ESCLUSIVA TLP - Carrarese, Remondina: "Imperativo categorico? Non avere il braccino del tennista riuscendo a conquistare i tifosi"
Vista la passione per il tennis, derivante anche dal fatto di avere una figlia, Anna Giulia Remondina nel circuito Wta (naviga intorno alla quattrocentesima posizione, ndi), alla domanda su un diverso atteggiamento in campo per evitare i 17 pareggi della scorsa stagione in qualche vittoria in più in vista del campionato che tra qualche ora andrà ad iniziare, Gian Marco Remondina, tecnico della Carrarese ha colpito da sotto rete con un lob: "Dovevamo avere più coraggio e non avere il braccino che spesso colpisce chi è davanti al punto del match".
Estate turbolenta quella della Carrarese che ha visto una possibile non iscrizione della squadra e un ipotetico esonero dello stesso Remondina se Lucchesi avesse portato a conclusione l'acquisto del club e portato con se Rino Gattuso. Alla fine tutto è finito come sappiamo, con Gattuso e Lucchesi che sono finiti qualche settimana dopo a Pisa e Remondina che ancora siede sulla panchina dei gialloblù. Con qualche settimana di ritardo la società si è messa in moto per fornire al proprio allenatore una rosa di livello e nelle ultime ore si sta vagliando sul mercato degli svincolati alla ricerca dell'acquisto giusto.
Di questo ed altro si è parlato in questa intervista esclusiva che Gian Marco Remondina ha concesso ai microfoni di TuttoLegaPro.com.
Con quale spirito si accinge a vivere questa nuova stagione?
"Quando inizia una nuova stagione c'è sempre una certa emozione e iniziare a Siena, su un campo importante contro una squadra blasonata che punta alla vittoria finale è uno stimolo in più, e c'è anche una certa curiosità nel vedere all'opera i ragazzi. Avendo cambiato parecchio ci sono molti giocatori che sono arrivati nelle ultime ore: solo che nell'ultima settimana sono arrivati quattro volti nuovi e c'è da lavorarci sopra per allenarli e inserirli nel gruppo".
Il fatto di conoscere poco o niente il Siena che vi accingete ad affrontare domenica, può essere un problema?
"So che è una buona squadra che ha giocatori importanti, da Portanova a Bonazzoli, lo stesso Mendicino e Libertazzi. E' una squadra che ambisce al primato e quindi bisogna stare molto attenti".
Quest'estate si è rischiato che la Carrarese non si iscrivesse e anche il suo matrimonio con il club potesse saltare.
"A dire il vero il divorzio non c'è mai stato, poichè la nuova dirigenza che doveva subentrare non è riuscita nell'acquisto del club e come è giusto che sia, quando subentra una nuova proprietà è ovvio che si porti dietro i suoi uomini. I vertici che poi hanno acquistato la Carrarese mi ha confermato la fiducia e sono soddisfatto di questa scelta".
Lei ha una squadra molto giovane - l'età media è di 22.6 anni -.
"Abbiamo deciso con la società di puntare sui giovani e in rosa abbiamo quattordici ragazzi tutti nati tra il '94, '95, '96 e un paio di '98, abbinati a giocatori di esperienza come Vettori, Massoni. Il resto sono compresi tra il '91 e il '93".
C'è un segreto per lavorare con i giovani?
"Avere pazienza, perché di sicuro hanno grande entusiasmo, però quando ci sono partite tirate l'esperienza conta e qualche errore è comprensibile. Bisogna avere la pazienza di lavorarci sopra, sia a livello mentale che tecnico".
Dove si trovano gli stimoli per lavorare in una piazza relativamente tranquilla come Carrara.
"Credo che Carrara sia una città tranquilla con una società che ha una sua storia e ha avuto anche momenti importanti, come quando giocavo io (Remondina ha indossato la maglia gialloblù dal 1981 al 1985 vincendo anche un campionato nel 1981/82 e una Coppa Italia di serie C l'anno successivo, ndr) dove c'erano anche diecimila persone a vedere la Carrarese. Gli spettatori bisogna avere la capacità di riportarli allo stadio dimostrando di avere attaccamento alla maglia e sudarsela tutti insieme. Quando unisci queste doti a dei valori, abbiamo centrato tanti obiettivi: dal far giocare tanti giovani al riavvicinare la gente alla Carrarese".
