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Borgo a Buggiano, il ciclone Tanfani a TLP: "La Lega Pro ascolti le piccole società, altrimenti si muore"TUTTOmercatoWEB
Maurizio Tanfani
© foto di Ninni Cannella/TuttoLegaPro.com
giovedì 16 maggio 2013, 11:00Interviste TC
di Daniele MOSCONI
per Tuttoc.com

Borgo a Buggiano, il ciclone Tanfani a TLP: "La Lega Pro ascolti le piccole società, altrimenti si muore"

Il calcio in Italia negli ultimi anni sta attraversando un momento di crisi e non si vede, almeno nel breve e medio periodo, uno spiraglio per uscirne. Le spese folli di inizio millennio si stanno ripercuotendo su una nazione che fa di questo sport una ragione di vita. Bisogna ritenersi fortunati che ci siano ancora imprenditori "folli", capaci di immettere capitali in un'azienda, quella del calcio, che ogni anno perde soldi alla stessa velocità con cui un irrigatore getta acqua su un terreno agricolo.

Le difficoltà si amplificano quando si investe in una piccola realtà come il Borgo a Buggiano, paesino incastonato in provincia di Pistoia, che da due stagioni dà battaglia ai grandi club e si è conquistato domenica scorsa, con il 2-2 di Martina, un'altra permanenza nel mondo dei Pro. Quando essere piccoli è solo un dato, visto che nei fatti si è giganti.

Maurizio Tanfani è un Direttore sportivo all'antica, amante di un calcio che per quanto le Tv vogliano far scomparire per renderlo solo un prodotto commerciale, è duro ad abbassare la testa. Il curriculum di questo toscanaccio di Firenze è ricco di successi: cinque promozioni e "ci tengo a dirlo: due salvezze con una squadra giovane, pulita ed una società seria. Nel calcio di oggi essere seri ancora paga".

Questo ed altro è Maurizio Tanfani in questa intervista esclusiva rilasciata ai taccuini di TuttoLegaPro.com.

Direttore, una soddisfazione impagabile questa seconda salvezza.

"Ti dirò di più: sono enormemente soddisfatto di quello che abbiamo fatto anche quest'anno, perché con i fondi che abbiamo a disposizione siamo riusciti a costruire un gruppo di ferro e il risultato finale non è arrivato per chissà quale astrusa combinazione, ma è frutto di un lavoro certosino di ogni componente, della squadra da una parte e della società dall'altra. Noi siamo gente per bene e sappiamo cos'è il sacrificio. Abbiamo l'umiltà di essere piccoli, ma non fessi".

Tanfani ha la capacità di monopolizzare l'intervista e regalare perle di saggezza.

"Abbiamo pescato parecchi giovani dai dilettanti e preso giocatori che erano finiti nel dimenticatoio, dando loro l'opportunità di fare calcio in maniera sana e pulita. Nonostante ci abbiano mandato a giocare a circa 50 km da Borgo, siamo riusciti a salvarci e ti dirò un'altra cosa: se siamo stati capaci di fare un girone di ritorno di tutto rispetto, questo lo dobbiamo alla nostra serietà. Con lo spirito di chi vede questi ostacoli come occasioni per dimostrare in maniera più decisa chi siamo".

Che Tanfani poi straripi come un fiume in piena, rientra nel suo modus operandi.

"Abbiamo una struttura sportiva che ci invidiano tutti, ma per delle regole impossibili e per la mancanza di un impianto di illuminazione a norma, dobbiamo ogni volta giocare al "Porta Elisa" di Lucca, con tutte le spese che ne conseguono. Abbiamo giocato un campionato intero in trasferta e ci siamo salvati. Ne vado orgoglioso, scrivilo. A Lucca quest'anno non si sono mai accesi i fari. Mai! E noi dobbiamo emigrare da Borgo per andare in un'altra struttura perché la regola dice così. Va bene: ma diamo delle deroghe. Guarda, io voglio dirla tutta, perché sono una persona che non ha peli sulla lingua e non ha paura di nessuno: noi si vuol rispettare le regole, però bisogna anche sedersi ad un tavolo e cercare di capire le esigenze di una società".

Avete fatto presente il problema alla Lega Pro?

"Certo! Ma è come sbattere su un muro di gomma. Ti dicono che non ce l'ha ordinato il medico di investire nel calcio e che queste sono le regole. Ma lo so da me che il regolamento parla chiaro, non c'è mica bisogno che me lo dicano loro. Però derogare non significa mica infrangere le regole. Questi signori non si rendono conto del pericolo che corrono i piccoli club in questo modo".

Si spieghi meglio Direttore.

"Ma sì, perché così si permette di far calcio solo a chi ne ha la possibilità e può investire nei grandi club. E noi più piccoli siamo costretti a morire. E' questo che vogliono? Lo dicano apertamente. Noi siamo una società modello, paghiamo regolarmente, non diamo soldi in nero e credo che i vertici debbano premiare chi rispetta tutto per filo e per segno e non metterci i bastoni tra le ruote. Il mio non vuole essere vittimismo, ma un "premio" a tutti i nostri sacrifici va dato. Si può chiedere al comune di investire dei soldi su un impianto elettrico che non verrà mai messo in funzione? Ma perché non investirli in un asilo che è molto più importante di quattro lampioni?".

