ESCLUSIVA TLP - Lei non sa chi sono io: Giacomo Lazzini (Ponsacco)
Le statistiche dicono che il Ponsacco non perde da 91 partite di fila. Già di per sé è un dato che fa riflettere: per ben novantadue domeniche non c'è stato un avversario che sia stato capace di battere i rossoblù.
Un record che a dire il vero è terminato il 27 ottobre 2013, quando la Fortis Lucchese vinse 1-0 contro la squadra di mister Giacomo Lazzini. Già allora si era arrivati a 65 partite senza sconfitte. Però il 7 novembre il Crt (Comitato regionale toscano) decide per l'estromissione della Fortis Lucchese dal campionato di Eccellenza toscana per fallimento societario. Il provvedimento ha applicazione immediata e vengono cancellati tutti i risultati fino a quel momento conseguiti dai lucchesi e di conseguenza anche l'1-0 al Ponsacco, rendendo nuovamente immacolata la serie utile dei ponsacchini.
Un record, quello dei rossoblù che ha stracciato quello del Milan di Fabio Capello, capace dal 1991 al 1993 di non perdere gare di campionato: fu il Parma di Faustino "Tino" Asprilla a interrompere a 59 la serie positiva dei rossoneri.
Facciamo un passo indietro: il Ponsacco nel 2010 si fonde con la Giovanile Staffoli dando vita all' Asd Pelli Santacroce. Per non far morire il calcio nella città famosa per la costruzione di mobili, venne fondata una nuova società: Fc Ponsacco 1920 Ssd che riparte dalla Terza Categoria pisana. Dopo aver stravinto il proprio girone con trenta vittorie su trenta, il Ponsacco viene promosso in Seconda Categoria dove primeggia anche in questo campionato. Nell'estate 2013 la fusione con il Pisa Sporting Club con relativa acquisizione del titolo sportivo e la partecipazione all'Eccellenza toscana. La promozione - la terza in altrettanti anni - porta il Ponsacco a disputare il campionato di serie D, dove attualmente si trova in posizione di attacco alle prime della classe.
TuttoLegaPro.com per la rubrica: "Lei non sa chi sono io" ha intervistato in esclusiva il tecnico dei rossoblù, Giacomo Lazzini per farsi raccontare dalla vivavoce dell'allenatore dei ponsacchini il segreto della longevità di questo record.
Sappiamo bene che trovate anacronistiche queste parole, in particolar modo alla luce della sconfitta dei rossoblù due domeniche fa' in quel di Rieti (2-0). Potevamo ritoccare l'intervista, ma abbiamo deciso di lasciarla così, per dare il giusto merito ad una squadra che comunque vada per 91 domeniche non ha bevuto l'amaro calice della sconfitta.
Mister, si dice che le sconfitte aiutino a creare i presupposti per nuove vittorie. Voi state sfatando questo mito.
"Intanto speriamo che questo mito cada il più tardi possibile. Scherzi a parte, adesso ci troviamo in un campionato molto difficile e ritengo che la nostra forza risieda nel non pensare a questo record. Cerchiamo di fare bene partita per partita. Il pensiero ci può andare la domenica sera, ma finisce lì. Di certo questo è un vanto per la società e ne siamo orgogliosi. Il nostro obiettivo per quest'anno è quello di perdere meno partite possibile e finora le cose stanno andando molto bene".
Non ci pensate, dice lei, però la domenica sera quando l'arbitro fischia la fine un po' di orgoglio c'è.
"La nostra forza è quella di non pensarci, altrimenti diventa un assillo che non va bene. E' una serie che riteniamo sia irripetibile - non solo per il calcio italiano - ma quello che ci interessa maggiormente è fare bene domenica dopo domenica".
Quando avete iniziato, ci pensava che novanta partite dopo eravate ancora imbattuti?
"Sinceramente no. In Terza Categoria, in Seconda, quando hai una squadra forte come poi era, le cose vengono tutte da sé. Dall'Eccellenza in su le difficoltà aumentano e la sfida assume connotati diversi. Devo dirti la verità, ripensandoci, che anche il campionato di Seconda Categoria è stato esaltante: abbiamo vinto trenta partite su trenta. E' un record importante. Questo significa tenere sul pezzo la squadra ogni domenica. Certo, riuscire a pensare di non perdere per novantuno partite, questo non era preventivabile. Comunque tengo a ribadire l'obiettivo, mio e della squadra, gratificare il lavoro della società svolto in questi tre anni".
Facciamo un po' di chiarezza: Terza Categoria, Seconda. Mancano la Prima e la Promozione regionale. Spieghi ai nostri lettori cosa è successo.
"Dopo aver vinto il campionato di Seconda Categoria c'è stata la fusione con il Pisa Sporting club che disputava l'Eccellenza regionale e c'è stato questo salto doppio".
Lei ha sempre allenato nei dilettanti?
"Si".
Professionisti mai?