Ci permetta di pungolarla un pochino: per far tornare il pubblico allo stadio dovete anche vincere qualche partita in casa. La scorsa stagione - insieme al Cesena, poi retrocesso in B - avete avuto il peggiore score interno, rimanendo nell'ambito professionistico, con solo tre vittorie. Dovete provare a pareggiare di meno (17 in totale lo scorso campionato).
"Lo scorso anno abbiamo pareggiato tanto, però è anche vero che non abbiamo mai giocato per il pareggio, contro nessuno. A volte quando eravamo lì a un passo dal vincere, negli ultimi minuti ci siamo fatti raggiungere in molte circostanze e quando pareggi ti costano almeno due punti in più in classifica".
Questo è l'anno giusto per far esplodere i vari Gnahoré - alla sua seconda stagione in gialloblù- e Cais, quest'ultimo arrivato dal Gubbio.
"Gnahoré va disciplinato ed è quello che stiamo facendo da due anni. C'è da dire che il ragazzo prima dello scorso campionato non aveva mai giocato in ambito professionistico ma solo nei settori giovanili. Mi auguro che quest'anno faccia il salto di qualità e ha i mezzi per esplodere. Lui è un ragazzo generoso che vorrebbe fare tutto, ma deve capire che in campo bisogna dosarsi. Mentre su Cais credo che possa essere utile con la sua velocità in quelle partite dove le difese avversarie si chiudono e con la sua imprevedibilità può tornarci utile. Questa settimana non si è allenato bene per via di un affaticamento muscolare e non so se potrò impiegarlo contro il Siena".
Il suo credo tattico è il 4-3- 3 e con l'arrivo in squadra di uno come Infantino, unito a due esterni importanti potrebbe continuare a utilizzare questo modulo.
"Sono uno che predilige il 4-3-3, però non dimentichiamo che lo scorso anno abbiamo giocato spesso con i due attaccanti. Quello che mi preme prima di utilizzare un modulo è capire le caratteristiche degli uomini che ho a disposizione e in base a queste costruire su di loro un tipo di gioco utile a esaltarne le qualità".
Quando non allena, Gian Marco Remondina come impiega il suo tempo?
"Quando non lavoro vado a vedere mia figlia che gioca a tennis. Quando ho qualche domenica - poche - vado volentieri a darle un occhio".
Quando accende la tv e vuol guardare un altro sport, sceglie il tennis.
"In particolar modo le ragazze, ma sono di parte essendoci mia figlia. Conosco la Cetkovská che nelle ultime ore ha eliminato al secondo turno degli Us Open la Wozniacki, finalista lo scorso anno, avendo giocato contro mia figlia".
I favoriti per la vittoria finale degli Us Open?
"Per le donne sicuramente Serena Williams, negli uomini Djokovic".
Il miglior tennista di sempre?
"Novak Djokovic, capace di unire la tanta, anche troppa eleganza di Federer, alla grinta di Nadal".
La migliore di tutti i tempi?
"Sono di parte: per me mia figlia. Scherzi a parte, credo che Serena ha qualcosa in più e sembra un uomo per come gioca, ma soprattutto è una che ha la mentalità vincente e alla fine i trofei li alza sempre lei".
La mentalità vincente si acquisce o è innata?
"Credo sia innata, ma credo che si migliora andando avanti. Vincere e avere la voglia di vincere uno ce l'ha dentro, in seguito riesci con gli allenamenti, le sconfitte a creare la mentalità giusta. La qualità maggiore è quella di non mollare mai per arrivare ad alti livelli, senza trascurare la parte caratteriale che è importantissima e diventa prevalente su tutto il resto".
Se dovesse fare un film su questa Carrarese come vorrebbe che fosse?
"Sarebbe un film che deve sorprendere il pubblico".


