IL GIRO NOTTURNO DEI BOMBER. RIMINI, IN ARRIVO UN NUOVO PATRON. COMO, IL RIBALTONE DI PORRO. I DIRETTORI SPORTIVI E LA MERITOCRAZIA...
Il calciomercato invernale sta decollando ed è entrato nel vivo. Nella serata di giovedì i bomber della Prima Divisione sono stati grandi protagonisti delle trattative notturne milanesi. Matteo Guazzo ha rescisso con la Salernitana per approdare alla Virtus Entella: Lotito ha dato il via libera alla punta di Acqui Terme a patto che si accasasse nell'altro girone di Prima Divisione, in modo da non rischiare di ritrovarselo contro ai Playoff. Promessa mantenuta dal Principe, che sognava la B ma vestirà la maglia dell'Entella. Tanti sondaggi ma nessuna offerta concreta dalla cadetteria e così la società ligure si è accaparrata il centravanti ex Como. Guazzo firma un contratto di trenta mesi e punta ad arrivare in cadetteria proprio con la formazione di mister Prina, che ora si ritrova un reparto offensivo decisamente troppo affollato. In uscita Simone Magnaghi che rientrerà per fine prestito all'Atalanta. Gli orobici lo dirotteranno ad un altro club di Prima Divisione: ci aveva provato il Pavia, ma in pole c'è la Pro Patria. Sullo sfondo anche il Viareggio che sogna un clamoroso ritorno in Versilia del classe '93. L'altra punta in uscita da Chiavari è Simone Guerra. In scadenza di contratto a giugno l'ex Spezia potrebbe anticipare l'addio: piace a diversi club di Prima Divisione fra cui Vicenza e Cremonese. Un giro di punte da mantenere segreto, dato che la formazione di Prina poche ore dopo sarebbe stata di scena a Venezia. Smentite di facciata e tentativi di depistaggio da parte di alcuni dei protagonisti della vicenda, ai quali non abbiamo abboccato nonostante l'ora tarda. Notti di appuntamenti di mercato, spesso anche a distanza per chiudere un affare. A tarda sera trattativa a distanza fra Milano-Roma-Salerno per portare Momo Fofana in granata. Il diesse Fabiani ha puntato forte sul bomber classe '85 per rilanciare il Cavalluccio e sfruttando i mezzi tecnologici odierni ha impostato l'operazione con il patron Lotito, che si trovava in quel di Villa San Sebastiano a Roma. Fitte telefonate notturne anche con i dirigenti del Lanciano in missione a Milano per chiudere i colpi Branescu, Scozzarella e Ragatzu. Mail e fax a getto continuo al fine di siglare gli accordi, materializzatesi a tarda notte in un Hotel Hilton quasi deserto salvo i pochi nottambuli del mercato: in giornata la punta partirà alla volta di Salerno per ereditare il trono lasciato vacante dal Principe Guazzo...
Settimana prossima potrebbe altresì essere quella della svolta in casa Rimini. Dopo l'acquisizione di alcune quote di minoranza Fabrizio De Meis è pronto a rilevare il pacchetto di maggioranza del club romagnolo. Il patron del Cocoricò ha intensificato i contatti in queste ore con il patron biancorosso Biagio Amati, che appare pronto a valutare la proposta ed, eventualmente, a farsi da parte. La crisi del settore immobiliare ha tolto risorse da investire nella formazione riminese all'attuale numero uno, accostato al Bellaria negli ultimi giorni. Al di là dei contatti con Sauro Nicolini, che è intenzionato a rimanere saldamente al comando anche in caso di retrocessione in Serie D, l'avventura di Amati potrebbe giungere al capolinea. L'entusiasmo di De Meis potrebbe garantire un futuro ambizioso a Brighi e compagni. Il summit di settimana prossima potrebbe delineare nuovi scenari e l'inizio di una nuova era a livello tecnico e societario...
Chi invece ha già deciso di operare una rivoluzione interna al proprio club è Pietro Porro. Il presidente del Como ha deciso di mutare l'assetto societario del proprio club, mettendo alla porta Mauro Gibellini. Nelle ultime settimane era venuta meno l'armonia all'interno della formazione biancoblù a causa della non identità di vedute in merito ai progetti tecnici nell'immediato e nel futuro prossimo. Porro ha così scelto di dare carta bianca al direttore tecnico Giovanni Dolci, staccatosi nel frattempo dal sodalizio con l'ex diesse dell'Hellas Verona per schierarsi con il proprio presidente. Gibellini non ha parlato in questi giorni, preferendo elegantemente un silenzio assordante nel marasma di voci deflagrato nelle ultime ore. Signorilità propria dei direttori della vecchia generazione, sempre più ai margini dell'attuale calciomercato. Parecchi operatori - a scapito della meritocrazia - si trovano fermi al palo. Qualcuno è dovuto migrare all'estero come Francesco Grillo, altri dopo aver tenuto in vita club in ristrettezze economiche, destreggiandosi con un budget tendente allo zero (Poerio Mascella) si sono ritrovati senza squadra, alcuni dopo una duplice promozione in Serie A (chiedere a Novara e Sampdoria) sono stati costretti a ripartire - seppur in un contesto ambizioso - dall'ultimo gradino del professionismo (Pasquale Sensibile). Situazione precaria che accomuna giovani come Ivano Pastore a decani più esperti quali Sergio Gasparin. Il primo fu pilota del miracolo Nocerina, nonchè progettista degli ultimi Trapani e Benevento. Il secondo capace di coniugare rrisultati sportivi storici a bilanci sani nelle piazze in cui ha lavorato (Vicenza e Catania). Senza dimenticare altri personaggi che invece negli ultimi anni hanno fatto incetta di retrocessioni, flop e fallimenti, eppure ogni anno trovano una scrivania dove operare. Misteri del mondo del pallone...


