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ESCLUSIVA TLP - Vigor Lamezia, il Ds Maglia: "Il sogno serie B. Costantino, Novelli e il mio nome nella storia del club"TUTTOmercatoWEB
Fabrizio Maglia
© foto di Ninni Cannella/TuttoLegaPro.com
mercoledì 30 aprile 2014, 20:00Interviste TC
di Daniele MOSCONI
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Vigor Lamezia, il Ds Maglia: "Il sogno serie B. Costantino, Novelli e il mio nome nella storia del club"

Nella preistoria del calcio la Vigor Lamezia ha già giocato nella vecchia C1: 1947-48. Anni difficili, post secondo conflitto mondiale e in quella stagione la serie C fu diluita in 18 gironi.
Purtroppo per i lametini quell'anno fu l'unico in questa categoria: non finendo nei primissimi posti per rimanere in quel campionato, fu retrocessa in Promozione calabrese.

66 anni dopo la Vigor Lamezia ce l'ha fatta. C'è voluta una stagione di sofferenza - come è nell'indole di questa squadra - con due lametini come Massimo Costantino come allenatore e il Direttore Sportivo Fabrizio Maglia a guidare una squadra che finalmente ha reso il sogno realtà.

Arrivati insieme nel 2010 nel club biancoverde, in quattro anni hanno lavorato, ognuno nel proprio settore di competenza, per dare alla città di Lamezia un volto diverso dal punto di vista calcistico. E le soddisfazioni sono arrivate: la Prima Divisione sfiorata due anni fa (2011/12) rimane storica, oltre a vittorie importanti in questi quattro anni (l'1-0 al Catanzaro nel dicembre 2011, rimane immortalato nella memoria dei tifosi vigorini per questioni di campanile).

Dopo quattro anni c'è chi in città inizia a chiedere un ricambio a livello dirigenziale, partendo dal ruolo del Direttore sportivo. Abbiamo chiesto questo ed altro a Fabrizio Maglia, attuale Ds del club biancoverde in questa intervista concessa in esclusiva a TuttoLegaPro.com.

Direttore, da lametino il suo nome nella storia della Vigor Lamezia.

"Voglio parlarti chiaro: dopo il campionato degli 80 punti avevo un debito nei confronti della città, la mia città. Se penso che a 80 punti non siamo stati promossi mi sale un moto di rabbia. Detto questo: la società dopo quella stagione (2011/12, ndr) mi ha rinnovato il contratto per altri tre anni e devo ammettere che avevo delle richieste da altre piazze, ma avevo un debito nei confronti della mia gente. Avevo detto ai tifosi, anzi avevo promesso qualcosa di bello. E devo dire che a distanza di quasi 72 ore, passeggiando per la città, la gente mi ferma e mi dà le pacche sulle spalle. Questa è un'enorme soddisfazione, significa che hai fatto davvero qualcosa di bello e importante. Se devo dirti che ho realizzato cosa è successo posso risponderti di no. E' ancora troppo fresco, ma allo stesso tempo è bellissimo. Abbiamo ridato entusiasmo ad una città che non vedevo imbandierata in questo modo dai tempi dell'Italia ai mondiali. Se questo poi viene fatto da lametino nella mia città mi rende orgoglioso, non posso nasconderlo".

Si dice che le vittorie più sofferte sono le più belle. Conferma?

"Sicuramente sì. C'è sempre il detto: nemo propheta in patria che aleggia su di te e la pressione e la tensione di questi mesi purtroppo ogni tanto l'ho anche scaricata in famiglia e su questo voglio cogliere l'occasione di scusarmi con mia moglie e i miei figli. Non è facile quando hai un obiettivo simile tenere separate le due cose".

Scatto da centometrista in occasione dei due gol domenica.

"Ci ho visto un segno del destino in quei due gol su rigore. Noi, che in questi anni con i tiri dal dischetto non abbiamo mai avuto fortuna (clamorosi i due rigori sbagliati contro la Paganese nella semifinale di ritorno dei play off 2011/12: Gattari il primo, parato da Robertiello. Mangiapane il secondo: palla sul palo, ndr) siamo stati promossi proprio con due calci di rigore. Le compensazioni ogni tanto esistono".

In quattro anni lei e Costantino avete costruito qualcosa di unico. C'è un po' di maretta nella tifoseria: in molti vogliono un cambio dirigenziale a partire proprio dal ruolo del Direttore sportivo.

"Come dicevo prima ho ancora un anno di contratto e ammetto che la società mi ha proposto un rinnovo. Vedremo. Con Massimo (Costantino, ndr) siamo arrivati quattro anni fa e, tra virgolette, l'ho costruito io, essendo giovanissimo quando è arrivato alla Vigor. Con lui mi lega un rapporto di stima non solo professionale: Massimo è un amico. Adesso ci dobbiamo sedere al tavolo e parlare, ed è indubbio che parta in pole position per la panchina nella prossima stagione. Immagino che anche Costantino adesso avrà delle richieste come è giusto che sia".

Nel caso di sua riconferma se la sente di promettere un campionato tranquillo per la prossima stagione?

"A caldo domenica sera ho detto delle cose: non voglio che la "Lega Pro unica" sia vista come un traguardo che non appena viene raggiunto tutto finisce lì. Questa promozione deve essere una spinta per porci obiettivi più ambiziosi. Tutto va commisurato alle possibilità della società che in questi anni ha dimostrato che con risorse economiche normali - in una città che ha tanti problemi, non dimentichiamolo - può comunque fare un ottimo lavoro per il bene di questa città".

