ESCLUSIVA TLP - Real Vicenza, pres. Diquigiovanni: "Nel calcio pressapochismo e qualunquismo. Noi puntiamo su organizzazione, valori e lavoro"
Una vita nello sport, un passato sui pedali, un presente in Lega Pro. Il successo del Real Vicenza, tra i team più in forma e attualmente in testa nel campionato di 2^ Divisione, parte dall'alto. Dal presidente Lino Diquigiovanni che TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori.
Dovevate disputare la Serie D e invece guidate il Girone A di 2^ Divisione. Una bella scalata in pochi mesi...
"Non me l'aspettavo. Ci siam ritrovati il 5 agosto a dover rifare un'intera squadra. Avevam costruito un buon team per provare a vincere la Serie D. Poi abbiam colto al volo l'occasione del ripescaggio e ci abbiamo provato. E' andata bene ma abbiam dovuto cambiare tutto. E' rimasto solo il capitano Rebecchi. I cambiamenti non sono mai facili, finora posso dire che è andata bene. Abbiamo costruito la squadra seguendo una certa struttura, anche se potevamo farla anche meglio. I nostri giocatori non sono dei fenomeni ma hanno grande determinazione, corsa e 90 minuti in corpo. Ingredienti importanti per fare risultati".
Lei è sempre presente nel processo decisionale. Si può dire che tutto passa dalle sue mani?
"Da 54 anni sono nello sport, qualcosa si impara. Sono il presidente, se i miei collaboratori mi convincono bene, altrimenti niente. Ho detto di no, quest'estate al mister su un paio di proposte. E i fatti, al momento, mi danno ragione. Valutiamo di caso in caso. Ora, ad esempio, sono con il direttore sportivo e stiamo già pensando al prossimo anno. Mi piace la programmazione, bisogna sempre lavorare con organizzazione. Mai stare fermi. Oggi, come faccio ogni paio di mesi, parlerò con i giocatori. Una chiacchierata serena e tranquilla per tastare il polso.
Prima avevo un'azienda, venduta nel 2010. E non mi prendeva mai tanto tempo come il calcio. Quello del Real Vicenza è un impegno 10 volte maggiore, spesso incomincio la mattina presto e finisco la sera tardi. Un lavoro difficile anche perché sto creando adesso lo zoccolo duro. Bisogna scegliere e non è mai facile. Se uno non va bene lo mandi a casa ma diventi antipatico e duro. Nella vita bisogna scegliere. Le decisioni sono sempre brutte da prendere ma per mia indole penso che mantenere un rapporto non voluto sia inutile e dannoso".
In avanti siete alla ricerca di una punta. Aspetterete il mercato invernale o pescherete tra gli svincolati?
"Interverremo a dicembre ma al momento non abbiamo urgenze. Ultimamente uno dei nostri giovani, Strizzolo, si è ben comportato, mostrando le sue qualità: domenica ha realizzato un gol e preso una traversa".
Che campionato state affrontando?
"Abbiam paura di tutti e nessuno. Anche dell'ultima in classifica. Ogni squadra ha almeno un giocatore di qualità e ogni partita è diversa dalle altre: basta una giornata storta per ritrovarsi inaspettatamente sconfitti. Guardando la graduatoria, in tre punti ci sono le prime nove squadre. Questo è un campionato molto strano: sto notando che alcuni dei team di maggior spessore stanno facendo molta fatica a emergere. Io comunque guardo dentro casa mia, l'obiettivo è quello di tutti: arrivare tra le prime otto".
Come avete organizzato il ripescaggio in poco tempo?
"Ne avevamo il diritto perché avevamo partecipato ai play off. Abbiam iniziato a lavorar subito con convinzione per presentare la domanda. Non è stato facile: avevamo poco tempo, tutto passato tra fidejussioni e iscrizioni. Il calcio è una macchina che ogni giorno va avanti. Bisogna corrergli dietro per stare al passo. Altrimenti i problemi aumentano, si amplificano e non si risolvono più".
E' stato sponsor di una squadra ciclistica che ha partecipato a diversi Giri d'Italia. Quali sono le differenze col calcio?
"In tutti gli sport bisogna capire subito quali sono le priorità. Ma è fondamentale avere dei valori, lo dico sempre ai ragazzi. Con i valori si diventa gruppo e si diventa grandi. Il segreto per gestire al meglio un team sono i collaboratori: è indispensabile lavorare in sintonia per raggiungere il risultato. A differenza del ciclismo dove c'è maggior sofferenza e i problemi sono altri, nel calcio vedo molto qualunquismo e pressapochismo, con certe situazioni da terza categoria. Molti vedono il calcio come un calderone nel quale entrare e dire la propria: pochi fatti e tante chiacchiere, pettegolezzi e giri di parole. E per questo, nonostante l'alto numero di persone presenti, è molto difficile trovare collaboratori adeguati, c'è una carenza impressionante".
In Coppa Italia Lega Pro siete scesi in campo contro il Vicenza. Che derby è stato?
"Non ho mai nascosto che il mio cuore è biancorosso. In passato ho anche provato a comprare il Vicenza. Poi ho intrapreso questa bella esperienza. Averci giocato contro è una soddisfazione perché significa che siamo arrivati a un buon livello. Magari il prossimo anno saremo tutti nello stesso girone".
Un presidente sempre attento e sempre presente. E la domenica?
"Vado in panchina in tutte le partite. Ne perdo poche e solo per andare a caccia. A breve sarò in Spagna e salterò due incontri. Ma avrò un mio collaboratore al telefono che mi farà la radiocronaca in diretta. E poi me le rivedrò in televisione".


