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PROMOSSI & BOCCIATI DEL MERCATO DI GENNAIO
sabato 1 febbraio 2014, 22:59Il Punto
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

PROMOSSI & BOCCIATI DEL MERCATO DI GENNAIO

Massimo esperto di calciomercato per TuttoLegaPro. Opinionista sulla Lega Pro per Radio Sportiva e sul calciomercato per Radio CRC e Radio24. Ha lavorato a Sportitalia nelle trasmissioni "Aspettando il Calciomercato" e "SpecialeSerieB"

Ci siamo presi qualche ora in più rispetto al consueto e abitudinario appuntamento mattutino con l'editoriale. Decisione doverosa per riflettere al meglio sulla ventotto giorni di Calciomercato invernale. Una sessione ricca di colpi di scena ed affari sfumati. Parecchie le intuizioni di alcuni direttori, che - nonostante le casse sfiatate dei propri club - hanno piazzato botti di assoluto rilievo. Dopo quattro anni la location ufficiale del Calciomercato potrebbe cambiare nel prossimo giugno (é in scadenza l'accordo fra l'Adise e l'Ata Hotel Executive), intanto - in attesa dei consueti pagelloni squadra per squadra per la 1^ e 2^ Divisione  - abbiamo declinato i promossi e i bocciati del gennaio mercantile 2014.

> PROMOSSI

Goretti (Perugia): in estate non aveva sbagliato una mossa. A gennaio concede il bis, ottenendo rinforzi di spessore come Franco, Sanseverino e Carcione. Il tutto senza di privarsi di alcun gioiello. 

Ortoli (Catanzaro): idee chiare fin da subito. Non a caso chiude tutti i colpi nelle prime due settimane. Un poker d'assi come quello Madonia-Vacca-Morosini-Di Chiara é di quelli da far sognare in grande.

Gazzoli (Unione Venezia): cresciuto alla scuola di Oreste Cinquini cerca sempre di sviare l'attenzione dai reali obiettivi di mercato. Sornione, piazza un tris di alto livello come Carcuro-Pisano-Kirilov. In Laguna sono autorizzati pensieri cadetti.

Superbi (Virtus Entella): rinforzare la squadra più forte del Girone A di Prima Divisione sulla carta era un'impresa impossibile. Eppure ci riesce, portando a Chiavari elementi del calibro di Guazzo, Botta, Iacoponi e Torromino. Nell'anno del Centenario vuole entrare nella storia.

Piazzi (Sudtirol): conclude dodici operazioni di mercato fra le entrate e le uscite, rimpinguando le casse del club e abbassando il monte ingaggi. La squadra intanto si conferma in zona Playoff. Re Mida.

Olli (FeralpiSalò): talent scout straordinario: Marsura, Dell'Orco e Miracoli appaiono destinati a grandi palcoscenici a giugno. Intanto soffia ad una folta concorrenza altri due giovani molto richiesti come Di Benedetto e Zampa.

Martino (Barletta): profondo conoscitore delle dinamiche calcistiche, agisce in silenzio e senza strombazzare i propri innesti. Ganz ed Innocenti in Puglia possono trovare l'ambiente ideale per esplodere. Intanto ha aumentato il parco giocatori del proprio club, che in estate protendeva verso lo zero assoluto.

Giannitti (Frosinone): nella sessione aveva recitato la parte del leone con il botto Ciofani. A gennaio lo riscatta dal Parma, dimostrando come stia impostando un progetto destinato a durare negli anni. Con Carlini e Viola innalza la qualità del reparto offensivo senza svenarsi.

Vetrini (Gavorrano): il budget a disposizione é risicato, ma prova comunque in tutti i modi a rinforzare la propria squadra. Riesce a rivoluzionare la rosa e una cosa é certa: i grossetani venderanno cara la pelle fino al termine del campionato.

Di Somma (Benevento): inserisce in un organico già forte elementi di alto livello come Davì, Negro e Guerra. Quest'ultimo soffiato a dirette concorrenti come Frosinone e Lecce. Ora toccherà a Brini tramutare in realtà gli sforzi operati in sede di mercato.

Vagnati (Spal): in extremis piazza un colpo da B come Tommaso Arrigoni in mezzo al campo. Falomi e Sereni sono due garanzie per la categoria: la Lega Pro unica è alla portata.

Ferrigno (Messina): non ama parlare con i media. Lavora in silenzio e rinforza sensibilmente una squadra, che nel girone d'andata sembrava destinata a retrocedere. Piazza tutti gli esuberi e ingaggia Pepe, De Vena, Franco e D'Aiello. Tutti provenienti da categorie superiori.

Tesoro (Lecce): il grande assente della tre giorni finale milanese. Aveva già fatto il suo in largo anticipo, prelevando Abruzzese e De Rose. Nessuna rivoluzione per non turbare gli equilibri di un organico già forte e competitivo.


> BOCCIATI

Visentini (Porto Tolle): la classifica non é ottimale e gli acquisti non appaiono in grado di dare una sterzata clamorosa all'attuale assetto. Il buon lavoro di Favaretto in panchina avrebbe meritato maggior assistenza in sede di mercato.

Mancini (San Marino): Cuttone sta spremendo al massimo un organico modesto e poco competitivo. Le scelte estive, a partire da De Argila in panchina, sono state nettamente sconfessate dal campo. 

Fogliazza (Pergolettese): la squadra gialloblù sembra indebolita dalla sessione di mercato. La partenza di Sembroni priva la difesa di un pilastro. Puccio e Cogliati non sembrano bastare per la promozione diretta.

Giammarioli (Gubbio): il patron Fioriti desidera i Playoff, ma dal mercato on giungono particolari innesti. Toccherà a mister Roselli tentare l'impresa.

Cristallini (Vicenza): operazioni di completamento ma che non cambiano il volto della rosa. Davanti ci si aspettava qualcosa in più in vista dei Playoff, che la piazza sogna di vincere.

D'Eboli (Paganese): da capire se alcune operazioni non di primissimo piano siano da imputare al direttore o ai rubinetti chiusi dal vertice societario. Detto questo, neppure il cambio in panchina ha cambiato la china di un campionato deludente.

Diquigiovanni (Real Vicenza): il patron veneto scavalca i propri operatori di mercato, contattando direttamente i possibili obiettivi di mercato. Una situazione fuori dal comune, che ha provocato irritazione negli altri club, nonché la mancata chiusura di alcune trattative.

Giovannini (Pontedera): la squadra appare in declino dopo una prima parte di campionato ad alti livelli. Lecito attendersi innesti di maggior rilievo per blindare la posizione Playoff. Il rischio é quello di vivere un campionato di rimpianti.

Scala (Sorrento): i costieri pagano forse l'assenza di un diesse navigato in categoria come poteva essere Pitino, passato al Catania in Autunno. Mancano un paio di pedine per centrare un posto al sole nella Lega Pro unica.

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