ESCLUSIVA TLP - Tanfani: "Per fare il diesse in Lega Pro bisogna portare soldi o farsi raccomandare..."
Mai banale. Maurizio Tanfani è un vulcano pronto ad eruttare. Troppa l'adrenalina e la rabbia accumulata in questa stagione. Un anno trascorso ai margini del calcio, di quello che è diventato il suo mondo. A Borgo a Buggiano miracoli sportivi in serie e risultati straordinari, tanto da conquistarsi la stima di parecchi addetti ai lavori. Eppure quest'anno è rimasto fermo. Probabilmente spia di un calcio nel quale i risultati, sembra clamoroso dirlo, non sono l'unica cosa che contano. Per la prossima stagione, al di là di un timido approccio della Pistoiese, non ci sono all'orizzonte richieste nei professionisti; mentre dalla Serie D diversi club hanno già bussato alla porta del diesse di Firenze. A TuttoLegaPro.com si è raccontato in esclusiva.
Direttore, è pronto a ripartire?
"Sono carico e desideroso di tornare all'opera. Il lavoro non mi spaventa e mi piacerebbe restare nei professionisti, anche se so che sarà difficile...".
Come mai?
"Purtroppo oggi nel calcio i risultati finiscono in secondo piano. Spesso sono altri gli elementi determinanti nella scelta di un dirigente. Non bisogna sorprendersi se poi il calcio italiano va alla deriva...".
A cosa allude?
"Io non ho sponsor e non porto soldi, lo dico chiaramente. Credo nel lavoro e i risultati sinora mi hanno premiato. Voglio essere trattato e giudicato per quello che sono e valgo. Non per altri motivi. Nel calcio attuale serve avere sponsor o essere legati a giri importanti per poter lavorare. Nei Dilettanti ci sono tanti dirigenti validi che vengono, però, snobbati non facendo parte di alcune caste...".
Come si fa a non mollare tutto?
"La passione non si cancella e per fortuna gli attestati di stima arrivano comunque. Inoltre vengo dal mondo del lavoro, quello vero: per trentasette anni mi sono alzato alle sei del mattino. Non mi spaventa nulla e ho una grande carica che mi contraddistingue".


