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ESCLUSIVA TLP - Arezzo, mister Capuano: "Che sia di esempio la nostra stagione. Niente fretta per il futuro, ma Caturano..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
sabato 16 maggio 2015, 10:00Interviste TC
di Claudia Marrone
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Arezzo, mister Capuano: "Che sia di esempio la nostra stagione. Niente fretta per il futuro, ma Caturano..."

Un personaggio eclettico, alle volte fuori dagli schemi, ma che riesce a farsi apprezzare ovunque per le sue doti di schiettezza e lealtà sempre mostrate nel corso della sua lunga carriera. Si è da poco conclusa la stagione dell'Arezzo, che dovrà definire il suo prossimo futuro attraverso la costruzione della rosa, ma in tutto ciò un punto fermo c'è, ed è proprio lui: mister Eziolino Capuano. E' lo stesso tecnico amaranto a parlare in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com.

Un personaggio, quello che Lei ha mostrato di essere, che ricorda quel calcio dei vecchi tempi, sanguigno e ricco di passione, che è stato un po’ sostituito dal calcio moderno troppo spesso infarcito di facce di cartone. Come si sente Lei nel calcio di oggi?

“Io siedo sulla panchina dell’Arezzo, società presieduta dal mio grande amico e grande uomo Ferretti, uno dai sani principi, e nonostante, come giustamente sottolineava, il calcio sia cambiato io sono uno degli allenatori che allena con più continuità: dalla stagione ’89-’90 non sono mai stati un anno fermo, dirigendo poi, dal ’93 quando vinsi con la Cavese, sempre squadre nei professionisti. Quando una persona per 25 anni allena con un certo livello di dignità e moralità si distingue in un mondo molto ipocrita. E questo non lo dico io, è un dato intrinseco alla faccenda”.

Ma confrontiamoci con il calcio attuale: cosa ci dice della stagione del suo Arezzo?

“Quella dell’Arezzo è una stagione da prendere a esempio per tutta Italia. Il dott. Cipollini (DG della Lega Pro, ndr) ha detto che l’Arezzo è la squadra con il minor budget, e questa è stata una soddisfazione enorme perché vuol dire che sono stato bravo  a costruire una squadra in fretta e furia, un gruppo messo insieme alla 3^ giornata del campionato, che sono orgoglioso e fiero di aver allenato, un gruppo che non ha mai sfiorato i play out ma anzi, ha raggiunto persino la partecipazione alla prossima Tim Cup. C’è stata una gestione molto oculata mia e del presidente, che ha preso l’Arezzo nel baratro quando giocava in campi pessimi ed era deriso e bistrattato da tutti”.

Quindi un bilancio più che positivo.

“Siamo stati l’unica squadra al mondo che ha affrontato un campionato senza aver svolto la preparazione, ci siamo allenati tanto di giorno in giorno. Se non è un capolavoro questo…! Non so se vale di più il campionato del Novara, che ha vinto con grandi meriti, o il nostro”.

Il campionato però è concluso, e c’è da pensare al futuro: quali saranno i primi passi?

“Sicuramente non faremo follie, ma scelte nuovamente oculate. Noi avevamo fatto solo contratti annuali, è stata una strategia, quindi adesso possiamo scegliere liberamente chi confermare e chi salutare. Saranno fatti nuovi innesti, anche con il fine di ringiovanire la rosa, ma serviranno comunque anche elementi esperti, ma il tutto gestito sempre con molta accortezza, rispettando ogni impegno. Con Ferretti l’Arezzo non fallirà mai e nemmeno subirà penalizzazioni, i conti saranno sempre quadrati”.

A proposito di conti da far quadrare: circa un terzo delle squadre dei tre gironi hanno subito punti di penalizzazione. E’ una prassi ormai consueta al calcio o ancora si può intervenire per evitare questo?

“Non voglio dare consigli a nessuno, ma tanti aspetti del calcio vanno seriamente rivisti. Non condivido affatto che a 180’ dalla fine si stravolgano le classifiche e neppure il fatto che a gennaio sia permesso a squadre già fallite con tanto di istanza in corso, o comunque vicinissime a esserlo, di fare il calciomercato e stipulare persino ingenti contratti”.

Torniamo al campo, e ai contratti che potrebbero esserci ad Arezzo. Un nome che sta circolando è quello dell’attaccante del Melfi Salvatore Caturano…

“Caturano l’ho scoperto io portandolo a Caserta, ed ero certo che esplodesse perché so quanto è importante a livello di gioco, conosco bene il suo valore tattico ma anche quello umano. Non so poi se riusciremo a prenderlo perché è un’operazione molto costosa, ma vedremo. Di sicuro non c’è fretta per fare il mercato, abbiamo idee e obiettivi ma per capire come ripartire voglio aspettare le decisioni della Lega”.

Le nuove decisioni della Lega Pro si vanno piano piano delineando: il ringiovanimento cui prima accennava è legato anche a questo?

“Assolutamente no, io farò giocare solo i giovani che meritano: anni fa, schieravo in campo Fusco e Dainelli, la cui carriera è sotto gli occhi di tutti, che avevano 17 e 18 anni, ma solo perché avevano grandi qualità. E così deve essere. Il minutaggio distrugge le società, oltre a indebolire e togliere qualità alla Lega Pro”.

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