Catania, meglio la D che una Lega Pro da meno 12. Chi al posto del Castiglione? Samb seria outsider. Mai più si arriverà a 60 squadre. Lotito non condivisibile nei modi, ma i fatti gli danno ragione
Lega Pro e dintorni. Una scure giustizialista si sta abbattendo sul campionato che verrà. Era, del resto, nelle previsioni già alla vigilia dei dibattimenti dinanzi ai tribunali sportivi. Dove non arriverà la “mano” pesante del Procuratore Federale ci penseranno i giudici. Il Catania potrà anche evitare l’onta della serie D, grazie alla collaborazione fornita da Antonino Pulvirenti in sede di indagini, ma la sanzione emessa in primo grado, per la gravità degli illeciti consumati, andrà ben oltre le “miti”richieste avanzate, in requisitoria, da Stefano Palazzi. La penalizzazione da scontare in termine di punti nel prossimo torneo, sarà compresa in una forbice tra i 10 ed i 15. Handicap che andrà ad aggiungersi ad una pesante e salatissima sanzione di natura pecuniaria. Certamente a cinque zeri.
Risulta poi che la Società isolana non abbia pagato retribuzioni e contributi per alcune mensilità arretrate. Sanzioni, quindi, che si aggiungeranno a sanzioni. Ulteriori punti da sottrarre a quella classifica. Per i rossoazzurri sarà certamente un campionato in salita. Una salvezza da conquistare, con grande fatica sul campo. Nello scorso campionato squadre inizialmente penalizzate di otto punti si salvarono soltanto ai play out.
Viene da riflettere se, per gli etnei, non sarebbe veramente più idoneo, sia per ragioni economiche quanto per quelle prettamente sportive, ripartire dalla serie D. Senza ulteriori gravami. Bene farebbero i nuovi dirigenti isolani a mettere a confronto costi e ricavi, delle due categorie, per rendersene conto.
Ma, quello alle porte, che campionato sarà? Sembra ormai scontata la riduzione dell’organico a 54 squadre. Anche perché, potrà sembrare strano, ma è vero, appare difficile trovarne sessanta per ripristinare quanto contemplato dall’articolo 49 della norme federali.
Si dovrà attendere la fine di agosto per conoscere la prescelta eletta a sostituire il rinunciatario Castiglione. Sulla carta la designata, per diritto, è il Monopoli, ma anziché ufficializzarne l’ammissione d’ufficio, la Federcalcio ha riaperto i termini sino al 24 agosto prossimo. Una decisione che allerta anche su ipotesi alternative. Ai pugliesi, Società e tifosi, vanno i miei migliori auspici, ma la realtà, incontrovertibile, è sotto gli occhi di tutti. Non me ne vogliano.
Solo allora le squadre saranno 54.
Tra le “reclamanti”, Gubbio e Forlì , che si erano anche appellate al Collegio di Garanzia del Coni, saranno riammesse tra i professionisti a seguito della rimodulazione della classifica del girone B. Teramo e Savona sono ormai con più di un piede tra i dilettanti.
Messina sostituirà i calabresi della Vigor Lamezia. La Pro Patria, alla quale la serietà di Vavassori regalerà in ultima istanza, il perfezionamento dell’iscrizione, prenderà il posto della Torres.
Si attende il parere della Federazione sulla lettura che verrà data alla situazione del Barletta. Per i pugliesi, già radiati in precedenza e pertanto non più in possesso di un numero di matricola, la Procura Federale ha chiesto, oltre all’applicazione di ulteriori sanzioni pecuniarie e di punteggio, la retrocessione all’ultimo posto in classifica nel campionato 2014/15.
Significherebbe questo il dover ripescare l’ Aversa Normanna? I campani, tra le retrocesse, vantano la miglior classifica (dietro il Messina). Un problema in più, inaspettato, che si pone sul tavolo del prossimo Consiglio Federale.
Alle spalle delle Società sopra indicate non se ne scorgono tante altre, se non Sambenedettese e Viterbese. A Taranto pur vantando di un’ottima posizione in graduatoria ed essendo in possesso dei titoli necessari, la nuova proprietà sta sfogliando la classica margherita, più intenzionata a partecipare al campionato di serie D che a salire di categoria.Eventualmente tradendo, nel caso specifico, le aspettative della piazza.
Per la prima il neo presidente Franco Fedeli ha già da tempo depositato la documentazione necessaria ed è in attesa dell’evolversi degli eventi.Attenzione, i marchigiani in ultima analisi potrebbero anche essere ammessi in sostituzione del Castiglione. A ben riflettere tale soluzione non è proprio remota. Per Viterbo fa fede una dichiarazione del suo presidentePiero Camilli che intende ricorrere agli Organi competenti per far abolire quel “vituperato” fondo perduto e far riaprire i termini di iscrizione nel rispetto di quanto recitano gli articoli 49 e 50 delle noif. Una condizione che il “palazzo” (Federcalcio e Coni) non ha mai, sino ad ora, preso in considerazione. Per il Taranto è quasi un obbligo presentare la manifestazione d’interesse entro il 24 agosto a venire. Un dovere, per la dirigenza rossoblu, andare a verificare le intenzioni di Lega e Federcalcio.
Alla resa dei conti, in ogni caso, mai si arriverebbe a completare l’ organico delle 60 squadre. Una sconfitta per il sistema. A distanza di un solo anno dalla riforma dei campionati della Lega Pro.
La crisi, ineluttabile, è sotto gli occhi di tutti. Le difficoltà economiche della categoria compiono, meglio ancora impongono, la riforma di fatto.Da sole e senza bisogno di alcun intervento dei vertici Federali.
Pur volendone discutere modi e taluni comportamenti, gli eventi, conti alla mano, stanno dando ragione al “magno” Claudio.
Nulla da eccepire, la selezione è divenuta naturale!


