ESCLUSIVA TLP - Ascoli, il DG Lovato: "Delusione smaltita, ora sotto con i play off: abbiamo una rosa attrezzata. E sul campionato..."
Un campionato combattuto quasi fino all’ultimo, fino alla penultima giornata precisamente, ma proprio a 90’ dalla fine è arrivato il verdetto del girone B: a salire è il Teramo, per l’Ascoli saranno play off. Ultimi giorni di preparazione poi domenica la sfida secca che i bianconeri affronteranno tra le mura amiche del “Del Duca” contro la Reggiana: per una panoramica sulla gara, e su quello che è stato il torneo in generale, nell’'intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com parla il DG marchigiano Gianni Lovato.
Pochi giorni alla sfida secca dei play off: come ci arriva l’Ascoli dal punto di vista fisico e, soprattutto psicologico, dopo la batosta della mancata promozione diretta?
“Sul piano fisico stiamo meglio rispetto al passato, e dico per fortuna, soprattutto nel girone di ritorno abbiamo avuto tanti problemi fisici che hanno avuto il loro peso nel corso della stagione. Mentalmente siamo molto carichi, la squadra ha smaltito la delusione da subito: sappiamo che i play off sono un meccanismo crudele ma molto avvincente, la voglia di giocare è più dell’amarezza”.
Sotto quale aspetto state maggiormente analizzando la Reggiana? Qualcosa che magari possa impensierirvi.
“Preferisco non svelare le nostre mosse tattiche! (ride, ndr) Posso però dire che, avendo affrontato il girone centrale entrambe, ci conosciamo, abbiamo già due sfide alle spalle: vedremo chi delle due sarà più brava a mettere in difficoltà l’altra”.
Affrontare una squadra che già si conosce può essere un vantaggio?
“Non dobbiamo fossilizzarci sull’avversario, i play off sono fatti da otto squadre, per vincerli si deve dimostrare di essere più forti di tutti, non solo di un avversario in particolare. Noi come Ascoli dobbiamo solo occuparci di fare il nostro, abbiamo una rosa molto attrezzata che avrebbe potuto vincere il campionato e può vincere i play off”.
A proposito di campionato: c’è un episodio o un momento particolare che secondo Lei ha arrestato un po’ la vostra corsa favorendo le dirette inseguitrici? Teramo su tutte.
“Il pareggio di Gubbio, contro il quale eravamo anche passati in vantaggio facendoci poi recuperare: abbiamo buttato via due punti importanti che ci avrebbero permesso di giocarci il tutto per tutto proprio nell’ultima giornata contro il Teramo, contro il quale abbiamo perso di un solo punto. Tra l’altro, dopo la gara in Umbria, non abbiamo vinto per cinque giornate. Abbiamo pagato caro il prezzo”.
Alla luce dei fatti era però il Teramo a meritare la promozione diretta?
“Hanno vinto loro e quindi hanno ragione. Non so se meritavano in senso assoluto la vittoria, ma di sicuro i biancorosso hanno espresso al massimo tutto il loro potenziale, a differenza nostra che alle volte ci siamo espressi sotto tono. E questo è il nostro più grande rammarico”.
Ci sono poi altre squadre che invece hanno deluso: il Pisa, a esempio.
“Nelle categorie maggiori sono sempre le solite squadre a vincere perché le differenze economiche si sentono molto, in Lega Pro non funziona così. C’è poca distanza tra chi ha più possibilità di investire e chi meno, e per forza di cose si crea un certo equilibrio che non dà nulla per scontato, certi risultati poi non mi sorprendono; però non me la sento di dare pagelle agli altri”.
I soldi hanno spesso causato problemi ad alcune compagini di Lega Pro, tanto che poi si assiste a penalizzazioni, restituzioni di punti e processi che possono alterare ciò che decide il campo anche a campionato concluso. Questo è deleterio per il calcio o, viste appunto le problematiche economiche, può dirsi una prassi normale?
“E’ deleterio, ma è altrettanto vero che le regole vanno rispettate e dei provvedimenti devono esserci. Però occorrerebbe maggior celerità nell’iter delle decisioni da prendere”.


