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Menichini: "Ronaldinho al Ravenna grande operazione. Salernitana? Serve pazienza"

Menichini: "Ronaldinho al Ravenna grande operazione. Salernitana? Serve pazienza" TUTTOmercatoWEB
Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
Oggi alle 13:03Serie C
Il tecnico analizza la nuova Serie C: "Campionati equilibrati e formativi". Poi le favorite, la Salernitana, Ronaldinho al Ravenna e il salary cap: "Servono regole più ferree".

Il tecnico Leonardo Menichini è intervenuto alla radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com per parlare della nuova stagione di Serie C, che prenderà il via domani sera:

Leonardo Menichini, siamo alla vigilia della nuova stagione: domani arrivano i primi anticipi. Come vede il campionato che sta per iniziare e quali sono, secondo lei, le favorite nei tre gironi?

"Credo che nel Girone A sarà un campionato ancora una volta molto equilibrato. Lo abbiamo visto negli ultimi anni: non mancano le sorprese e il campo resta sempre il giudice più importante. Tra le squadre più accreditate alla lotta per la Serie B vedo il Brescia, il Lecco, il Trento e il Treviso, che avevo già indicato, oltre al Cittadella. Sono queste, al momento, quelle che hanno un po' più di favori del pronostico.

Nel Girone B credo che Spezia, Pescara e Reggiana, che sono poi le retrocesse, abbiano strutture importanti e rose di valore. Non trascurerei però il Ravenna, che al di là dell'operazione Ronaldinho si è mosso bene sul mercato. Poi ci sarà sempre qualche sorpresa che oggi è difficile da pronosticare. È anche questa la bellezza di questi campionati.

Nel Girone C, invece, vedo Catania, Bari, Salernitana e anche il Potenza, che lo scorso anno ha disputato un ottimo campionato, come possibili candidate alla vittoria".

Ha citato il Ravenna. Questa sera ci sarà la grande festa per la presentazione di Ronaldinho. Che operazione è? Solo marketing o c'è davvero la possibilità di vederlo in campo? Lui ha detto di voler segnare l'ultimo gol della sua carriera con la maglia del Ravenna, ma è fermo da più di dieci anni.

"Sì, è vero, è chiaramente un'operazione di marketing, ma è anche stimolante e bella. Credo che tutti abbiano la curiosità di vedere Ronaldinho e tutti sperino, almeno io lo spero, che possa fare ancora qualche gol. Non so in che condizione possa trovarsi, perché dopo dieci anni che uno ha smesso di giocare è difficile fare previsioni, però rivederlo in campo sarebbe un'emozione.

Penso che, oltre all'enorme curiosità, ci sia proprio una partecipazione generale: tutti vorrebbero che facesse gol per poter festeggiare insieme. Ronaldinho è stato uno dei grandissimi del panorama mondiale, uno dei giocatori più divertenti e più forti che abbiamo mai visto calcare i campi. Ti emoziona sempre. Io spero che possa continuare, magari anche con qualche spezzone di partita, a esprimere qualche giocata delle sue e a far divertire la gente.

Ci sono delle incognite, perché non sappiamo quale possa essere la sua condizione, però credo che tutta l'Italia faccia il tifo perché possa realizzare almeno quell'ultimo gol che ha promesso".

E immagino che anche per i suoi compagni di squadra possa essere un'esperienza particolare. Allenarsi con Ronaldinho, anche per ragazzi che giocano in Serie C, significa poter imparare tantissimo da un campione di questo livello.

"Sicuramente sì. Poi è un personaggio solare, sempre sorridente e positivo. Penso che sia stata una grande mossa da parte del Ravenna, perché ha creato entusiasmo e ha acceso i riflettori sulla squadra e sulla città. Credo che siano tutti contenti di questa operazione.

Sono convinto che, se dovesse esserci un rigore, chiunque sia il rigorista lo sceglierebbe volentieri. È un piacere, una bella immagine di simpatia e una situazione da vivere e da godere".

Passiamo alla Salernitana, club che conosce molto bene. La nuova stagione non è iniziata nel migliore dei modi, con la sconfitta interna in Coppa Italia Serie C contro la Scafatese. Come vede la squadra in un Girone C che sembra ancora più complicato rispetto allo scorso anno?

