ESCLUSIVA TLP - Savoia, Dg Carruezzo: "Giocheremo finché si potrà aprire lo stadio. Ecco perché abbiam rifiutato la fidejussione. Troppi pseudo-dirigenti e troppi budget aleatori..."
Si gioca o no? E' il nuovo interrogativo nella stralunata stagione in casa Savoia. Il club oplontino potrebbe non scendere in campo nella delicata sfida salvezza contro la Lupa Roma per i ben noti problemi economici che attanagliano i biancorossi, nonostante la grande voglia e l'immensa professionalità dimostrata da giocatori e staff tecnico. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva Eupremio Carruezzo, direttore generale del Savoia, per capirne di più.
Scenderete in campo o meno?
"Oggi pomeriggio ci raduneremo allo stadio e decideremo il da farsi. Questi calciatori, finché ne avranno la possibilità, faranno sempre il loro ingresso sul terreno di gioco. Posso garantirvelo perché, insieme allo staff, hanno mostrato grandissima dignità e professionalità. Il problema, però, è esterno: se non ci saranno i soldi per aprire lo stadio purtroppo dovremo arrenderci".
Sarebbe un peccato vista la posta in palio...
"In questo contesto dove i problemi sono all'ordine del minuto, non del giorno, purtroppo si è parlato poco di calcio e degli incredibili risultati che stanno ottenendo questi ragazzi. Stiamo parlando ancora di play-out in una squadra che da nove mesi non prende uno stipendio e che è stata pesantemente ridimensionata nel mercato invernale, puntando moltissimo sui giovani. A dispetto di tanti addetti ai lavori che ci davano già per morti noi siamo ancora vivi e finché ce lo permetteranno andremo avanti".
Nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia che il club porterà i libri contabili in tribunale, prodromo del fallimento (LEGGI QUI). Nel comunicato la società spiega che i giocatori non hanno voluto escutere la fideiussione, obbligando di fatto la società a questa amara scelta. Come stanno le cose?
"Facciamo chiarezza: la società ha messo a disposizione la fidejussione. Ma i giocatori, se avessero firmato le liberatorie, avrebbero perso il diritto ad accedere al fondo di solidarietà creato dall'Assocalciatori. Tramite la fidejussione percepirebbero solo il 30% delle somme dovute. Considerando insieme all'AIC che l'escussione potrà avvenire in seguito in tempi brevi, staff e tesserati hanno scelto di non accettare la proposta della società. I giocatori non possono rinunciare a quei pochi soldi che aspettano da tanti mesi, non parliamo di stipendi di Serie A".
Lei è arrivato a metà stagione, quando la situazione sembrava ormai compromessa. La domanda che un po' tutti si pongono è "Ma chi gliel'ha fatto fare?"...
"Il motivo principale per il quale ho accettato Savoia è l'affetto che nutro per questa piazza. Da vent'anni la porto nel cuore, non potevo lasciarla morire così. Non ho pensato nemmeno un secondo a rispondere alla chiamata d'aiuto. Poi, naturalmente, non sono un kamikaze e ho scelto di accettare l'incarico in base a una promessa societaria: se avessi abbattuto i costi esagerati di inizio anno i dirigenti avrebbero garantito una minima liquidità per poter concludere la stagione. Io i costi li ho abbattuti: escludendo Scarpa e Di Piazza tutti i giocatori sono al minimo di contratto o poco più. Purtroppo, però, abbiam visto tutti com'è andata".
Esattamente un anno fa Torre Annunziata era in festa per la promozione in Lega Pro. Come è potuta peggiorare così rapidamente la situazione?
"Non si può programmare un'annata basandola su sponsorizzazioni aleatorie, incassi programmati e contribuzioni della Lega future. Un budget deve partire da basi solide, dalla concretezza, dai soldi già sicuri in cassa altrimenti la società va verso il fallimento. Inoltre ci vogliono le competenze: per fare una squadra di giovani bisogna abbandonare la scrivania, la giacca e la cravatta per mettersi gli scarponi e scalare le montagne, per andarsi a vedere anche gare d'Eccellenza e Promozione. Fare come il Melfi, insomma, che sta ottenendo da tantissimi anni grandi risultati con pochissime spese. Noi stessi, nella seconda parte della stagione, abbiam dimostrato che questo è un modello sostenibile.
Basta con questi pseudo-dirigenti che basano le stagioni su budget aleatori. Serve cambiare la regolamentazione ma dobbiamo darci una regolata anche noi addetti ai lavori: con che faccia possiam far fallire una società sapendo che 50 persone rimarranno disoccupate e senza stipendio? La stessa AIC deve battagliare ancora di più per le categorie inferiori. Tutto il rispetto per il Parma, ma loro hanno altri stipendi e altri spazi mediatici, credo che l'Assocalciatori debba avere più attenzione per noi e per quelli come noi..."
Oltre al Savoia tante altre squadre hanno avuto grossi problemi economici, al punto che sono stati distribuiti più di 60 punti di penalizzazione. Che ne pensa?
"Quest'annata purtroppo è stata un fallimento: troppe società sono in difficoltà, troppi punti di penalizzazione sono stati comminati. E qualcuno anche restituito, creando ancora maggior incertezza e falsando il campionato. Ribadisco: serve una maggior professionalità da parte di tutte le componenti, compresi noi dirigenti".


