Virtus Entella, Sarno a TLP: "Voglio tornare in B. Maradona e il mio passato da baby-fenomeno: vi dico tutto"
Tecnica sopraffina e fantasia da numero dieci: Vincenzo Sarno non è un calciatore comune e anche il personaggio merita di essere raccontato e conosciuto. Mai banale nelle risposte. Chi si aspetta il classico repertorio di banalità e frasi scontate proprie del vocabolario di molti calciatori rimane spiazzato alla stregua dei difensori in campo dinanzi alle sue finte. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il trequartista della Virtus Entella.
Domenica ha regalato un successo prezioso all'Entella sul difficile campo di Bolzano: come procede l'avventura col club ligure?
"Abbiamo fatto una vittoria importante e non mi aspettavo nemmeno io di essere subito protagonista. Sono molto contento di aver fatto gol e di essere stato subito decisivo".
Obiettivi?
"L''Entella è una società ambiziosa e il traguardo che mi sono prefissato è quello di tornare subito in Serie B".
Quella cadetteria che in estate non ha puntato su di lei, nonostante le ultime due buone stagioni alla Reggina...
"Non per essere presuntuoso, ma credo di aver fatto un buon campionato con la Reggina l'anno scorso. Qualche offerta mi è arrivata, ma non erano particolarmente concrete. Così a settembre è arrivata l'Entella e ho accettato subito".
In Lega Pro vigono le regole sugli under: una facilitazione per i giovani o una ingiustizia?
"Quando ero giovane, mi sono sempre fatto il mazzo per emergere e ritagliarmi il mio spazio. Non credo siano regole giuste e davvero utili. I giovani ne approfittano, ma per crescere e migliorare è più importante il sacrificio per spiccare il volo piuttosto che giocare a prescindere e non per meriti".
Ha un fantasista al quale si ispira?
"Non ho nessun modello di riferimento in particolare, ma essendo tifoso del Napoli mi piace Insigne. Apprezzo molto anche Giovinco".
Lei da bambino era un piccolo fenomeno, tanto da passare al Torino all'età di 11 anni per 120 milioni di lire. Col senno di poi tutte le pressioni mediatiche con le quali ha dovuto convivere l'hanno limitata nella sua crescita?
"Credo sia negativo mettere tutte quelle pressioni a un baby-talento. All'epoca c'erano troppe pressioni e anche oggi con i ragazzi spesso si fa il medesimo errore. Il calcio è un divertimento e i bambini devono essere liberi di esprimersi, giocando senza aspettative eccessive".
Sogni nel cassetto per la sua carriera?
"Il mio sogno è quello di arrivare un giorno in Serie A. Penso intanto a fare alla grande quest'anno al fine di aiutare compagni e società a raggiungere l'obiettivo della promozione".
Da un numero dieci all'altro: Maradona nei giorni scorsi è tornato in Italia, da tifoso del Napoli lo vorrebbe sulla panchina azzurra?
"Sicuramente Benitez è un grande allenatore, ma da tifoso vedere Diego Armando Maradona nelle vesti di allenatore del Napoli sarebbe un sogno senza eguali".
Promozione in B con l'Entella e poi il salto in Serie A: questa la scaletta per la sua carriera?
"Adesso penso all'Entella, poi vedremo cosa accadrà. Per adesso sono concentrato sull'attuale stagione e mi auguro di centrare il salto di categoria con la squadra. Un passo per volta: la Serie A rimane un sogno e spero di coronarlo un giorno".