"Sì, è vero. Ho visto un pezzo della partita in casa con la Scafatese, una neopromossa, e questo testimonia ancora una volta che niente è facile. Non basta avere il blasone o il nome per vincere le partite. Bisogna rimboccarsi le maniche, soffrire, lottare, pressare quando serve, non permettere all'avversario di giocare e poi riuscire a esprimersi.

Io conosco benissimo Salerno perché abbiamo vinto il campionato lì e poi ci siamo salvati per due anni in Serie B attraverso i playout. Conosco bene l'ambiente, che ha poca pazienza, come un po' tutte le piazze di blasone che si trovano in categorie inferiori. Questo porta chiaramente a dover vincere e ad accorciare i tempi, giocando con una pressione importante addosso. Non tutti i giocatori sono pronti per questa prova, perché la maglia della Salernitana pesa, così come pesano tutte le maglie delle grandi piazze che giocano in queste categorie. Lo stesso discorso vale per il Bari. Anche a Pisa c'era pressione quando era in Serie C. Tutti vogliono raggiungere quanto prima le categorie superiori.

A volte, però, serve anche la pazienza di saper gestire le partite. Mi ricordo che a Salerno, se facevi qualche passaggio o qualche giro palla di troppo perché l'avversario era chiuso, cominciavano subito i rumori. Le squadre vanno incoraggiate. Poi, alla fine, se uno non ha gradito lo spettacolo può fischiare o applaudire, ma durante la partita serve pazienza.Servono inoltre rose lunghe e attrezzate, perché per vincere ci vogliono anche giocatori di esperienza".

È d'accordo sul fatto che negli ultimi cinque-sei anni il livello della Serie C sia cresciuto molto? Diverse squadre promosse hanno poi fatto bene anche in Serie B, come Carrarese, Mantova e Padova.

"Sicuramente sì, il livello è cresciuto molto. Sono campionati molto equilibrati e anche formativi per tanti giovani. A volte ci sono ragazzi che non riescono a trovare spazio e la Serie C dà loro la possibilità di dimostrare il proprio valore.

Poi dipende dalle qualità che uno riesce a esprimere. E per qualità non intendo soltanto quelle tecniche, ma anche quelle morali e la capacità, a livello nervoso, di affrontare le situazioni che durante una stagione ti trovi a dover gestire.

Sono campionati molto equilibrati e, effettivamente, tra Serie C e Serie B non c'è una grande differenza. Basta qualche acquisto azzeccato per poter fare bene anche nella categoria superiore".

Chiudiamo con una novità importante: quest'anno entra pienamente in vigore il salary cap in Serie C. Può essere sufficiente per evitare situazioni come quelle degli ultimi anni, con club penalizzati o addirittura esclusi a campionato in corso?

"Penso che si stiano cercando di fare delle migliorie e dei passi avanti sotto questo profilo. È chiaro che vedere durante un campionato squadre che hanno problemi, come è successo l'anno scorso, porta a falsare un po' la competizione. Io sarei per regole molto più ferree e per controlli ancora più stringenti.

È inutile arrivare a campionato in corso scoprendo che alcune società hanno problemi economici, che dopo due mesi non riescono a rispettare le scadenze, e poi arrivare a penalizzazioni o addirittura esclusioni. Credo che il salary cap vada nella direzione giusta, però bisognerà vedere quali risultati produrrà concretamente.

Tutto quello che serve per migliorare la situazione dei club va fatto, perché non dimentichiamoci che le società di Serie C hanno pochi introiti e tante spese. Soprattutto perché devono vincere. Se poi su 28 squadre che fanno i playoff ne vince una sola, le altre 27 rimangono con il cerino in mano, con ingaggi che diventa difficile onorare.

E poi dare via i giocatori perché hanno ingaggi importanti non è semplice: per lasciarli andare devi magari mettere un incentivo all'esodo. Forse ci vorrebbe una ripartizione migliore da parte dei club di Serie A verso la Serie C, con contributi più importanti per permettere alle 60 società di vivere e continuare il proprio percorso.

Sarebbe importante soprattutto per far crescere i giovani, perché abbiamo visto che poi molti di loro vanno a giocare nelle categorie superiori e riescono anche a disputare buoni campionati. Io sarei per questa soluzione".

© Riproduzione riservata

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