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I DIRETTORI SPORTIVI SUL PIEDE DI GUERRA: RIVOLUZIONE DI UNA PROFESSIONE? ECCO CHI FA DAVVERO IL MERCATO IN LEGA PRO...
sabato 3 gennaio 2015, 08:30Il Punto
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

I DIRETTORI SPORTIVI SUL PIEDE DI GUERRA: RIVOLUZIONE DI UNA PROFESSIONE? ECCO CHI FA DAVVERO IL MERCATO IN LEGA PRO...

Sottotraccia ma neppure troppo sta montando parecchio malcontento all'interno della categoria dei direttori sportivi. Molti di loro sono riuniti nell'associazione ufficiale dell'Adise. Tanti altri hanno scelto la scissione e stanno cercando di tutelare la propria posizione attraverso via alternative. Una vicenda che rischia di diventare spinosa a partire dal 3 febbraio. Sino ad allora l'attenzione degli addetti ai lavori sarà rivolta quasi totalmente alle vicende di calciomercato. Scenario nel quale recitano un ruolo primario e da protagonisti quasi assoluti, insieme a calciatori ed agenti, proprio i diesse. Coverciano ne sforna di nuovi almeno cinquanta ogni dodici mesi. Cinquantuno quelli diplomatesi circa un mese e mezzo fa. Troppi per un calcio, come quello italiano, in profonda recessione economica e in cui le società spariscono e si squagliano come neve al sole ogni anno. Dalle attuali sessanta partecipanti alla terza serie si dovrebbe passare a cinquantaquattro fra pochi mesi. Dopodichè non sarebbe da escludere nell'arco di un biennio una ulteriore riduzione sino a far diventare la Lega Pro una categoria composta da quaranta società.

I corsi da direttori - sostengono molti diplomati a Coverciano - stanno diventando una fabbrica di disoccupati. Non ci sono più gli spazi per tutti per poter esercitare la professione. I direttori sportivi spesso si trovano, infatti, francobollati fra presidenti accentratori e desiderosi di operare in prima persona e altre figure che, di fatto, svolgono il loro ruolo pur non essendone ufficialmente abilitati. Ogni società, da regolamento, deve avvalersi di un direttore sportivo. Quindi fra Serie A, Serie B e Lega Pro ci sarebbero almeno centodue posti di lavoro a disposizione ogni anno. Condizionale d'obbligo in quanto il ruolo può essere detenuto in qualità di surrogati anche da presidenti e segretari sportivi. Talvolta accade quindi che alcuni funzionari societari vengano insigniti dell'incarico fittizio di diesse per lasciare campo libero a chi, sotto altre vesti, operi concretamente sul mercato. La Lega Pro è diventata in molte occasioni fertile prateria dove hanno scorrazzato faccendieri che promettendo soldi e guadagni facili ad ingenui presidenti si sono accaparrati poltrone da direttori generali (ruolo occupabile da chiunque senza alcun merito o titolo) o responsabili dell'area tecnica. I risultati in numerose occasioni sono stati letteralmente disastrosi, con formazioni caricate all'inverosimile di contratti (memorabili rose composte da 42-44 elementi) e poi mestamente fallite a fine anno.

Ultimamente poi ha preso sempre più spazio la figura del consulente di mercato. Procuratori, avvocati, intermediari e agenti Fifa dirottano così i propri interessi dalle trattative per conto dei loro assistiti calciatori alle scelte e strategie delle società. Nulla di vietato dalla regolamentazione della nostra Figc. Tutto assolutamente lecito, ma che si riverbera sui direttori sportivi che diventano in questo modo quasi superflui per molti presidenti. Per aggirare il regolamento spuntano allora - come svelato anche in altri editoriali dal direttore Galigani - i cosiddetti "prestanome", ovvero direttori provvisti di patentino e fuori dal giro da molti anni. Pronti quindi a svolgere il compito di esecutori delle scelte altrui, pur di tornare in pista all'interno del grande carrozzone pallonaro. Sia chiaro il problema non sono i consulenti: molti di loro stanno operando ottimamente e i risultati delle proprie squadre sono nettamente al di sopra delle aspettative. Ciò che i diesse contestano è la modalità del contesto: cosa serve frequentare corsi e ottenere lo status di direttori sportivi se poi tale categoria non è tutelata e il mercato è aperto praticamente a chiunque. Tanto vale una liberalizzazione della professione scevra di appartenenze a qualunque categoria. La deregoulation della Fifa in merito agli agenti e che entrerà in vigore da aprile rischia di cancellare la figura di molti storici dirigenti, sostituiti da rampanti procuratori che da gestori di calciatori passeranno dall'altra parte della barricata. Una sorta di "tana libera tutti", come accade ai bambini che giocano a Nascondino, e che potrebbe far sfociare tanti dirigenti nel ruolo di rappresentanti di calciatori pur di restare protagonisti nel mondo del calcio.

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