Tavecchio porta Macalli alle dimissioni “spintanee”. Quel brutto scivolone della Lega Pro sulle garanzie fideiussorie. Gravina ha tracciato un solco, presidenti padroni del loro destino
Una piccola premessa per concludere la vicenda Macalli/Lega Pro: le sue dimissioni sono arrivate per ultime. Dopo quelle dell’ intero consiglio direttivo e, soprattutto, dopo le “spintanee” pressioni di Tavecchio. Un modo di uscire ripetitivo in quelli (tanti) che, a forza, sono messi in disparte dopo un periodo, troppo lungo, di permanenza in carica. Con il passare del tempo il soggetto interessato ha un travisamento. Si convince, a torto, di essere indispensabile. Come se quell’ incarico gli fosse stato assegnato per intercessione divina. Purtroppo questo è accaduto a Mario Macalli. Non ha inteso digerire le critiche. La diversa concezione, nelle idee e nel gestire, trasformava gli oppositori in congiurati.
Questa triste uscita (come se gli avessero suggerito:”quando esci spegni la luce”) pone sul tavolo un tema determinante. Il mandato per governare,qualunque sia la Lega calcio di appartenenza, non deve essere superiore ai due appelli!
Il ricambio, necessario, aiuta a tenere lontani i rischi connessi ai ruoli di potere. Il ricambio consente una rigenerazione continua nello stile di governo e nelle idee. Scongiura i traumi, personali e collettivi, ai quali si è assistito, in questi ultimi mesi, in Lega Pro. Macalli, in una recente intervista, ha dichiarato che lascerà ad un notaio i nominativi di chi gli ha voluto male. Un testamento che dovrà essere rivelato dopo la sua scomparsa. L’ esatta rappresentazione di colui che pensa al proprio ruolo non con spirito di servizio, ma come un fatto dovuto ed insindacabile.
Oggi 7 luglio il Consiglio Federale è chiamato a deliberare, tra le altre cose all’ ordine del giorno, sul tema fidejussioni per l’ iscrizione al campionato. Un tema molto delicato per il futuro dei club di Lega Pro.
Sarà bene ricordare la vicenda.
La Figc fissa in 600mila euro la fidejussione bancaria che ogni società dovrà presentare per ottenere la licenza nazionale. La fidejussione è l’ unica garanzia, data da primario Istituto, che impedisce, in caso di fallimento del club, nel corso del campionato, l’ insinuarsi della curatela fallimentare. L’istituto che protegge gli emolumenti dovuti ai tesserati in caso di mancato pagamento. La governance Macalli se ne esce con una decisione. I club depositeranno una fidejussione di 400mila euro, i rimanenti 200mila saranno assicurati, in garanzia, dalla Lega Pro.
Spifferi, maliziosi, di corridoio narrano che il motivo di tale decisione sarebbe riconducibile al clima elettorale che si stava respirando in terza serie. Sempre per quel detto che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si piglia!
Il 30 giugno scorso, mentre la maggioranza dei club perfeziona la propria iscrizione, la Lega informa la Figc che ha depositato presso un Istituto bancario la somma di 12 milioni di euro (200mila per 60 club) come garanzia.
La reazione di Tavecchio è durissima. Tanto che lo stesso, nell’ ultimo Consiglio Federale replica a Pitrolo, il vicario, irato e con espressioni risentite. Il Presidente Federale asserisce di non aver mai dato, nell’esercizio delle sue funzioni, la disponibilità a quella stranaoperazione. Strana e foriera di possibili danni. Infatti, non rappresentando una garanzia fideiussoria, viola le norme di iscrizione.
Tavecchio contesta anche che l’ indirizzo sulla fidejussione non è affattocambiato. Per iscriversi tutti i club o chi per loro, (la Lega), debbono avere una garanzia bancaria a prima richiesta, irrevocabile e senza diritto di surroga di 600mila euro. Per ogni singola società. Il resto sono solo chiacchiere.
Anziché indirizzarsi verso la conciliazione il comitato direttivo di Lega, su spinta di Macalli e del presidente del Collegio sindacale, si avventura in un terreno di contenzioso temerario. Contestano alla Figc di non rispettare un accordo stipulato in materia. La risposta della Federcalcio è perentoria ed intima alla Lega di ottemperare come previsto dalle norme. In bella sostanza Tavecchio, tra l’ altro sdoganandosi da ogni precedente, ipotetica alleanza, rigetta ogni escamotage di finanza creativa.
Un ginepraio. Meraviglia nello specifico l’ atteggiamento dell’ avvocato Catenaccio, presidente del Collegio sindacale, che per la sua natura terza e per il ruolo ricoperto aveva il dovere di conoscere e rappresentare il rischio al quale si stava sottoponendo unitamente ai componenti del direttivo.
Questa la situazione a ieri. Una brutta gatta da pelare. Una grana che va risolta nel consiglio Federale di oggi. Deve prevalere l’ interesse dei club,che, di tale assurda vicenda, non hanno nessuna responsabilità. C’è un soloimperativo. Deve prevalere il buon senso.
Il Consiglio Federale odierno procederà anche alla nomina del Commissario per la Lega Pro. Un passo indispensabile per giungere all’Assemblea elettiva. Nel prossimo futuro ci saranno un nuovo presidente ed una nuova governance. Sulla scia del percorso tracciato da Gabriele Gravina e di chi gli è stato vicino, i presidenti avranno, finalmente, la possibilità di riappropriarsi di quanto nel loro diritto. Sul tavolo c’è già un progetto ambizioso. indispensabile per il rilancio della categoria. Determinante non sbagliare gli uomini. A tutti i piani ed in tutti i settori. Con una puntualizzazione.
E’ molto importante l’ esperienza, come la preparazione professionale. Soprattutto la scelta. Che deve essere fatta nel rispetto della meritocrazia.
L’ età, sia ben chiaro, conta poco e viene in secondo piano!


