Pro Vercelli e Frosinone atuttaB, Forlinfinito e Tuttocuoio C siamo
Si può benissimo dire che abbiamo vissuto un tranquillo week-end di emozioni, ottimo aperitivo in attesa dei Mondiali che scalpitano alle porte. Il campo ha dato i suoi verdetti e il verde dell'erba è diventato un ricordo, ricoperto da entusiasmo e gioia delle tifoserie festanti per il traguardo appena tagliato. E' stata una stagione, quest'ultima prima della riforma che taglia definitivamente la Seconda Divisione, divertente e ricca di pathos: gli ingredienti giusti per chi ama la competizione. Serie A e B non hanno avuto una lotta al vertice così scintillante come in Prima e Seconda Divisione. In quest'ultima serie si è combattuto fino all'ultimo per conquistare l'ottava piazza, utile per evitare la coda dei play out. Possiamo dire di tutto a questa stagione, ma non che sia stata noiosa.
La Pro Vercelli dopo un anno di purgatorio torna a rivedere la serie B e lo fa con un allenatore alla sua prima esperienza da "grande": Cristiano Scazzola alle parole ha sempre preferito i fatti e alla fine questi gli hanno dato ragione. Contro il Sud Tirol (dopo lo 0-1 del "Druso") i leoni avevano il vantaggio di poter giocare con il fattore campo del "Piola", rimasto inviolato anche sabato contro una squadra, quella di Rastelli, a cui vanno fatti i complimenti per come ha a sua volta tenuto il campo. L'1-1 finale se da una parte riporta la Pro Vercelli in B, dall'altra condanna in parte il Sud Tirol: la programmazione della piccola realtà biancorossa fa ben sperare per il futuro.
Festa grande a Frosinone. I programmi dei ciociari sono stati rispettati in pieno: patron Stirpe aveva detto che in due anni i canarini dovevano tornare in B. Puntuali come un orologio svizzero.
Perché ciò avvenisse hanno dovuto eliminare il Lecce, che al secondo assalto consecutivo (lo scorso anno fu il Carpi) dice addio alla cadetteria. Durissimo colpo per le credenziali di una squadra, quella di Franco Lerda, costruita con un budget illimitato, con la società giallorossa che non ha badato a spese: doveva essere serie B, sarà ancora Lega Pro. Con quali prospettive?
Le prime impressioni danno i Tesoro sconfitti ma non ancora arresi. Miccoli ha già fatto capire che sarà addio. E gli altri? Non vogliamo essere venali, ma il monte ingaggi dei pugliesi va rivisto al ribasso, ma allo stesso tempo una piazza come Lecce non può permettersi di programmare: i tifosi non capirebbero. La Lega Pro sta stretta ai pugliesi, ma per andare in B c'è bisogno di buttarla dentro. Sabato al "Matusa" si è visto tanto bel ricamo, piacevole per gli occhi, ma non per il risultato. Il Frosinone si è chiuso in difesa con ordine e in contropiede ha chiuso la pratica. Può piacere o meno, ma alla fine il 3-1 sarà anche pesante, ma se non la butti dentro, può succedere che l'altro alla lunga non ti ricambi la cortesia.
Le immagini di fine partita fanno nascere una riflessione: servizio d'ordine che a fatica ha tenuto a bada i tifosi. Qualcuno deve chiedersi dove ha sbagliato.
Passiamo adesso alla Seconda Divisione, dove Forlì e Tuttocuoio fanno valere la miglior classifica finale e rimangono in Lega Pro. A farne le spese sono il Delta Porto Tolle e l'Arzanese.
Al "Morgagni" è successo di tutto. Chi era allo stadio ha parlato di "partita storica". Sotto di un gol (Segato dal dischetto) la squadra di Rossi non si è disunita e con un Melandri indemoniato (non avrà piedi d'oro, ma se impara a non sprecare le occasioni che gli capitano, può togliersi delle soddisfazioni) prima si procura un rigore (Evangelisti non sbaglia), poi al 93' con Djuric da fuori area (complimenti per la coordinazione e per come ha tenuto bassa la palla al momento dell'impatto) ha ricacciato in gola la festa dei tifosi rodigini.
Da segnalare due cose.
La prima: la partita si è conclusa in otto contro nove, con l'arbitro intento a cercare di calmare gli animi con i cartellini rossi, ottenendo il risultato completamente opposto.
La seconda: bellissimi gesti da parte di Roberto Rossi e Paolo Favaretto. Il primo durante i festeggiamenti di fine partita si avvicina ad un giocatore del Delta Porto Tolle per rincuorarlo con una pacca sulla spalla. Il secondo in sala stampa ha utilizzato parole inedite: "Se ho perso, non posso certo dar la colpa all'arbitro". Chissà a quanti tecnici e dirigenti abituati a crearsi l'alibi della (ex) giacchetta nera, fischieranno le orecchie nel leggere queste righe.
Al "Masini" di Santa Croce sull'Arno, il Tuttocuoio conserva la Lega Pro, facendo retrocedere l'Arzanese. L'1-1 finale condanna i campani per la peggior classifica finale. Locali che partono forte ma non inquadrano la porta. Polverino da un calcio d'angolo batte Bacci, non proprio impeccabile nell'occasione. La reazione dei padroni di casa non si fa attendere e nella ripresa il neoentrato Cherillo rimette tutto a posto. Dormita della difesa di Marra in questo caso: si possono concedere un colpo di testa e un tiro su azione d'angolo, con i giocatori biancoazzurri come statuine del presepe?
Buone vacanze a tutti.


