ESCLUSIVA TLP - Monza, DG Ulizio: "Zeman? Ci farà sapere. Rinnovi e volti nuovi, vi spiego la situazione. Bellaria? Non lo rinnego, gli devo tutto"
Da un mese è il braccio destro di "Forte-Braccio" Armstrong. Mauro Ulizio, neo-direttore generale del Monza, ha un compito non indifferente. Assecondare la voglia di primeggiare del suo vulcanico presidente anglo-brasiliano TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva per chiedergli le prossime mosse di quella che si annuncia una corazzata biancorossa.
In queste settimane sono stati accostati numerosi allenatori al vostro nome. Cosa ci dice?
"A parte Zeman, incontrato la settimana successiva al mio insediamento, non abbiam parlato con nessuno di questi grandi nomi usciti uno dopo l'altro. Con il tecnico boemo ci siamo trovati a Roma e gli abbiam presentato il nostro progetto: lui non ha dichiarato né il suo amore per il Monza né ha declinato la proposta. Non abbiamo parlato di soldi o di giocatori. Se verrà? Intanto ci guardiamo intorno, non aspettiamo nessuno. Cercheremo di prendere un mister che dovrà essere legato al nostro progetto, basato sulla crescita dei giovani, sulla rincorsa alla Serie B e sulla messa in mostra del marchio Monza. Entro una settimana speriamo di averlo scelto".
Capitolo rosa. Giocatori confermati? E nuovi?
"E' giusto che venga attribuito il giusto merito a tutti i calciatori di questa stagione, visto che hanno conquistato l'accesso in Lega Pro unica con un'ottima cavalcata. Parleremo con tutti loro, ancora non lo abbiamo fatto con nessuno perché aspettiamo il nuovo mister. Dispiace solo esser venuti a sapere dai giornali che qualcuno aveva già trovato un accordo con altre squadre. Lo si sapeva, però ci aspettavamo che ce lo dicessero. Ma il calcio è fatto così, andremo avanti.
Riguardo i nomi nuovi Pasini sta facendo un ottimo lavoro, conosce bene il calcio ed è molto preparato: mi ha stupito in positivo. Mi ha fatto un elenco dei giocatori che gli piacerebbe portare a Monza. Anch'io ho messo in questa lista alcuni giocatori da prendere in considerazione. Penso, ad esempio a nomi come Maccarrone e Nicastro, che avevano disputato una bella annata con me a Bellaria e che hanno continuato a far bene. Ma come loro anche tanti altri. Ancora ci stiamo semplicemente dando delle indicazioni, sempre in attesa del nuovo tecnico".
Qualcuno si è chiesto se lei sia la persona giusta per il Monza dopo la retrocessione di quest'anno con il Bellaria...
"In generale, ma nel calcio in particolare, si tende a ricordare sempre il fatto negativo, mai quello positivo. Io non voglio parlare, perché non è corretto, di quanto capitato quest'anno a Bellaria. In pochi, però, sottolineano la grande stagione precedente. Comunque non capisco perché chi ha lavorato in un certo modo in una squadra con difficoltà economiche non possa farlo anche in un team dalle migliori disponibilità monetarie. Per questo non mi spaventa questa sfida, l'unica cosa che mi dà fastidio è che qualche giornalista continua a rimarcare con poca eleganza la differenza tra le due squadre. Quel che deve essere chiaro a tutti è che io il passato non lo dimentico: al Bellaria e al presidente Nicolini io devo tutto, perché senza quell'esperienza oggi non sarei qui".
Come cambia la sua metodologia tra un club che vuole salvarsi e uno che vuol salire di categoria?
"Il mio lavoro cambia nel target, nel budget e nella piazza: quando mi presento a nome del Monza, società che è nell'Olimpo della Lega Pro, so che non vado in guerra con le spade di legno e so che devo cercare giocatori importanti per la categoria. Lo dimostra il fatto di essermi seduto al tavolo con Zeman: quante altre realtà di Terza Serie l'avrebbero potuto fare?
Riguardo la ricerca della Serie B vorrei chiarire un concetto. Non siamo noi, quest'anno, a cercarla, è la piazza che, per sua stessa natura, la deve volere. Ho avuto un incontro con i tifosi: è giusto che sognino la cadetteria perché il Monza se la merita per la sua storia, per il suo bacino d'utenza e per tanti altri motivi. Poi fortunatamente c'è un presidente come Armstrong che ha le potenzialità, l'entusiasmo e la voglia di portarli in B. Senza dimenticare che ci vogliono le giuste dosi di fortuna e bravura. Io e Pasini adesso dobbiamo dimostrare, con il nostro lavoro, di meritarci il Monza conducendolo a traguardi sempre più importanti".