Con lei non possiamo non parlare di quel 3 novembre 2013. Lei ha giustificato l'esonero di Costantino con un "appiattimento mentale" della squadra.

"Ho visto che ultimamente la squadra non rispondeva più come doveva agli input del tecnico. E abbiamo deciso di esonerare Costantino chiamando al suo posto Novelli. C'era bisogno di una scossa che all'inizio c'è stata: vedi vittorie a Messina (1-4) e la successiva in casa contro il Poggibonsi. Con il passare delle settimane mi sono accorto che questo appiattimento che aveva portato all'allontamento di Costantino si è verificato di nuovo e abbiamo dovuto correre ai ripari. Però fammi dire anche un'altra cosa al riguardo".

Prego.

"Domenica sera siamo stati in un locale con la squadra a festeggiare e mi sono - eufemismo - arrabbiato con loro, perché trovo che questa sia una squadra da primi tre posti".

Lei aveva garantito che Costantino era inamovibile ed in caso di esonero del tecnico avrebbe lasciato la società. Cosa è successo nel frattempo?

"Avevo detto che se l'avessero allontanato mi sarei dimesso anche io. Ma avendolo esonerato io, sarei stato uno scemo ad andarmene".

Nel motivare l'esonero del tecnico, nell'intervista rilasciata a TuttoLegaPro.com poche ore dopo, c'è una frase che ci ha colpito: "Ci serve un trainer esperto e che possa giocare con un modulo adatto alle caratteristiche dei giocatori presenti in rosa". Ci chiami maliziosi, ma ci abbiamo letto una frattura tra lei e il tecnico.

"E' normale che, vista dall'esterno questa può essere vista come una frattura. Non è stata una scelta facile quella di esonerare Costantino. Con lui mi ha legato e mi lega un profondo rapporto di stima e amicizia. A caldo non ci siamo sentiti e devo ringraziarlo perché ci ha permesso di lavorare tranquilli, senza turbare l'ambiente. Ma ti garantisco che tra me e lui non c'è mai stata nessuna frizione".

L'arrivo di Raffale Novelli, tecnico che lei cercava da tempo, non ha portato i frutti sperati. Si sente responsabile di questa scelta?

"Quando si hanno i bottoni di comando è normale che devi fare delle scelte, pensando in primis al bene della società e hai onori e oneri che pesano sulla tua testa. Conosco Raffaele dai tempi della Primavera del Genoa per vedere i giocatori da portare alla Vigor. Con lui si è instaurato un rapporto forte e siamo stati diverse sere a cena in cui abbiamo parlato di calcio e sono rimasto affascinato dalle sue idee al riguardo. Continuo a pensare che Novelli sia un tecnico molto preparato che sa produrre un gioco piacevole. Voglio in questa sede spezzare una lancia in favore di Novelli, essendo stato anche sfortunato: non dimentichiamo che per un periodo la squadra tra infortuni, squalifiche e campo di gioco malandato, non ha mai potuto schierare un undici all'altezza della situazione e questo alla lunga ha pesato sulla sua esperienza qui a Lamezia".

Parliamo della squadra. Un nome su tutti: Stefano Del Sante. Arrivato come un giocatore che avrebbe dovuto farvi fare il salto di qualità, invece ha deluso.

"Farei una distinzione su Del Sante: c'è il giocatore che nella prima parte della stagione aveva segnato sei gol. Purtroppo tra infortuni e squalifiche nella seconda parte ha deluso e questo è sotto gli occhi di tutti. Dopo i 14 gol a Mantova mi sarei aspettato anche io qualcosa di più".

Del Sante ha ancora un anno di contratto. Come intendete muovervi?

"Anche con lui dobbiamo adesso parlare e vedere le sue intenzioni. Voglio ricordare che a gennaio c'è stato un pressing importante del Messina che lo voleva a tutti i costi e noi abbiamo resistito alle lusinghe dei giallorossi. Prima di darlo via non vorrei trovarmelo come avversario. Nel caso dovesse manifestarci la volontà di avvicinarsi a casa, valuteremo tutto con calma, cercando di coniugare le sue esigenze alle nostre".

La vostra bandiera, Benedetto Mangiapane, rimarrà?

"Mangiapane in questi anni ha dato tanto alla Vigor Lamezia e a lui va il nostro ringraziamento. Non credo che nel progetto Vigor Lamezia della prossima stagione ci sia spazio per lui. Intendiamo creare una squadra giovane e sbarazzina. Certo, nel calcio mai dire mai".

Lascia una porta aperta?

"Vediamo...Mai dire mai".

Guardiamo al futuro: rinnoverete il rapporto con il Parma o tornerete a lavorare con il Genoa per giovani di prospettiva?

"Anche su questo devo dire che ho le porte aperte anche con altre squadre. Sono in ottimi rapporti con Guido Angelozzi (Ds del Bari, ndr), con la stessa Reggina, anche se ora, nell'eventualità in cui dovesse retrocedere ce la troveremo nel nostro stesso girone. Con il Parma ho una corsia preferenziale grazie al rapporto di stima che mi lega a Pietro Leonardi e nell'eventualità di una partnership con loro è normale che quelli più interessanti potrebbero arrivare alla Vigor Lamezia. Ci guardiamo intorno e cercheremo di trovare quello che ci serve per qualcosa di ambizioso".

Ambizioso ci fa venire in mente la serie B.

"I sogni non costano nulla e nella vita un po' di ambizione non fa mai male. Le grandi piazze della Calabria hanno toccato la serie B e Lamezia è la terza città come numero di abitanti in questa regione, quindi perché no...".

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