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ESCLUSIVA TLP - Cittadella, Venturato: "Difficile trovare una società così seria. Come definire questo inizio di campionato? Unbelievable..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
lunedì 12 ottobre 2015, 12:00Interviste TC
di Daniele Mosconi
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Cittadella, Venturato: "Difficile trovare una società così seria. Come definire questo inizio di campionato? Unbelievable..."

Inizio di stagione con il piede giusto per il Cittadella che ha subito capito come si affronta la Lega Pro e parte del merito è del proprio tecnico

Ripartire con il piede giusto dopo un'amara retrocessione non era facile per niente, ma a Cittadella sono abituati a fare le cose per bene e questo alla lunga comporta la riuscita di un'impresa che a molti sembrava difficile. Il passaggio dalla B alla Lega Pro per la maggior parte dei club è un bagno di sangue, in particolar modo economico. Non per la società gestita da quarantadue anni dalla famiglia Gabrielli (attualmente c'è Andrea, figlio del compianto presidente Angelo, ndr), che con uno stile diverso ha costruito nel tempo un modello societario che andrebbe copiato per evitare fallimenti a iosa ogni estate.

Roberto Venturato, nuovo allenatore del club granata, doveva già essere anni fa l'allenatore del Cittadella in sostituzione di Claudio Foscarini, ma quest'ultimo alla fine trovò l'accordo con la società e non se ne fece nulla. Un "matrimonio" che quest'anno ha visto il suo coronamento. Non era facile per Venturato ripartire dai Pro dopo alcune esperienze nei Dilettanti (con la Pergolettese nel 2012/13 ha vinto il campionato non venendo riconfermato a fine stagione, ndr), in una società appena retrocessa dalla B.

Il tecnico nato in Australia (Atherton), da padre immigrato nel '58, sta stupendo tutti e con un gruppo mixato a dovere di giovani ed esperti, si è tuffato fin da subito nella nuova realtà della Lega Pro. Reduce dal netto successo -3-1 al Padova nel derby al "Tombolato" -, Venturato ha concesso in esclusiva ai nostri microfoni quest'intervista.

Un successo indiscutibile contro il Padova.

"Credo che abbiamo meritato di vincere, creando molto. Il calcio di rigore che ci hanno fischiato contro poteva mettere in discussione la partita. Il rigore ci ha messo anche alla prova, per vedere la nostra reazione e lo spirito della squadra. E' stato un segnale importante sulla forza di questo gruppo".

E' successo anche a Pavia, quando un altro calcio di rigore aveva rimesso in carreggiata i padroni di casa. Non vi siete accontentati, dimostrando che ha una squadra che ha fame ed è determinata.

"E' una cosa importante, che deve rimanere. La voglia di rimettersi sempre in discussione, di ripartire, pensare che le cose bisogna conquistarsele sempre: è un valore importante per una squadra. Mi auguro che riusciamo a confermarlo con continuità, perché è un elemento essenziale per rimanere tra le prime, trovandoci in un girone composto da squadre vere che hanno valori importanti".

Un girone - l'A dove siete inseriti - molto equilibrato e i risultati sono lì a dimostrarlo.

"Ci sono giocatori importanti e piazze che hanno voglia di provare a tornare in serie B. Sicuramente ci sarà da battagliare".

Neanche il tempo di gioire e mercoledì 14 dovete scendere nuovamente in campo nel recupero contro la Pro Patria allo "Speroni".

"Sarà una prova importante contro una squadra costruita all'ultimo momento, dove dobbiamo dare continuità e cercare di azzerare tutto: essere felici oggi per il successo di ieri, ma già da domani pensare alla gara di Busto con grande rispetto per la Pro Patria".

I risultati e le vostre prestazioni dicono che avete acquisito fin da subito la mentalità giusta per la Lega Pro.

"Abbiamo giocatori che hanno dei valori in questa squadra. E' importante che questi giochino da squadra: in Lega Pro le individualità sono importantissime e sono loro che determinano i risultati: fondamentale è avere un gruppo e una squadra che abbiano una capacità e un'identità per lavorare insieme".

C'è un segreto per questo Cittadella?

"Il lavoro, come sempre. Saper lavorare e rimettersi in discussione tutte le settimane, guardando avanti, sapendo che nessuno ti regala niente nella vita e nel calcio. E' vero che qui a Cittadella ci sono le componenti giuste per lavorare con serenità, però bisogna essere bravi a metterle tutte insieme".

Tra i singoli, Gianluca Litteri ci sembra un giocatore di un'altra categoria.

"Ha giocato per anni in una categoria come la B che è un passo avanti alla Lega Pro. E' stato bravo a rimettersi in discussione, scegliendo di ripartire da noi. E' sicuramente un giocatore che ha delle qualità importanti".

Dopo le ultime esperienze in D, si aspettava la chiamata del Cittadella?

"Ho fatto l'ultimo anno di Lega Pro a Cremona (2009/10, ndr), perdendo la finale play off contro il Varese. Ho rivinto un campionato in serie D (con la Pergolettese nel 2012/13, dopo averne vinto uno, sempre in D al Pizzighettone nel 2002/03, ndr). Logico che ci sperassi: non pensavo che ci fosse quest'opportunità".

Il matrimonio con il Cittadella si doveva celebrare già qualche anno fa: il Direttore Generale Stefano Marchetti aveva già pensato a lei nell'ipotesi di una futura separazione da Foscarini.

"Con il Direttore Marchetti c'è un rapporto che va al di là del rapporto professionale, conoscendoci da molti anni. Pensare di sostituire uno come Foscarini è difficile, visti i risultati importanti che ha ottenuto. Per me sostituirlo è sicuramente un onore".

Una società appena retrocessa dalla B e un tecnico alla ricerca di un riscatto: un binomio perfetto.

"Questo aspetto nella scelta sia stato un fattore che ci ha accomunato. Il fatto che il Cittadella sia retrocesso, forse in maniera ingiusta dalla B ed io che ho voglia di dimostrare che in questa categoria posso essere apprezzato".

Lei arriva a Cittadella dopo Ezio Glerean e appunto Foscarini. Una bella sfida sostituire due allenatori che hanno fatto la storia di questa società.

"E' una sfida stimolante e positiva, che nel mondo del calcio ogni tanto si vivono e mi piace poter essere il protagonista di questa sfida".

Lei è nato in Australia e in un'intervista disse di conoscere meglio l'inglese rispetto all'italiano: ci trovi un aggettivo in inglese per definire questo inizio stagione del Cittadella.

Risata imbarazzata: Venturato impiega quasi venti secondi prima di rispondere: "Unbelievable".

Si ritrova in questa frase di Dan Peterson: “Il lavoro dell’allenatore è quello di vendere il suo prodotto, il suo stile, convincendo i giocatori a comprare ciò che lui vende, la sua mentalità, le sue indicazioni".

"E' un aspetto molto importante: avere giocatori che si rispecchino in quello che uno dice, credendoci veramente e questo può portare ad ottenere i risultati. Nel mondo dello sport i risultati contano, non sono tutto, ma contano".

Spesso la meritocrazia va a farsi benedire, sovrastata da altri interessi.

"Bisogna combattere sempre. Ho cercato in questi anni di guardare il bicchiere mezzo pieno e ancora oggi intendo farlo".

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