"No, anche se avessi voluto non avevo il patentino che ho conseguito quest'anno. Questo per me è stato il mio terzo anno di serie D. Tre anni fa ho vinto un campionato di Eccellenza a Lucca e sono rimasto a piedi. Mi è poi stato proposto il progetto del Ponsacco, sapendo che anche se fossi sceso in Seconda Categoria si sarebbero avverate alcune cose, come la stessa fusione con il Pisa Sporting Club e un eventuale campionato di serie D importante. C'erano tutti i presupposti per fare bene".
Mister, questa domanda è d'obbligo: avete mai avuto paura di perdere?
"Quello ce l'hai tutte le domeniche prima che inizi la partita, anche se in Terza e Seconda Categoria sapevamo di essere più forti degli altri, il rispetto per l'avversario non deve mai mancare. Non nego che ci sono state partite dove magari un episodio poteva girare in maniera diversa e compromettere tutto".
La paura di perdere può essere un vantaggio.
"Ma quello sicuramente, ed è una cosa che va al di là di questo fantomatico record. Una squadra intelligente credo debba rispettare tutti. Quando hai, tra virgolette, paura di perdere, sei anche più attento in tutte le fasi di gioco. Credo che adesso - paradossalmente - questo timore invada gli avversari che ci affrontano. Se sai che giochi contro il Ponsacco che non ha perso negli ultimi tre anni, anche a livello mentale ci pensano di più gli altri che noi. Dal canto nostro siamo consapevoli che questo record può finire contro chiunque, ma lo trasformiamo in un punto di forza".
Lo sentite come un peso questo record?
"Te lo posso garantire: ci va il pensiero quando me lo ricordano. Alle volte neanche la domenica ci penso. La vivo come una cosa tranquilla e normale, sapendo che la legge dei grandi numeri prima o poi dirà che dovremo perdere".
Questo record è una bella vetrina per la prossima stagione in Lega Pro. Magari con il Ponsacco.
"E' una cassa di risonanza per la società e i sacrifici che sta facendo in questi anni. E' una cosa che dà visibilità a tutti. Al di là del record, noi abbiamo tanta fame e voglia di fare bene in un campionato ostico come la serie D".
Se l'aspettava la frenata della Robur Siena e lo stesso Gavorrano che sembra aver perso lo smalto delle prime giornate?
"Io credo che sia un campionato molto tosto. Ho sempre messo in prima fascia Siena e Foligno. In seconda fascia ci sono cinque sei squadre, tra cui spero che ci sia anche la nostra. Contro il Siena tutti daranno il centocinquanta per cento e allora in questi casi devi essere bravo di testa nel non cadere nei tranelli che ti pone il ruolo di favorita".
Ad inizio stagione gli addetti ai lavori davano il Ponsacco come una delle mine vaganti del girone. Ci sta come previsione?
"Siamo una neopromossa e abbiamo tenuto l'ossatura della squadra che ha vinto il campionato di Eccellenza per un buon ottanta per cento. Il nostro obiettivo è fare bene, magari arrivando nei primi cinque posti. Cerchiamo intanto di giocarcela con tutti, con la consapevolezza che abbiamo i mezzi per sfidare chiunque a testa alta".
E questo può rivelarsi un vantaggio.
"Certo. Ma come ho detto prima, la pressione ce l'ha gli altri, vedi Siena, Gavorrano o Foligno. Noi, insieme a San Sepolcro, Massese e lo stesso Gualdo che - anche se partito male - ha una struttura importante".
Se arrivate a cento, vogliamo un'intervista esclusiva.
"Quello che adesso mi preme è il post sconfitta. Riuscire a metabolizzarla subito. Allora si che avremo superato uno scalino non indifferente".
Dopo aver parlato di lei e del Ponsacco, parliamo della vostra squadra. Ci dica qualche nome interessante dei giovani che avete in rosa.
"A prescindere dai nomi, la più grossa soddisfazione è quella di schierare ben cinque under e non i soliti quattro che richiede la regola. Settimana scorsa abbiamo giocato con un '95 in porta, due '94 e un '96 in difesa con un solo "vecchio".
Qualche nome?
"Razzanelli che è un '96 terzino sinistro, preso dal Prato. I due '94 Lici e Lazzerini - due terzini - erano con noi lo scorso anno in Eccellenza. Ci sono Menichetti ex Empoli, Del Padrone in prestito dalla Carrarese, entrambi centrocampisti classe '95. Senza dimenticare il portiere Tognoni, anche lui '95".
Infine: un consiglio agli altri allenatori per arrivare a ottenere novantuno risultati utili di fila?
"Di mettersi l'anima in pace, perchè penso sia una cosa impossibile. Questi sono record che arrivano da categorie basse. Noi abbiamo fatto tanta gavetta. Penso sia impossibile ripetersi".
Prossima intervista per "Lei non sa chi sono io": giovedì 30 ottobre


