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Vigor Lamezia, l'ex trainer Novelli a TLP: "Ho allenato un buon gruppo. Su Mangiapane..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
giovedì 20 febbraio 2014, 23:00Interviste ESCLUSIVE
di Luca ESPOSITO
per Tuttoc.com

Vigor Lamezia, l'ex trainer Novelli a TLP: "Ho allenato un buon gruppo. Su Mangiapane..."

Tornato in Seconda Divisione dopo tre anni, l’allenatore Raffaele Novelli è stato sfortunato e dopo 14 partite alla guida della Vigor Lamezia è stato allontanato in favore di mister Costantino, che il tecnico salernitano aveva precedentemente sostituito. Novelli non risparmia frecciate soprattutto a Mangiapane, accusato dal tecnico di aver anteposto gli interessi suoi personali a quelli della squadra. Intervistato da TuttoLegaPro.com, il mister non è d’accordo nel ritenere che fosse più difficile subentrare in corsa, anche se i risultati migliori spesso un allenatore di valore può riuscire a ottenerli dal precampionato.

Non penso che subentrare fosse più difficile rispetto a quando si allena una squadra dal precampionato, perché i metodi sono sempre gli stessi. Quando subentri c’è da accelerare delle situazioni, ma non penso ci siano grandi differenze per il sottoscritto. Se parti dall’inizio c’è abbastanza tempo, ma quando si subentra bisogna crearselo. Non rinnego niente di quello che ho fatto, comunque”.

Cosa non ha funzionato a Lamezia?

A me era stato chiesto di arrivare nei primi otto. Penso che quando sono stato esonerato ci trovavamo appunto tra i primi otto, perché a parità di punti col Messina avremmo avuto la precedenza noi per aver vinto lo scontro diretto. In pratica quando sono arrivato la Vigor era nella Divisione Unica e l’ho lasciata nella Divisione Unica. Penso ci sia stato un errore perché al fischio dell’arbitro domenica scorsa eravamo nella Divisione Unica. Siamo partiti bene nella mia gestione, ma ho sempre detto quello che pensavo alla proprietà. Quando si perde è facile dire delle cose, ho evidenziato soprattutto nella settimana precedente la partita di Teramo che alcune cose non andavano bene. Ho avuto un incontro con il presidente e con il direttore, e dissi che per raggiungere un obiettivo bisognava costruire: loro sanno di cosa abbiamo parlato. Non è per fare polemica”.

Si sarebbe aspettato qualche rinforzo in più dal calciomercato?

“Se sul mercato fosse stato possibile trovare qualcuno che ci desse più qualità, non ci saremmo tirati indietro. Ma in base a quello che si muoveva, non c’erano i presupposti per migliorare qualcosa. È stato preso un portiere, perché avevamo perso alcune partite a causa di errori del portiere, mancava qualcosa al centrocampo e abbiamo preso Giampà. Sono stati contattati degli attaccanti, ma non ci sono stati dati. Avevamo bisogno di attaccanti con caratteristiche diverse rispetto a quelli che c’erano, a causa di tantissimi infortuni. Abbiamo avuto degli infortuni soprattutto nel reparto d’attacco, come Zampaglione, Padulano, Carbonaro”.

Adesso che non è più allenatore della Vigor cosa vuole dire alla proprietà e alla squadra?

Con i giocatori ho avuto un ottimo rapporto. Hanno dimostrato sempre delle qualità importanti sul lavoro, hanno pregi e difetti come in tutte le squadre di calcio, durante gli allenamenti si sono sempre impegnati, e ho avuto un bellissimo gruppo di lavoro, a parte un solo giocatore, Mangiapane, che non si è mai identificato nell’obiettivo che avevamo. Lo dimostra quello che è successo quando abbiamo giocato col Tuttocuoio: tutti si sono abbracciati e lui è stato l’unica persona che non l’ha fatto. E anche la scorsa settimana, prima della partita col Gavorrano, Mangiapane senza nessun permesso dal sottoscritto è stato fuori martedì e mercoledì, rientrando solo giovedì agli allenamenti. La squadra è stata sempre ad allenarsi ma lui non c’era”.

Al di là di tutto questo, le fa piacere essere stato apprezzato da un gruppo che l’ha stimata?

Quando c’è un gruppo che ti stima, vuol dire che ho trasmesso qualcosa sotto l’aspetto umano e professionale. Dispiace che non si possa continuare a dare seguito al lavoro che stavamo facendo, ma nei primi otto ci trovavamo. Questo è quello che posso augurare alla società, alla tifoseria e alla squadra, di poter raggiungere l’obiettivo prefissato”.

La Nocerina è fuori dalla Lega Pro. Da salernitano pensa sia una sconfitta?

Dispiace perché Nocera è una piazza importante, e quando salta una società di calcio è sempre un dispiacere. Io poi giocavo nella Nocerina (è stato in C2 nell’’85-’86 con mister Volpi allenatore), vincemmo il campionato con una buona squadra e trascorremmo una buona annata. Penso che per noi allenatori il calcio debba essere rappresentato in modo diverso da come è ultimamente: si fanno troppe polemiche”.

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