L’elezione di Tavecchio: il segnale del non rinnovamento. Ripescaggi e scontenti che pastrocchio. Le Società sappiano trarre beneficio dallo spezzatino. Arezzo e Taranto: alle ortiche un'occasione irripetibile
L’elezione di Tavecchio alla presidenza federale è già negli archivi. Di fatto sono prevalse le alleanze di corridoio a scapito di un “vero” progetto, frutto di un piano industriale a medio termine, concreto e innovativo, tale da riportare il calcio italiano ai vertici internazionali. Tavecchio è il rappresentante di una classe “imprenditoriale” del mondo del pallone che bada esclusivamente ai propri interessi economici. In tutto è rappresentato, ad esempio, dalla pervicacia posta in essere da Lotito nel tentare di salire al potere scalando, gradino dopo gradino, tutti i piani del numero 14 di via Allegri. Intrufolandosi, per di più, in tutti i Consigli delle Leghe, nel tentativo di orientare anche quelle decisioni. In definitiva un rimpasto, simile a quelli che avvenivano anni addietro a Palazzo Chigi, dove si cambiavano le poltrone, ma i fondo schiena erano sempre gli stessi.
Nella fattispecie continuano i “pastrocchi”. Inqualificabile quello dei ripescaggi. Ripetere: lo avevo anticipato, non mi da alcuna soddisfazione. Umilia tutto l’ ambiente dirigenziale di Federcalcio e Leghe. Smentisce tutti i “soloni” del nostro calcio. Anche Abodi, presidente della Lega di Serie B, che annaspa nelle acque torbide di questa situazione inqualificabile. Ben si sapeva che il Novara doveva essere riammesso in cadetteria, contravvenendo a tutte le decisioni precedentemente assunte dal Consiglio Federale. Come era certo, in precedenza, che Torres, Martina Franca ed Aversa Normanna avrebbero giocato in Lega Pro. Ridicola la diatriba, nell’attuale, per stabilire quale sarà la quarta squadra a salire in quella categoria. Il dispositivo del Tribunale Sportivo stabilirà se si parlerà di una situazione di reintegro o di un ripescaggio. Una questione di lana caprina.
Nella realtà la decisione, al tavolo del “potere”, è già stata assunta. Solo i gonzi fanno finta di non saperlo. Bisogna solo appenderla ad un cavillo dei regolamenti tale che, pur creando scontenti (per esempio Arzanese, Porto Tolle o Correggese) non dia la possibilità, a nessuno, di presentare ulteriori ricorsi.
Per intanto si attende la riapertura dei termini (brevissima) e Macalli, con un messaggio trasversale, indirizzato a buon intenditor, dichiara che non ci saranno modifiche e l’integrazione riguarderà esclusivamente il girone A. Fosse anche che, per assurdo, la decisione dovesse favorire l’Akragas (impossibile). Mandando simpaticamente a farsi benedire tutte le precedenti scelte effettuate privilegiando, come si era dichiarato, la territorialità.
Sembra di navigare a vista, nella confusione totale che regna incontrastata. Figlia dei ritardi accusati nelle procedure regolamentari e siamo a pochissimi giorni dall’ inizio dei campionati. Sono stati pubblicati calendari di due categorie che, ad oggi, risultano zoppi. Si sono appena conosciute le norme relative all’ età “media” utile per poter partecipare alla ripartizione dei proventi federali. Auguriamoci che vadano bene all’Associazione Calciatori, tale che non si inventino la minaccia di sciopero alla vigilia della stagione agonistica. Tutti stanno completando gli organici (rose) al “buio” (come ad un tavolo di poker) più per sensazioni personali che nel rispetto di una programmazione mirata, partorita a seguito di latitanti decisioni (al momento) del Consiglio di Lega. Non è ancora dato conoscere se non per sentito dire, l’ entità delle somme di futura erogazione di proventi per diritti televisivi e quant’ altro, utile a tutte le Società, per una sana gestione aziendale.
Nell’ ottica di portare a casa più soldi, assaporeremo tutti lo “spezzatino” e ne saremo contenti. Un “investimento” sussurrato da Macalli a tutte quelle Società in carenza di organico per quanto concerne l’ ufficio marketing. I più solleciti potranno trarre grandi vantaggi in materia di pubblicità. Le partite trasmesse in diretta streaming offrono grandi possibilità. Pensate ad un’ area di rigore sponsorizzata, durante una diretta, da una azienda della grande distribuzione. Quanto potrebbe rendere? Auguriamoci non rimanga soltanto un’ ipotesi.
Una tiratina d’ orecchie ad Arezzo e Taranto ed a quelle “nuove” proprietà. Se non si ha il denaro per una fidejussione da 600 mila euro non si ha nemmeno per vincere il campionato. Una opportunità come quella attuale non capita tutti i giorni. Ed allora, di cosa stiamo parlando…!?


