Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / serie c / Il Punto
Tanta carne al fuoco. Lerda finisce sui carboni accesi. Le passerelle nel “parterre” della “Final Eight Tim”, squadre Primavera imbottite di stranieri. Ma veramente tutti hanno quei 600 mila euro per essere ripescati?TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 12 giugno 2014, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

Tanta carne al fuoco. Lerda finisce sui carboni accesi. Le passerelle nel “parterre” della “Final Eight Tim”, squadre Primavera imbottite di stranieri. Ma veramente tutti hanno quei 600 mila euro per essere ripescati?

Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

Tanta carne al fuoco. Del resto questo è il periodo. Qualcosa si è bruciato. Argomenti a non finire. Dalle mille sfaccettature ed interpretazioni. La “griglia” (in tutti i sensi) di play (off ed out), la telenovela dei ripescaggi, la “Final Eight” della Primavera Tim.

IL mister del Lecce, Lerda, per esempio, è uno che sulla graticola, a carboni accesi, ci è caduto per intero. Ho avuto Franco mio giocatore, giovanissimo (usciva dalla Primavera del Toro), a Taranto. Un ragazzo serio. Taciturno. Uno che in campo, anche da calciatore, si faceva sempre rispettare. La mosca al naso, in verità, non l’ ha mai sopportata. La rissa, però, con il gioco del calcio non ha nulla a che vedere. Anche se le motivazioni per quel gesto inconsulto potrebbero essere molteplici. Le espulsioni dei suoi. Il gol subito nei minuti finali. La serie B tolta di bocca dopo averla assaporata. Lo sfottò dell’ avversario che lo provoca, sotto il naso, al fischio finale.  Tutto questo, però, non giustifica quella reazione scomposta. Una debolezza caratteriale che non si identifica in un bravo professionista. Una miccia accesa che ha rischiato di provocare strascichi pericolosi.

Piuttosto, quella “gazzarra” finale, inqualificabile, sul manto erboso dell’ obsoleto ed insufficiente “Matusa”, dovrebbe far riflettere gli addetti. Direttivo di Lega e Forze dell’ Ordine. Ne dobbiamo parlare? Solo alcuni anni addietro lo spareggio, per la promozione in B, si giocava in partita secca ed in campo neutro. In stadi capienti, accoglienti ed in grado di ospitare entrambe le tifoserie. Era, senza dubbio, una buona scelta. In attesa che si realizzino  nuove strutture più funzionali ed accoglienti, sarà il caso di farci un pensierino?

Un parterre “variegato” quello delle finali della Primavera Tim. Una “full immersion” per addetti. Una passerella più che un vero meeting di lavoro. Più in tribuna che in campo. Presenti tutte le categorie. Procuratori, consolidati “padroni” del mercato. Giovani con il desiderio di emergere, alle prime esperienze di scouting, muniti delle loro “armi” tecnologiche, concentrati al computer nell’ elaborare dati di un calcio, ahimé, virtuale. Allenatori e direttori sportivi ( quelli a spasso) con il “periscopio” in funzione, speranzosi di incrociare lo sguardo di qualche dirigente interessato. Poi, quelli che panchina e scrivania invece ce l’ hanno già. I più corteggiati. Camminano impettiti ed orgogliosi. Sono quelli che fanno finta di essersi dimenticati le insidie che si nascondono tra le pieghe del mestiere. Tutti per vedere le nuove leve. Ufficialmente. Nella realtà il solito “barnum” ambulante, costruito sulle palafitte di tante fragili parole, vittima del poco denaro in circolazione. A margine di tutto, una nota preoccupante per il calcio italiano. Anche le squadre primavera sono imbottite di calciatori stranieri. Che spesso, bisogna ammettere, sono anche i più bravi ed interessanti. Empereur, Petermann, Malele, Elez, Minala (il laziale, quello dall’ età indefinibile) ti balzano immediatamente all’ occhio per le loro capacità. Fanno già la differenza. I nostri? Alcuni indubbiamente validi. Barreca, Ientile, Murgia, Calabresi, Petriccione, Adamo. Nella realtà, però, gli altri trovano sempre meno spazio. Poi ci meravigliamo della scarsa crescita nostre rappresentative nazionali. Tutte!

Grande l’affanno di tanti “dirigenti” nel redigere le graduatorie per i ripescaggi. E’ divenuta la moda del momento. In tutte le piazze. Per le retrocesse dalla Lega Pro e per le partecipanti ai Play off della serie D. Le molteplici interpretazioni delle norme, offrono, a tutti, la possibilità di sentirsi riammessi tra i professionisti. Per la storia, per gli incassi, per i risultati dell’ ultima stagione, per le strutture, per non essere stati ripescati di recente.

Tutto però ruota attorno ad un solo, fondamentale, argomento: il denaro. Quella fideiussione bancaria a prima richiesta, irrevocabile e senza diritto di surroga da 600mila euro, senza la quale non si va da nessuna parte. In apparenza una “cosina” semplice, semplice. Solo che gli Istituti di Credito,  appena sentono parlare di calcio, si affrettano a chiudere gli sportelli.

E poi. Perdonate. Gli spifferi, è vero, sono veramente molti, ma siamo sicuri che oltre quello della Nocerina, di posti disponibili ce ne saranno veramente tanti?

Tempo al tempo, luglio è alle porte.

Altre notizie