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Michele Ciccone a TLP: "Spareggi, ecco chi vince. Basta dirigenti incapaci sempre sulla cresta dell'onda. Il futuro sono i vivai: "dal produttore al consumatore"TUTTOmercatoWEB
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
lunedì 12 maggio 2014, 15:00Interviste TC
di Sebastian DONZELLA
per Tuttoc.com

Michele Ciccone a TLP: "Spareggi, ecco chi vince. Basta dirigenti incapaci sempre sulla cresta dell'onda. Il futuro sono i vivai: "dal produttore al consumatore"

Il campionato non è ancora finito ma la caccia ai direttori è già iniziata. In una Lega Pro che si annuncia spietata nessuno vuole regalare vantaggi all'avversario prima ancora della partenza. Per questo diesse e diggì vengono contattati (o contattano, sigh) a ciclo continuo. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva uno dei più capaci negli ultimi anni, Michele Ciccone, autore di una straordinaria salvezza a Campobasso nella passata stagione, nonostante grossi problemi societari che poi hanno portato all'esclusione del club.

Si è appena concluso il primo turno dei play-off. Chi pensa ce la farà?

"Nel girone A mi aspettavo molto di più dalla Cremonese. Anche ieri ha sofferto fino alla fine, passando il  turno solamente ai rigori. Pensavo stravincessero il campionato, vista la serietà del presidente Arvedi, la forza della rosa e l'esperienza del direttore tecnico Simoni, che stimo tantissimo. Potrebbero ancora raddrizzare una stagione storta conquistando l'accesso in B tramite gli spareggi, hanno tutte le carte in regola per farlo.
Nell'altro raggruppamento il Frosinone è una corazzata, ieri ha saputo battere una squadra molto ben attrezzata come la Salernitana. Vedo i ciociari favoriti insieme a Lecce e Benevento. Da campano mi augurerei che quest'ultima accedesse in cadetteria, anche perché da tanti anni sta tentando il salto".

E nei play-out di 2^ Divisione?

"Nel Girone A vedo leggermente favorito il Cuneo del mio amico Artico perché ha un buon organico ed è molto quadrata come squadra. In ogni caso sarà un terno al lotto perché Forlì, Porto Tolle e Torres sono aggueritissime e hanno anche giocatori molto interessanti.
Nel Girone B credo ce la farà una delle tre campane: il Sorrento parte favorita per la posizione di classifica e ha in Simonelli un valore aggiunto, credo si sia trovato nei play-out per i vari problemi extra-calcistici, con troppa indecisione sui vari mister durante l'annata. L'Arzanese ha fatto un girone di ritorno incredibile, se il campionato fosse continuato per altri due mesi sarebbe arrivata nei primissimi posti. Complimenti al diesse Costagliola e a mister Marra. Infine l'Aversa Normanna ha avuto alti e bassi rischiando addirittura di venire retrocessa direttamente dopo una stagione passata nella parte sinistra della classifica. Io tiferò per quest'ultima solamente perché ha in rosa giocatori come Di Vicino e Majella, che con me a Campobasso, l'anno scorso, fecero una grande stagione. 
Non posso dimenticare il miracolo molisano: abbiamo fatto parlare tutta l'Italia salvandoci con due giornate di anticipo dopo un inizio di campionato disastroso. Dal mio arrivo a fine anno cambiò tutto e i risultati arrivarono"
.  

Eppure dopo Campobasso è rimasto senza squadra...

"Quest'anno avevo ricevuto delle offerte ma ho declinato perché, senza nulla togliere a chi mi aveva contattato, ero e sono alla ricerca di un progetto serio e duraturo. Non voglio parlare male di nessuno ma in diversi casi la meritocrazia non si vede. Io, ad esempio, sono fermo dopo una splendida stagione mentre altri direttori che fanno danni da molto tempo continuano a essere in auge. La prossima stagione? Ho degli appuntamenti con alcune società. Mi siederò ai vari tavoli nei prossimi giorni. Darò la priorità a chi si dimostrerà più serio e mi presenterà un progetto ambizioso, basato sullo sviluppo di un grande settore giovanile. Siamo in crisi, poche squadre possono permettersi di comprare giocatori a certe cifre. Per questo un vivaio forte e ben organizzato con allenatori ed educatori d'esperienza, per me, è la soluzione al problema. Dobbiamo passare a un modello "dal produttore al consumatore": bisogna formare un ragazzo sin dalle giovanili con l'obiettivo di farlo diventare una risorsa per la prima squadra. A Genoa, ad esempio, ho lavorato su questo con il presidente Preziosi, con il direttore Capozucca, i responsabili dei settori giovanili Sbravati e Donatelli".

Come ha passato questa stagione?

Non mi sono pianto addosso. Ho seguito con attenzione tutti i campionati, sono da poco stato sette giorni in Portogallo per vedere diversi giovani interessanti, la prossima settimana sarò in Macedonia per lo stesso motivo. Quest'anno ho ottenuto anche il patentino di direttore sportivo dopo il corso di Coverciano". 

Tornando ai giovani: è giusta, quindi, l'età media?

"Se sia stata giusta o sbagliata onestamente non lo so, ci sono diversi pro e contro. La Lega Pro in tanti casi è la valvola di sfogo per i club di Serie A che non sanno dove piazzare i loro giovani non ancora pronti per le categorie più alte. Ma per ottenere grandi risultati devi affidarti a quei ragazzi pronti mentalmente per un campionato difficile come questo, altrimenti si rischia di giocare in 8, in 9 o in 10 perché "regali" gli under agli avversari.
Porto il mio esempio di Campobasso: lì scommettemmo su Luigi Silvestri, difensore del '93 che con la Salernitana era sceso in campo pochissime volte. Il risultato è che quest'anno, a Messina, ha disputato un'annata incredibile, spesso tra i migliori in campo. Bisogna saper osare, non far giocare un under solo per prendere soldi".

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