ESCLUSIVA TLP - Grosseto, Fanciulli: "Vi racconto il mio gol all'esordio a 16 anni..."
Nella storia del calcio italiano, il più famoso giocatore (almeno nei tempi recenti) ad essere andato in gol all'esordio è Antonio Cassano. Bari-Inter 1999/00, con i galletti pugliesi privi di attaccanti in una sfida importante per il proprio campionato, al punto che Eugenio Fascetti, tecnico di quella squadra è costretto a convocare alcuni Primavera del club per schierare un undici che avesse una certa pretesa di competitività.
Quella sera la grande Inter di Marcello Lippi soccombe per 2-1. Ad onor del vero, furono in due a segnare alla loro prima apparizione nel grande calcio, sotto i riflettori del "San Nicola". Il vantaggio iniziale dei biancorossi lo segna Ugochukwu "Ugo" Enyinnaya, nigeriano di provenienza, che fa secco Peruzzi con un tiro dai 30 metri.
Edoardo quella sera aveva si e no tre anni, giocava spensierato e nella sua inconsapevolezza al massimo immaginava che il futuro era l'istante successivo.
Sono passati circa 13 anni da quella sera e quel bambino che giocava gattoni in casa ha lasciato spazio ad un Edoardo Fanciulli adolescente che il 10 maggio ha festeggiato il suo sedicesimo compleanno.
Nel settore giovanile del club maremmano, il ragazzo si è messo in mostra, dimostrando una caparbietà nel suo modo di giocare che ha indotto il tecnico della prima squadra, Francesco Moriero a convocarlo per l'ultima di campionato contro il Bari. La partita è inutile per le sorti delle due squadre. Il Grosseto è già retrocesso, mentre il Bari sta già gettando le basi per il prossimo campionato.
Per Edoardo già la convocazione è un premio. I sacrifici se ben indirizzati, portano sempre a dei risultati e le raccomandazioni della famiglia hanno colto nel segno. Oltre ad essere con i compagni della prima squadra, Fanciulli si accomoda addirittura in panchina. E...
Edoardo, cosa ricordi di quel momento?
"Qualcosa di fantastico. Non esistono parole per descrivere cosa si prova in quell'istante. E' stato un momento bellissimo. Non me l'aspettavo e ancora adesso stento a crederci".
Fanciulli nasce il 10 maggio 1997 a Orbetello e prima di approdare al Grosseto, ha iniziato a dare i primi calci al pallone nella scuola calcio della sua città. Da tre anni a questa parte fa la spola tra Orbetello, la scuola (tecnico commerciale) e il campo di allenamento con il grifone maremmano. Sacrifici? Non proprio: "Devo ringraziare la mia famiglia perchè sono loro che fanno tanti sacrifici per me, portandomi ogni giorno a Grosseto a scuola, agli allenamenti e questo gol mi sento di dedicarlo a loro. E' una gioia che voglio condividere con chi mi consente ogni giorno di divertirmi. E' un giusto premio a tutto ciò che hanno fatto per me".
La sua voce così ingenuamente dolce ha quel tocco di gioventù e freschezza che fa nascere in noi la nostalgia dei tempi andati.
Torniamo un attimo indietro e aiutiamo chi non ti conosce a capire qualcosa in più su di te. Il tuo ruolo qual'è?
"Sono una punta esterna. Si, posso giocare come attaccante in un 4-3-3 classico. Ho ricoperto nel recente passato il ruolo di centravanti".
Infatti il tuo movimento su quel pallone è stato proprio da vero bomber. Movimento nello spazio e gol.
"Ho seguito l'azione e ci speravo. E' andata bene".
Sabato contro il Bari era la tua prima convocazione?
"No. Ero già stato inserito nei convocati contro l'Empoli, ma quella volta andai in tribuna".
Il 10 maggio hai compiuto 16 anni e qualche giorno dopo arriva un regalo fantastico.
"Per me il regalo più bello è già essere ad allenarmi con i compagni della prima squadra. E' una soddisfazione doppia, questo si, ma il merito di tutto ciò va sicuramente a mister Moriero".
Ti ha detto qualcosa a fine partita?
"A dire il vero no. Però io non smetterò mai di ringraziarlo perchè è grazie a lui che è avvenuto tutto questo. Quando ho segnato l'ho cercato per abbracciarlo e ringraziarlo per l'opportunità che mi ha dato".
Quando sei entrato in campo abbiamo notato che guardavi in alto. Cercavi l'appoggio di qualcuno che non c'è più?
"No no (ride, ndr). Guardavo in su sperando che tutto andasse bene".
Cosa ti hanno detto i tuoi genitori quando sei uscito?
"Erano felicissimi per me. Sorridevano e in fondo il merito è il loro se ho fatto questo gol. Ogni giorno si sobbarcano sacrifici enormi per farmi praticare lo sport che amo di più".
Chissà quanti sms sul telefonino.
"Un monte di messaggi. Tanti amici, conoscenti e sconosciuti".
Il più bello a tuo parere chi l'ha scritto.
"Un mio zio. Cosa mi ha scritto? Il suo papà dall'alto mi guardava e stava sorridendo, condividendo con me la gioia che stavo provando. E' stato molto bello e importante per me".
Finora quante volte l'hai visto quel gol?
Ride prima di rispondere: "Eh! Un po di volte dai. Un numero preciso non lo so, ma non mi sono ancora stancato, se è questo che vuoi sapere".
Hai un cantante o un gruppo preferiti?
"E' un gruppo americano, si chiama "One republic". Fanno solo musica strumentale e ultimamente hanno fatto un album".
In ultimo: il tuo idolo?
"Sono tifoso juventino e Alessandro Del Piero è il mio idolo".
Magari legge l'intervista e ti regala la maglia.
"Eh se! Non farmi sognare troppo".
Auguri Edoardo!


