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ESCLUSIVA TLP - Cremonese, capitan Baiocco: "Vogliamo la Serie B. Sciopero? Non siamo burattini. I giovani non si valorizzano con l'età media"TUTTOmercatoWEB
Davide Baiocco
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
mercoledì 14 agosto 2013, 21:10Interviste TC
di Sebastian DONZELLA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Cremonese, capitan Baiocco: "Vogliamo la Serie B. Sciopero? Non siamo burattini. I giovani non si valorizzano con l'età media"

Partire da favoriti non è mai facile. La Lega Pro, in questi anni, ha dimostrato come a vincere non sia sempre il più forte. La Cremonese lo sa bene e per non sbagliare ha deciso di affidarsi all'esperienza di Davide Baiocco. Il centrocampista 38enne, oltre 500 presenze tra Serie A, B e C, ex tra le altre di Juventus, Perugia, Piacenza, Catania e Siracusa, è stato riconfermato dalla società grigiorossa, sempre in veste di capitano. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori.

I favori del pronostico sono su di voi. Sarà un problema?

"A Cremona la società ha sempre puntato in alto. La Cremonese vuole vincere, non è un segreto. Sappiamo di essere gli indiziati numero uno alla vittoria ma questo non vuol dir nulla. In un campionato senza retrocessioni tutte le squadre giocheranno senza assilli e potranno arrivare molto in alto. Il nostro obiettivo è il primo posto, la città merita la Serie B. Nella vita non ti regala niente nessuno: con tanta fatica e tanta bravura potremo farcela. Bisognerà partire bene e rimanere sempre attenti e concentrati. Tutte le squadre proveranno a metterci in difficoltà, io ho grandissimo rispetto verso tutti gli avversari. Dovendo scegliere chi potrebbe darci del filo da torcere penso all'Entella, che si è mossa bene sul mercato, e al Vicenza, retrocesso dalla Serie B. Il campionato sarà duro, cercheremo di evitare la trappola dei play-off. Comunque il nostro girone, probabilmente, è più semplice di quello centro-meridionale".

E' rimasto a Cremona nonostante qualche sirena umbra. Abbandonato il campo, il suo futuro sarà con i lombardi?

"C'era la possibilità di andare a Perugia ma la Cremonese aveva intenzione di continuare questo rapporto. Per questo sono rimasto con loro. Intanto c'è questa stagione da giocare, poi si vedrà. Ne parleremo con serenità a fine campionato. Non voglio giocare per forza, sono pronto a fare altro ma finché me la sento e la società lo vuole, rimango un giocatore. Per il futuro si è parlato di un incarico nel settore giovanile ma non c'è nulla di definito". 

Il campionato deve ancora cominciare ma l'età media ha già spaccato la Lega Pro. Che ne pensa?

"Il problema vero è capire perché introdurre queste regole sull'età media. Per far giocare i giovani? Tengono tanto alla valorizzazione dei giovani e poi l'80% di loro, dopo pochi anni, sono senza un contratto. Così vogliono risolvere i problemi? Non si coltiva così un vivaio. Lavorando sul campo, formando istruttori, sviluppando centri sportivi, obbligando le squadre a mantenere certi standard. Così si valorizzano i giovani. Bisogna farli crescere bene. Io sono uno che crede tantissimo in loro e mi piacerebbe lavorare con e per i ragazzi. In passato quando giocavi in questa categoria era per merito, non per l'età. Dovrebbe essere così anche adesso. Preparandoli nel migliore dei modi hai la possibilità di far debuttare solo chi lo merita, evitando di creare professionisti solo per pochi anni".

Questione sciopero. Siete d'accordo?

"Lo sciopero serve per far ascoltare le nostre ragioni. Noi non siamo burattini da muovere. Abbiamo dei diritti, siamo anche noi una categoria di lavoratori. C'è tanta gente che apre la bocca e parla senza sapere nulla. Non è vero che siamo tutti dei milionari privilegiati. Il 70% dei calciatori professionisti italiani percepisce uno stipendio normale. Inoltre bisogna ricordarsi che un giocatore guadagna fino ai 36 anni circa a differenza di un altro lavoratore".

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