Ospitaletto, Musso: "Mercato quasi chiuso, il Brescia è il più forte
A pochi giorni dalla chiusura della sessione estiva di calciomercato, il direttore sportivo dell'Ospitaletto, Paolo Musso, è stato ospite della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com. Un'intervista a tutto campo, dal bilancio del mercato biancoceleste all'introduzione del Salary Cap in Serie C, passando per l'analisi del prossimo impegno contro l'Albinoleffe e le pretendenti alla vittoria finale nel girone A.
Un avvio di stagione da incorniciare: vittoria, porta inviolata e derby in tasca. Come valuta questo debutto?
"Partire con una vittoria è sempre bello e poi farlo in un derby, in una partita nostra cittadina, con l'Umezzane è qualcosa ancora di più bello. Tra l'altro l'Umezzane l'anno scorso aveva fatto cappotto nei derby, se li era portati a casa tutti: quindi abbiamo subito rimesso un po' la bilancia in parità, e non è una cosa da poco."
Siamo a sei giorni dalla fine del calciomercato: è soddisfatto del lavoro fatto finora?
"Devo ringraziare la società perché l'anno scorso eravamo riconosciuti da tutti come la squadra con il budget più basso, con ingaggi molto contenuti. Quest'anno la società mi ha messo a disposizione un monte ingaggi superiore, che abbiamo usato soprattutto per trattenere i ragazzi che avevano fatto un buon campionato con noi: abbiamo rinnovato tra gli altri Gobbi, Mondini, Panatti, Quaranta, Seguarnieri e Giovane. Diciamo che siamo già completi, perché abbiamo fatto tutto il mercato abbastanza velocemente. Ci rimane forse ancora una pedina, il vice Gualandes, quindi un terzino destro che vada a completare i doppioni in rosa, ma non è detto che faremo questa operazione: il nostro mercato potrebbe già considerarsi chiuso da un paio di settimane."
Che tipo di mercato avete fatto in entrata?
"Il modo di operare è stato più o meno lo stesso dello scorso anno: ci siamo mossi su ragazzi provenienti dalla Serie D, giovani interessanti, dalla collaborazione con il Brescia o da settori giovanili come quelli di Parma e Atalanta. Il discorso su Francesco Galuppini è a parte: dovevamo riempire il vuoto lasciato da Marco Bertoli, che per noi è stato un giocatore determinante, lo dicono i numeri. Avevamo altre situazioni monitorate, ma abbiamo voluto fare all-in su Francesco, sapendo che era una trattativa complessa per via delle situazioni contrattuali che aveva in ballo con l'Ascoli. Siamo stati bravi ad aspettare, facendo leva sul fatto che lui volesse venire da noi per essere centrale nel progetto: veniva da un anno tra Mantova e Ascoli in cui non era stato così centrale come era abituato a essere nella sua carriera. Il rapporto umano che abbiamo da anni con il ragazzo ha fatto il resto."
Il Salary Cap è entrato ufficialmente in vigore in Serie C: ha cambiato il vostro modo di lavorare sul mercato?
"Il Salary Cap ce l'eravamo già imposto noi come società fin dalla scorsa stagione, quindi non ha inciso più di tanto sulla nostra operatività. Dico sempre che siamo un esempio virtuoso, ma è più facile esserlo a Ospitaletto, perché possiamo lavorare senza troppe pressioni, senza che nessuno esalti o affossi troppo la squadra nei momenti positivi o negativi della stagione. Questo ti permette di aspettare i ragazzi giovani, che hanno bisogno di tempo per ambientarsi. Vedo i miei ragazzi dello scorso anno nettamente più pronti, perché hanno maturato un anno di esperienza. A Brescia, come a Salerno o a Bari, questo non si può fare: queste piazze hanno la necessità di prendere giocatori più pronti, che inevitabilmente hanno un ingaggio maggiore, e questo comporta delle difficoltà sia per il Salary Cap sia per l'aspetto delle liste."
Il prossimo turno vi vedrà contro l'Albinoleffe, anch'essa a punteggio pieno: che gara vi aspettate?
"Ci aspetta una partita difficile, perché l'Albinoleffe è una squadra con valori importanti che secondo me vorrà fare un campionato diverso da quello dello scorso anno, in cui non è mai stata a contatto della zona playoff. Penso che voglia essere protagonista di quella parte di classifica, e lo può essere: ha una società che ha tutto, con un centro sportivo di livello altissimo e uno stadio super moderno che manca a tante squadre di categoria superiore. Noi, con le nostre caratteristiche di voglia e battaglia, proveremo a fare punti, perché raccogliere quelli che ci servono per salvarci è il nostro obiettivo, e farlo il prima possibile non sarebbe male."
Il Brescia è identificato da tutti come la squadra di riferimento del girone. C'è secondo lei un'alternativa credibile per evitare un campionato a senso unico?
"Sarei molto felice se il Brescia vincesse questo campionato, perché è una città con cui abbiamo un rapporto importante, e personalmente ho un legame di amicizia che dura da tanti anni con Andrea Ferretti, il direttore del Brescia: non nego che nei risultati positivi dell'Ospitaletto degli ultimi anni ci sia anche il contributo della collaborazione stretta con loro. Penso che il Brescia sia nettamente superiore a tutte e che la sua unica avversaria sia se stesso: non è facile vincere sempre, anche quando sei nettamente favorito. Dietro metto sicuramente il Trento, esempio di come si possa essere competitivi ad alto livello utilizzando i giovani: il mister Tommasini fa un calcio piacevole da vedere e riconoscibile, l'identità della squadra è chiara in tutte le partite. Il Trento può dare fastidio, ma resto onesto: lo vedo comunque un gradino sotto il Brescia. Il Cittadella è un'altra bella realtà, ma bisognerà capire cosa accadrà negli ultimi giorni di mercato sulla situazione di Rabbi: un Cittadella con Rabbi e uno senza Rabbi sono due discorsi diversi, e sostituirlo non è facile per la categoria. Come outsider vedo soprattutto le neopromosse Treviso e Desenzano, che per il mercato che stanno facendo possono giocarsi posizioni al sole importanti."
Un'ultima battuta anche sugli altri due gironi: come li legge dall'esterno?
"Il girone B viene etichettato da tutti come una sorta di 'B2' per blasone e tradizione, con tre delle quattro retrocesse dalla Serie B finite proprio lì. Sono un grande estimatore di Turati: penso che lo Spezia possa fare molto bene, anche se ha iniziato con un pareggio; bisognerà capire quanto velocemente la squadra assimilerà le richieste del mister, che propongono un calcio che ha bisogno di tempo per essere apprezzato. È un girone che ha dentro anche Reggiana, Pescara e Ravenna: fare un pronostico è davvero difficile. Sul girone C sono d'accordo solo in parte sul fatto che il livello si sia abbassato: ti sei dimenticato il Bari, che ha vinto molto bene all'esordio e può giocare per vincere. La prima giornata ha riservato sorprese importanti, con Salernitana, Catania e Cosenza che hanno perso, ma manca ancora una settimana di mercato ed è un girone dove il livello secondo me resta alto, con realtà come il Sorrento, che ha un ottimo allenatore, o il Casarano, imbattuto e con una rosa importante, che in queste ore ha chiuso anche il colpo Patierno. Mi sento comunque di sbilanciarmi sul Bari: nonostante i problemi societari legati all'ultimo restyling, ha un allenatore che sa vincere e mi sembra un po' più avanti nell'idea di costruzione della squadra."






