ESCLUSIVA TLP - Cuneo, DS Padovano: "Retrocessi per un rigore inesistente. Delusione palpabile, ma abbiam valorizzato tanti giovani"
Il Cuneo è retrocesso in Seconda Divisione dopo i play out persi con la Reggiana. A decidere la doppia sfida, equilibratissima, è stato un rigore controverso fischiato a fine primo tempo. L'arbitro, in un primo momento, aveva fischiato la simulazione all'attaccante granata. Poi, dopo un paio di minuti su segnalazione dell'assistente, cambio di decisione e rigore. Quel match e l'intera stagione ce l'ha raccontata in esclusiva per TuttoLegaPro.com il Direttore Sportivo del Cuneo, Luca Padovano.
Direttore, rigore o no?
"Vedendo le immagini si capisce subito che il fallo in area non c'è. Se contatto c'è stato è fuori, quindi niente rigore. Inoltre non si vede tutti i giorni un arbitro che ammonisce per simulazione l'attaccante e poi gli concede il rigore. Sicuramente noi ci abbiam messo del nostro, però se il primo tempo finisce 0-0 non so come va a finire".
Subito dopo la retrocessione è arrivata anche la tegola delle dimissioni del patron Rosso...
"Il presidente è rimasto deluso per il risultato sul campo ma anche dal resto. Aveva già esternato qualche mese fa la solitudine che stava vivendo a livello economico e aveva già annunciato tale gesto, se le cose non fossero cambiate".
In un campionato equilibrato come il vostro, cosa serviva per rimanere in Prima Divisione?
"Credo sia mancato un pizzico di esperienza e la fortuna, fondamentale in tutto nella vita, figuriamoci nel calcio. Basti pensare ai due legni colpiti contro la Reggiana. Di sicuro gli errori sono stati fatti, soprattutto nel girone di ritorno. A gennaio, non dimentichiamolo, eravamo decimi in classifica. Tutti quanti, dall'allenatore ai calciatori, dovevano dare di più".
Lei in cosa ha sbagliato?
"Io in primis ho delle colpe: la squadra l'ho costruita io, ci mancherebbe. Ma sarebbe facile e difficile alla stessa maniera esternare alcuni degli errori che sono stati fatti. In questi giorni ci vedremo con il presidente. Questa retrocessione decisa sul campo o da qualche altra parte brucia tanto. Bisognerà aspettare qualche giorno per far passare la rabbia e la delusione. Credo, ma questa è l'opinione di molti addetti ai lavori, che la posizione in classifica non è stata meritata".
Forse Simone Loria non ha reso come sperato...
"Noi ci aspettavamo qualcosa di più da Simone. Se penso alle sei giornate di squalifica sul groppone, sono convinto che si sia fatto prendere forse dalla troppa voglia e abbia combinato la frittata. Però in termini d'esperienza poteva dare di più".
Avete pagato l'inesperienza di una squadra giovane. Quali ragazzi l'hanno convinta?
"Ci sono state parecchie sorprese a livello di giovani. Dal nostro vivaio abbiam fatto esordire un '94, Nicolò Palazzolo, in campo una ventina di volte. Nella prima parte di campionato ha giocato Gabriele Quitadamo, altro '94, poi ceduto al Torino. Nessuno conosceva Giovanni Di Lorenzo, classe '93 in prestito dalla Reggina. Con noi ha disputato un campionato da protagonista. Gli stessi ragazzi del '92, Nicolò Donida (a metà con la Cremonese), Filippo Scaglia e Marco Arcari si sono comportati bene. Sento spesso parlare di giovani, ma qualitativamente il livello non è uguale ovunque. Noi abbiam puntato molto sui ragazzi e vedere Di Lorenzo in Nazionale è una bella soddisfazione".


