo in Serie D. Poi siamo arrivati in C2 e mi sono convinto che l'Avellino avrebbe potuto fare bene anche in quella categoria. Io sognavo la maglia personalizzata col nome dietro, e di arrivare in B con l'Avellino, e devo ringraziare la società, soprattutto i tifosi, perché mi hanno fatto sentire come a casa. Credo che per un calciatore questo sia importante, quindi dico che la maglia dell'Avellino me la sento addosso. Solo il presidente, o il direttore, potrebbe mandarmi via, ma qui io sto bene".

Quindi rimarrà all'Avellino.

"Ho un altro anno di contratto, per questo ho detto che può decidere solo il presidente o il ds. Mi giocherò questa carta se la società mi riterrà all'altezza. Ma il calcio sappiamo com'è".

Secondo lei, è in credito o in debito con il calcio?

"Penso che nel calcio ognuno abbia quello che si merita: i sacrifici portano risultati, e se sono arrivato in B vuol dire che me lo sono meritato. Quando ero più piccolo ero sotto contratto a Cosenza in Serie B, avevo già la maglia dietro, quindi speravo allora in un futuro roseo. Poi il Cosenza fallì, mi ritrovai in Serie D, feci un buon campionato e arrivai alla Spal in C1. C'era Allegri come allenatore, feci poche presenze, ma ero comunque preso in considerazione dal mister, solo che l'anno dopo anche la Spal fallì. Poi infortuni vari mi hanno costretto a ricominciare dai campionati minori, e mi sono ripreso quello che ingiustamente mi era stato tolto".

Quindi le cose si compensano sempre.

"Sì, i conti tornano. Nel periodo in cui giocavo in D ho anche continuato a studiare, mi sono laureato e penso di aver dato una soddisfazione anche ai miei genitori che ci tenevano moltissimo".

A chi vuol dedicare questo risultato sportivo della promozione in B?

"Alla mia famiglia che mi ha sempre seguito, soprattutto a mio padre che mi ha seguito in tutta Italia, e una dedica anche alla mia compagna con la quale il prossimo 20 giugno mi sposerò. Quindi ho fatto un bel regalo alla mia famiglia, l'ho fatto a me stesso, insomma, il 2013 è un bell'anno".
 

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