Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / serie c / Interviste TC
ESCLUSIVA TLP - Carrarese, Cellini: "Intanto pensiamo alla salvezza. Riforme? Noi calciatori dobbiamo pensare al nostro futuro"
martedì 24 febbraio 2015, 19:00Interviste TC
di Claudia Marrone
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Carrarese, Cellini: "Intanto pensiamo alla salvezza. Riforme? Noi calciatori dobbiamo pensare al nostro futuro"

I tabù esistono per essere poi sfatati, anche se alle volte occorre attendere ventotto anni prima di farlo: gli stessi che la Carrarese ha dovuto far passare prima di riuscire a vincere nuovamente contro la Lucchese tra le mura amiche dello "Stadio dei Marmi". Vittoria secca per 3-0, maturata anche grazie a una doppietto dello strepitoso attaccante Marco Cellini, che racconta, nell'intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com, le sensazioni del post partita oltre a offrire ai nostri lettori una sua personale visione del campionato.

Una vittoria piuttosto netta contro la Lucchese, ma ampiamente meritata. Concordi con questa brevissima sintesi del match che domenica vi ha visti protagonisti?

“Credo anch’io che sia un vittoria sulla quale non c’è niente da dire. E’ vero che è maturata anche grazie a episodi per noi favorevoli, ma non si possono negare l’impegno, l’intensità e la voglia che abbiamo messo in tutti i 90’ di gioco, meritavamo i tre punti. Siamo scesi in campo sapendo quanto fosse importante la gara per noi e il nostro percorso, e siamo stati premiati”.

Tra l’altro avete anche sconfitto un tabù: la Carrarese non riusciva a battere la Lucchese tra le mura amiche da ventotto anni. Soddisfazione doppia?

“Noi ragazzi non sapevamo di questo tabù, lo abbiamo letto su siti e giornali nei giorni prima della partita. Chiaramente i tabù, i record, sono fatti per essere sconfitti e ricreati: si, è stata una soddisfazione”.

Condita, tra l’altro, anche da una tua gioia personale: ha sconfitto la tua bestia nera, alla Lucchese non riuscivi a segnare…

“Avevo letto anche questo, però devo dire che non ho affrontato molto spesso la Lucchese, ero giustificato! (ride, ndr) Comunque segnare fa sempre piacere, gli attaccanti vivono di gol, ma dà ancora più soddisfazione vedere che quelle reti diventano poi fondamentali anche per la squadra. Il calcio non è fatto di singoli”.

Sono cambiati gli obiettivi della Carrarese?

“No, l’obiettivo principale rimane sempre la salvezza, è questa la valutazione più giusta e reale da fare guardando la classifica”.

Una classifica comunque molto variabile, basta poco per scombinarla. Credi che la sfida salvezza e quella promozione siano ancora aperte o vedi già qualche linea guida?

“La lotta ai play out è ancora molto aperta, ci sono tante squadre racchiuse in pochi punti e ora è presto per dire chi potrà aver la meglio sulle altre, per i play off invece vedo linee più precise: credo che anche alla fine se la giocheranno Ascoli, Teramo, Pisa, L’Aquila e Reggiana, le cinque che da tempo sono al vertice della classifica”.

Quale di queste ti ha impressionato di più?

“Sicuramente il Pisa, aldilà dei risultati mi è sembrata la squadra più forte, un buonissimo organico. Non che le altre siano pessime squadra, anzi, ci sono ovunque ottimi valori, ma nei nerazzurri ho visto una marcia in più”.

Una panoramica invece su quelle che sono le vicissitudini del “Palazzo”: la bagarre Lotito, l’assemblea richiesta dai club anti Macalli, le riforme…

“Fortunatamente tutto ciò non influisce molto sul campo, nel calcio giocato, ma chiaramente noi calciatori abbiamo il dovere di pensare al futuro del nostro mestiere, soprattutto quando si parla, a esempio, di riduzione delle rose o dell’età media. Una riforma serviva, ma servirebbe anche una via di mezzo, un qualcosa tra riforma e meritocrazia, anche se mi rendo conto che non sia sempre facile attuare cose di questo genere”.

Altre notizie