SALERNITANA, TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE. LECCE, E' GIA' ALTA TENSIONE CON MORIERO. LEGA PRO, ETA' MEDIA E SCIOPERO: SERVONO RIFORME MERITOCRATICHE
Prosegue la diaspora alla Salernitana: dopo l'addio del tecnico Carlo Perrone nei giorni scorsi si è materializzato pure quello del diesse Massimo Mariotto. Una decisione che era nell'aria, dato che sin dallo scorso autunno l'ex Benevento era stato esautorato da ogni potere decisionale. A fare il mercato successivamente erano stati Carlo Susini - che a settembre parteciperà al Corso Adise di Coverciano per diventare direttore sportivo - e Igli Tare, ovvero il braccio destro del patron Lotito alla Lazio. Proprio Susini sarà il diesse in pectore del club e grazie alla deroga derivante della partecipazione al corso da direttore sportivo parteciperà attivamente alle grandi manovre di mercato. Ad affiancarlo in una sorta di consulente tecnico sul mercato l'ex difensore David Giubilato, che appare intenzionato ad appendere i fatidici scarpini al chiodo per intraprendere la strada dirigenziale. Loro saranno gli uomini di fiducia del presidente Lotito, che potrebbe ulteriomente rimpolpare l'apparato dirigenziale nelle prossime settimane. Il tutto al fine di rendere la Salernitana più forte, anche se il braccio di ferro con Macalli per far inserire il Cavalluccio nel Girone A di Prima Divisione è stato perduto. Dopo le battaglie vinte in Lega Calcio quali la rielezione presidenziale di Beretta e la disputa della finalissima di Supercoppa Italiana con la Juve all'Olimpico, il patron granata ha incassato la prima sconfitta politico-calcistica.
Continua e non si placa l'eco delle polemiche in casa Lecce: il casus belli è stato il declassamento di Guillermo Giacomazzi, al quale è stata sottratta la fascia da capitano in favore di Fabrizio Miccoli. Una decisione che ha mandato su tutte le furie l'uruguayano: il sudamericano si é sfogato negli spogliatoi, dove non le ha mandate a dire a mister Moriero. La tensione fra i due è sconfinata in una faccia a faccia aspro e spigoloso, il cui esito si è riverberato nella rescissione di contratto del centrocampista. Una scelta avallata e condotta in prima persona dal tecnico, tanto da essere, parzialmente, sconfessata dall'amministratore delegato Antonio Tesoro. Il dirigente giallorosso ha, infatti, aperto le porte ad un futuro dirigenziale del Giaco fra un paio d'anni, il che contrasta con l'addio polemico consumatosi fra il Lecce e l'ormai ex capitano nelle scorse ore. Un'alta tensione che da un lato potrebbe essere propedeutica per tenere tutti sulla corda, dall'altro invece potrebbe deflagrare in contrasti interni sgretolanti lo spogliatoio come accaduto durante le gestioni Lerda e Toma della scorsa stagione...
A proposito di tensione altissima non si può non rimarcare l'iniziativa di molti giocatori di Lega Pro e non solo: decine e decine di giocatori sono sul piede di guerra per l'introduzione dell'età media come parametro per i club, al fine di accedere ai contributi elargiti dalla Lega. Questa volta lo sciopero potrebbe concretamente palesarsi e a rischio ci sarebbero le prime giornate dei vari campionati (24-25 agosto per Serie A e Serie B e soprattutto 1 settembre per la Lega Pro): queste tematiche verranno affrontate mercoledì prossimo in quel di Coverciano, dove il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi farà visita ad una delegazione di svincolati, fautori di questo movimento di protesta. Tanti i problemi da risolvere: certamente l'introduzione di forti incentivi legati alla presenza di giovani in campo poteva essere in incipit un'idea valida, ma si è sviluppata in maniera errata. Giusto fornire un'opportunitá ai giovani per emergere, ma non a scapito dell'intero sistema. Infatti le società hanno approfittato di questi regolamenti per imbottire le squadre di ragazzini, facendo man bassa sul mercato dei cosiddetti under: solo al fine di guadagnare più minutaggio possibile. Nessuna programmazione, tanto che nell'arco di un anno molti di questi giovani si sono ritrovati disoccupati o addirittura in Serie D ed Eccellenza. Negli ultimi tre anni oltre il 60% dei calciatori transitati dallo status di under ad equiparati è sceso di categoria o non ha trovato squadra. A testimonianza di come molti di questi giovani giocassero non per qualità tecniche, ma per via della età anagrafica. A scapito di calciatori veri rimasti, di riflesso, a spasso e costretti a riapartire da zero in altri ambiti lavorativi. D'altronde la maggior parte dei ragazzi che affollano le rose dei club di Prima e Seconda Divisione provengono dalla Serie A o dalla cadetteria: rari sono i casi di giovani prodotti e cresciuti nel settore giovanile. Bisognerebbe incentivare i club a valorizzare maggiormente i propri vivai piuttosto che puntare su prestiti con valorizzazioni da parte delle compagini di categoria superiore. In Spagna tutto ciò è avvenuto anche grazie alla riorganizzazione dei settori giovanili, nei quali, sin dai primi calci, i bambini vengono affidati a persone specializzate e professioniste. In Italia molto spesso nei settori giovanili gravitano personaggi di ogni genere, che però poco hanno a che vedere con il mondo del pallone. Senza considerare la presenza di persone che svolgono il proprio ruolo come un secondo-lavoro o a tempo perso. Molte squadre, invece, attualmente affittano ad elementi esterni i propri settori giovanili, in modo da sgravarsi dei costi di gestione. All'interno dei vivai si creano cosi rapporti di clientelarismo, laddove alcuni pagano per farne parte pur non avendone le attitudini. Forse bisognerebbe ripartire dalle fondamenta per riedificare il movimento calcistico e ritrovare la meritocrazia perduta. Un giocatore deve giocare, se è bravo. Che abbia diciotto o trent'anni non deve essere una discriminante, altrimenti inevitabilmente il livello del momento si abbassa drasticamente. Per i giovani il calcio é diventata una fabbrica di illusioni: da ventenni giocano trenta partite e pensano di poter fare carriera e l'anno dopo si ritrovano sul divano. In compagnia di giocatori che hanno fatto, altresì, la storia di questa categoria e meriterebbero di continuare ad essere protagonisti sul rettangolo verde. Spia di questa crisi il calciomercato, dove gli operatori non vanno piu alla ricerca di una mezzala piuttosto di un terzino, ma si limitano a pescare un '93 o un '94 purché munito di valorizzazione. Senza alcun criterio tecnico-tattico. Che qualcosa già a partire da 7 agosto possa realmente cambiare: o sarà solamente l'ennesima occasione perduta per dare un giro di vite al mondo del calcio?


