Play-off 2^ Divisione, tra Renate e Venezia un bomber per parte
55% Venezia, 45% Renate. Un borsino che vede la freccia pendere verso est, ma che non ha deciso assolutamente nulla in questa doppia sfida tra brianzoli e lagunari, rispettivamente i sesti e i terzi della stagione regolare. L'incredibile equilibrio che ha accompagnato la parte di sinistra della graduatoria lungo tutto il girone di ritorno si palesa anche al "Città di Meda", con le due compagini che si dividono tutto: gol, tempi (uno per parte: il primo arancioneroverde, il secondo nerazzurro, con eccezioni in entrambi i frangenti), due numeri nove di razza e, in ultima analisi, le speranze di un futuro migliore.
Mister Boldini riparte dallo stesso incrocio dal quale le strade sue e quelle del Renate avevano preso direzioni opposte: esattamente due anni fa un rigore di Quarenghi aveva mandato in orbita il Feralpisalò affossando i sogni brianzoli legittimamente cullati da una seconda parte di torneo che rappresenta ancor oggi la pagina più bella della storia nerazzurra. Oggi Boldini spera in un esito diverso, anche perchè i suoi ragazzi hanno dimostrato nel corso della stagione quella maturità che solo il lento fluire dei campionati può conferire. Smettendo di filosofeggiare e venendo a questioni più spicce: problemi di non poco conto a centrocampo con le squalifiche di Cavalli e Gualdi (rimpiazzati rispettivamente da Mastrototaro al centro e "Gallino" sulla destra), in difesa torna il muro Gavazzi. Niente gioiellino D'Appolonia per l'Unione Venezia che recupera -come era nelle previsioni- Carloto e Marconi (quest'ultimo in panchina).
Difficile dire se il movimentato post-Castiglione (Sala allontanato per il ripristino di Boldini II) abbia lasciato qualche scoria, certo è che il gioco si sviluppa più verso il campo di allenamento che verso la piscina scoperta dove non battè mai il sole: ergo, per i "forestieri", è il Venezia che attacca con forza creando alcune occasioni pericolose come il diagonale di Godeas e il calcio d'angolo di Lauria che non trova piedi amici ma solo un palo beffardo. Servono venti minuti buoni alle pantere per scaldare i guantoni di Zandrini: miglior sorte avrebbe meritato una botta di Nicolò Galli da posizione centrale così come l'impegno di Gaeta su entrambe le corsie laterali. Il gol ospite nasce proprio da questo momento favorevole per i brianzoli, dunque nulla di nuovo: il calcio è bello perchè le sue leggi -anche quelle diaboliche- non possono essere abrogate. Il controllo, la girata e la botta di sinistro di Godeas sul secondo palo all'ultimo minuto regolamentare prima dell'intervallo possono solo ricevere gli applausi di chi sa apprezzare.
La ripresa -dopo un'intervallo che avrebbe dovuto prevedere il ghiacciolo e invece siamo ancora a fine maggio a fare la fila per un caffè caldo- offre una partita più vivace con capovolgimenti di fronte che portano tante recriminazioni: recriminazioni veneziane senz'altro per l'indigeno Bocalon che si fa ipnotizzare da Riccardo Galli (ottima prova la sua), recriminazioni serbo-emiliane per Malivojevic che sembra soffrire dello stesso male al cospetto di Zandrini. Ad ogni modo i nuovi ingressi renatesi sembrano dare qualcosa in più ai locali, soprattutto per la verve dello stesso Malivojevic. Eppure, tra tanti volenterosi, spetta sempre al bomber di Verona, Andrea Brighenti, mettere le cose a posto a un quarto d'ora dalla fine raccogliendo un assist dello stesso folletto di scuola Parma e depositando alla sinistra dell'incolpevole estremo difensore lagunare.
E' un pareggio che costringe il Renate ad una partita garibaldina fra sette giorni (al "Penzo"? Al "Menti"?), mentre il Venezia può dirsi soddisfatto da questo risultato prezioso colto in Brianza. Eppure è un 1-1 che non nasconde un alto potenziale nerazzurro, perchè tanti erano i dubbi della vigilia. Boldini, vecchia volpe di queste latitudini, non sembra essere mai veramente andato via dalla casa renatese e il suo inserimento è stato assolutamente rapido e indolore. Le perplessità riguardavano anche il centrocampo, troppo poco collaudato nella stagione di Antonio Sala: Mastrototaro -finchè ha avuto gamba- e Galli hanno fatto ampiamente il loro dovere. Testa alta, petto in fuori, sguardo fiero: con il rientro di Cavalli e Gualdi gli uomini di Boldini possono ambire al colpaccio.
RENATE - UNIONE VENEZIA 1-1
RENATE (4-3-3): Galli R.; Adobati, Gavazzi, Ferrari, Morotti; Galli N., Mastrototaro (dal 60' Santonocito), Mantovani; Gaeta (dal 46' Malivojevic), Brighenti, Zanetti. A disp.: Santurro, Zita, Adorni, Bergamini, Storani. All.: Boldrini
UNIONE VENEZIA (3-4-3): Zandrini; Cabeccia, Miale, Battaglia; Cenetti, Carloto, Maracchi, Bertolucci (dal 67' Campagna); Lauria (dal 84' Margarita), Godeas, Bocalon (dal 72' Marconi M.). A disp.: Menegon, Masi, Princivalli, Taddei. All.: Sottili
ARBITRO: Sig. Sacchi di Macerata coadiuvato dai Sigg. Saia e Larotonda. Quarto uomo: Sig. Serra
MARCATORI: 45' Godeas (UV), 73' Brighenti (R).
NOTE: pomeriggio sereno, ventoso con temperatura gradevole, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Bocalon (UV), Battaglia (UV), Galli N. (R). Angoli: 5-3. Recupero: 1'pt.+2'st. Spettatori: 400 circa, quota comprendente una cinquantina di sostenitori ospiti