Il tema è molto sentito dal Ds del Borgo a Buggiano: "Giusto fare una riforma dei campionati - detto per inciso: questa nasce da sé perché non ci sono le possibilità per molte società di iscriversi - ma tra due anni invece di 60 club, ci troveremo con 48 squadre, proprio per i problemi che ti ho detto finora".

Parliamo un po' del Borgo a Buggiano. Piccoli ma tosti.

"Noi facciamo della sportività e della trasparenza il nostro punto di forza. Sappiamo i nostri limiti, ma basandoci su dei perni importanti e fissi, riusciamo a competere con club che ci sovrastano per bacino d'utenza e quant'altro".

Senta, torniamo ad un passaggio che ci piace sottolineare. Lei parla di giocatori andati a finire nel dimenticatoio e uno di questi è sicuramente Mirko Garaffoni.

"Guarda, ho ancora molto da imparare e penso che non si smetta mai, ma per prendere un giocatore io devo guardare non solo l'aspetto tecnico, ma cercare dove molti si fermano. Sai quanti ce n'erano pronti a venire al Borgo? Non ti dico una cifra per non spaventarti, ma ti assicuro che ce n'erano tanti. Ma avevo bisogno di una figura importante da inserire in un gruppo solido e forte. Mirko è un professionista modello e ha dato il suo enorme contributo e siamo felici di averlo avuto con noi".

Negli ultimi tempi si è parlato di una fusione con la Pistoiese. Cosa ci può dire al riguardo?

"E' tutto fermo e ti spiego anche il perché. Nel calcio ci vogliono tanti ingredienti per fare qualcosa di buono e spesso mi soffermo a pensare a cosa potrebbe venir fuori se unissimo le forze di questo distretto. In questa provincia noi abbiamo tre realtà: Pistoiese, Pescia e Borgo, che messe insieme non fanno duecento spettatori. Ma ti rendi conto! Se si usasse un po' di intelligenza per venirsi incontro, ne verrebbe fuori una cosa molto bella e potremmo ottenere un risultato soddisfacente. Sono una persona che è abituata a guardare il proprio errore e non a lodarsi e imbrodarsi come fanno in molti. Solo dall'accettazione di un mio errore posso migliorarmi. E questo discorso della fusione ha anche questi risvolti. Tutti credono di sapere tutto e i risultati sono questi".

Domande flash: Santini e Candiano?

"Sono ottimi giocatori che in prospettiva hanno enormi margini di miglioramento e con questo io dico che possono ambire ad un'ottima Prima Divisione. Sarei un presuntuoso se ti dicessi che possono giocare in B, ma la categoria superiore la possono fare benissimo".

Dimas?

"Ha dato una grossa mano ed è stato un valore aggiunto che ha aiutato il gruppo a cementificarsi e tenere botta nei momenti difficili. Siamo una grande famiglia qui al Borgo e questa salvezza ha lo stesso valore di un campionato vinto".

Per concludere: mister Masi che fa?

"Marco è un altro esempio di come intendiamo fare calcio. Viene dai dilettanti, ha saputo affrontare la buriana dei primi due-tre mesi, quando le sconfitte arrivavano in maniera continuativa, ma è stato molto intelligente a rimediare e dopo aver sistemato tutto abbiamo costruito una salvezza fatta di sacrifici e umiltà".

Porto Tolle, Bra, Tuttocuoio e Castel Rigone, sono alcune delle società che sono state promosse in Lega Pro dalla Serie D. Parliamo di realtà per certi aspetti come il Borgo a Buggiano. Coniando uno slogan caro ai pubblicitari, possiamo dire: piccolo è bello?

"Questa domanda mi fa sorgere una riflessione a più ampio respiro. Tu dici: piccolo è bello. Posso essere d'accordo, ma non si nota la profondità di cosa è successo in questo modo. Prendiamo ad esempio il Tuttocuoio. Questa società ha vinto in un girone che aveva Piacenza, Spal, Lucchese e Massese. Eppure hanno vinto loro, minuscoli di fronte a queste corazzate. Cosa vuol dire tutto ciò? Che se sai programmare e rispetti tutte le scadenze e sei anche fortunato, questo aspetto non lo dimentico non preoccuparti, puoi anche trovarti in Lega Pro. Certo, anche loro hanno il problema dello stadio, ma è una questione che va posta con urgenza ai vari responsabili delle leghe. Il grido d'allarme di noi piccoli va ascoltato, altrimenti è troppo tardi per dire: io l'avevo detto".

Direttore ci dice qualche ragazzo della Berretti del Borgo a Buggiano che secondo lei è pronto per il salto in prima squadra?

"Ce ne sono alcuni che sono davvero bravi e penso che siamo realmente pronti per un salto del genere. Ad esempio gli attaccanti, i classe '95  Andrea Gambardella e Steven Colantuono. C'è anche Lorenzo Biagioni, classe 1994 da tenere d'occhio. Alla fine io penso che i sette-otto undicesimi della Berretti siano ormai maturi per la prima squadra". 

L'intervista sarebbe finita, ma Tanfani ha ancora qualcosa da dire:

"Permettimi di ringraziare un uomo che mi ha insegnato tanto ed è Giorgio Perinetti. Zamparini deve considerarsi fortunato ad avere un dirigente come lui. Di uomini come Perinetti ce ne sono pochi ed è una fortuna per me averlo conosciuto".

Stavolta è davvero finita.

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