Lucchese, l'addio di Russo: "Dovevo far indebitare la squadra così sarei rimasto. Meglio retrocedere che fallire"
Un addio al veleno. Bruno Russo racconta ai colleghi di RadioBrunoToscana la sua separazione dalla Lucchese: “Mi hanno proposto ruoli marginali, quindi me ne vado. E’ l’unico caso in Italia che una società non è contenta di chi fa risparmiare soldi. Di solito si viene mandati via se si sfora il budget. Dovevo fare come tanti, fare indebitare il sodalizio senza tanti scrupoli. Chiedete a gran voce il centravanti, avevo in tasca il contratto di una punta di nome che sarebbe venuta a Lucca per un biennale da 70 mila euro a stagione. Per me è sacro il progetto, che era quello di puntare sui giovani e facendo così tra l’altro sono arrivati anche i contributi. Il cda della Lucchese deve decidersi inoltre, perché una settimana la squadra era ok, una meno, quella successiva ancora ok.
Ora si è cambiata totalmente strategia. Benissimo. Buone feste. Io però credo che dopo due fallimenti a Lucca qualcuno non ha ancora capito che è meglio retrocedere ma continuare ad esistere. Poi non è detto perché la Lucchese è in linea con i programmi, si sapeva che sarebbe stato come vincere la Coppa dei Campioni salvarsi direttamente. E pur con tutti i punti buttati via, Espeche e compagni sono ad un punto oggi dal sest’ultimo posto. Auguri a tutti”.


