L'Aperitivo di TLP: Simone Pettinari - Federico Nicastro
Ogni appuntamento con "L'Aperitivo di TLP" ha sempre un fascino particolare. Le domande spesso mettono in difficoltà gli ospiti ed è bello poterli vivere in maniera diversa dal cliché solito. E mentre le finaliste si preparano per gli ultimi 180 minuti della stagione 2012/13, TuttoLegaPro.com vi regala un'altra chicca, per gli amanti del "calcio oltre il campo da gioco".
Questa settimana siamo usciti fuori dall'agonismo dei novanta minuti e come protagonisti abbiamo scelto due ex giocatori che da poco hanno deciso di appendere...i guantoni al chiodo.
Il giorno in cui si decide di smettere di giocare non è mai qualcosa di semplice. E' una scelta sofferta, vuoi per gli stimoli o per motivi fisici. Nei due casi in essere, sono decisioni che hanno destato scalpore, perchè arrivate ad un età che tutto lascia presagire, tranne l'intenzione di un ritiro.
Simone Pettinari, a 25 anni si guarda dentro e scopre che ormai per lui il calcio non è più lo sport che aveva sognato fin da ragazzino e non sta lì a rimuginare su ciò che potrebbe o non potrebbe: smette e quei guantoni non li riprende più. Nell'intervista che ci ha concesso ad agosto 2012 (leggi qui), c'è tutta la delusione per un calcio che non esiste più. Attualmente sta svolgendo il corso da allenatore "Uefa B". Un patentino che gli consentirà di poter arrivare a guidare squadre fino alla serie D. Si parte sempre dal basso, per arrivare al top.
Federico Nicastro ormai vicino alle 32 primavere, dopo l'ultima stagione all'Ebolitana dove ne ha vissute di tutti i colori, rimane "parcheggiato" in attesa di una chiamata. I mesi passano e per Federico le occasioni sono rare come i capelli di Mastrolindo. L'attesa non lo logora e si muove per vie traverse al mondo del calcio. Trova la sua strada andando a fare un corso da croupier e attualmente lavora in un Casinò in Svizzera. Anche in questo caso TuttoLegaPro.com ha voluto che Nicastro spiegasse la sua scelta (leggi qui).
1) Un film dove avresti voluto essere il protagonista.
Simone Pettinari: "Mi hai messo in difficoltà con questa domanda. Non so proprio cosa rispondere. Pensandoci bene "Il Gladiatore" con Russell Crowe ha un suo perchè e mi ci vedo bene nei panni di un lottatore in un'arena con i leoni".
Federico Nicastro: ""Top Gun", uno dei miei film preferiti, l'ho visto decine di volte ed ho sempre sognato di poter pilotare un aereo cosi veloce...".
2) Meglio una vita di rimorsi o di rimpianti?
Simone Pettinari: "Tra le due non c'è molta scelta, ma se proprio devo, meglio, molto meglio il rimorso del rimpianto".
Federico Nicastro: "Il rimorso senza dubbio. Penso che nella vita si debba sempre provare e rischiare. Il rimpianto ti può lasciare in bocca qualche "se" di troppo".
3) La tua idea sulle coppie di fatto composte da persone dello stesso sesso.
Simone Pettinari: "Credo che si debba pensare alla loro felicità e se loro stanno bene insieme non vedo dove sia il problema".
Federico Nicastro: "Premettendo che la famiglia per me è uomo donna, io sarei favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto eterosessuali, ma assolutamente contrario all'affidamento di bambini alle coppie omosex. In italia non siamo pronti per questo passo, ancora discutiamo sul colore della pelle, pensa a questi argomenti delicati. Diciamo che resto alla vecchia idea uomo donna".
4) Eric Cantona, grande campione francese che ha militato per tanti anni nel Manchester Utd, diceva: "Non giocavo contro un avversario, giocavo sempre e solo contro l'idea di perdere". Ti ritrovi in questa frase?
Simone Pettinari: "Penso che questo tipo di pensiero sia riconducibile alla mentalità che Eric aveva: quella di uno vincente che non concepiva altro che la vittoria alla fine dei novanta minuti".
Federico Nicastro: "Quando dentro di se una persona ha la voglia e la capacità di mantenere alta la voglia di vincere e la fame allora non c'è avversario che tenga. Si Eric aveva ragione".
5) "Odio chi trova la colpa anche nella sconfitta. La sconfitta è un dono non richiesto: accresce lo spirito e forgia l'anima" (Mario Kempes, giocatore argentino). Sei d'accordo?
Simone Pettinari: "Come concetto è giusto, specie se si fa un discorso squadra. Come si vince tutti insieme, così si perde tutti e undici. E' una questione di assunzione di responsabilità".
Federico Nicastro: "Le scuse sono per i deboli, nella vita meritocratica alla lunga si ha quello che si merita. Le dietrologie o il nascondersi dietro scusanti è indice di inferiorità".


