Renate, Magoni: "Il mercato è troppo lungo, giocatori distratti"
Il direttore sportivo del Renate, Oscar Magoni, è stato ospite della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com alla vigilia della prima giornata di campionato. Dal bilancio della Coppa Italia agli equilibri del girone A, passando per le lungaggini del calciomercato, il Salary Cap e la delicata situazione dello stadio della Folgore Caratese: ecco tutti i temi toccati nell'intervista.
Come sta andando il conto alla rovescia per l'inizio del campionato? Come la sta vivendo la squadra?
"Adesso si comincia a giocare davvero, basta amichevoli, basta esperimenti: si gioca per i risultati. La Coppa Italia ci ha già dato una bella educazione, siamo stati bravi e fortunati a passare il turno, quindi siamo partiti abbastanza bene. È chiaro che, come tutte le squadre, siamo ancora in una fase di rodaggio: dobbiamo avere pazienza, ma anche migliorare, essere più performanti e sbagliare di meno. Da venerdì saremo già chiamati alla prima di campionato: finalmente si gioca sul serio".
Si è già fatto un'idea di che girone sarà il raggruppamento A di quest'anno?
"Parliamo ad oggi, perché con questo mercato così lungo i giocatori stanno spostando molte energie sul controllare il telefonino piuttosto che allenarsi con concentrazione. Tutte le squadre hanno esuberi, ci sono situazioni delicate, giocatori fermi, e questo disturba anche noi, sinceramente. Detto questo, nella nostra regione c'è una super favorita che è l'Union Brescia, poi ci sono squadre ben attrezzate che arrivano forti dall'anno scorso, come il Cittadella e il Trento, che è un'ottima squadra. Ci siamo anche noi, che abbiamo fatto bene, e poi ci sono realtà ambiziose come il Treviso, che ha speso molto e fatto acquisti importanti. Sarà sicuramente un girone divertente, con qualche sorpresa positiva e negativa".
Il Treviso è la neopromossa più pericolosa del girone?
"È una squadra con un grande passato, ora una società in ascesa: primo anno in Serie C, delicato, ma con una rosa molto attrezzata per i giocatori che ha acquisito. Poi ci sono squadre che fanno questo campionato da anni, come l'AlbinoLeffe e l'Arzignano. Anche il Novara si è rinforzato molto bene, mi sembra una rosa importante, così come l'Alcione Milano, che ha fatto due stagioni di alto livello. È un girone che conosciamo bene, lo facciamo da 17 anni e siamo rodati in questa categoria".
Mancano due settimane alla fine del mercato: a che punto siete tra entrate e uscite?
"La squadra l'abbiamo composta, ma come tutti abbiamo giocatori che per esigenze personali vorrebbero cambiare aria, ed è difficile perché diventano molto distratti. In questo momento è complicato fare uscite, perché tutte le squadre hanno esuberi. Abbiamo poi elementi importanti, protagonisti di un campionato strepitoso lo scorso anno, attenzionati da altre società: sono i nostri punti cardine, ma anche loro ricevono attenzioni e sono distratti. Ogni giocatore ha un prezzo, e in base a quello si valuterà. Penso che tutti i direttori sportivi continuino a dire che il mercato è troppo lungo, che andrebbe chiuso prima dell'inizio del campionato: in questa situazione non è più calcio, perché i ragazzi sono troppo distratti, non riescono a tenere la barra dritta e a mettere tutto il focus sulle partite. Appena finito l'allenamento, molti prendono il telefono per vedere se il procuratore ha trovato qualcosa. È scomodo, ma non possiamo farci niente: dobbiamo convivere con questa situazione ancora due settimane".
Perché non si è mai deciso di accorciare la finestra di mercato?
"Sinceramente non so come rispondere: servirebbe la volontà di chiudere prima le operazioni, invece si tende a portare tutto avanti, ad arrivare all'ultimo anche per questioni di convenienza economica sui contratti. I calciatori si trovano allo scadere senza un contratto e accettano situazioni che il mese prima non avrebbero mai accettato. Anche nella sessione invernale un mese di calciomercato con quattro partite di campionato di mezzo è troppo: se il girone d'andata finisce il 22-23 dicembre, si potrebbe arrivare fino al 15 gennaio e ridurre la finestra di almeno 15 giorni".
Quest'anno in Serie C c'è la novità del Salary Cap: è cambiato qualcosa nell'operatività sul mercato?
"Per noi non è cambiato nulla, perché il Salary Cap ce lo siamo autoimposto da 15 anni: siamo molto tranquilli da questo punto di vista. Le società devono garantire di iniziare il campionato, ma soprattutto di finirlo: basta con penalizzazioni di punti o squadre eliminate a metà girone, serve un campionato regolare dall'inizio alla fine. Come sempre, le squadre più grandi hanno ingaggi più alti ma anche introiti maggiori, quindi il divario resta ampio. Noi, che siamo piccoli, dobbiamo avere tante idee, gestire bene il pacchetto economico e sbagliare il meno possibile, perché non abbiamo grandi margini per rimediare con nuovi innesti. C'è poi la lista di 23 calciatori per il settore giovanile prevista dalla Lega Pro: un'ulteriore limitazione, tanto che ci sono in giro calciatori importanti, anche svincolati, che restano fermi per la legge del mercato".
Qual è l'aspetto dell'Alcione che la preoccupa di più in vista dell'esordio?
"È una società amica, vicina a noi: stanno lavorando molto bene, con persone serie e un bel tecnico, e conoscono bene la categoria. Sarà una partita difficile, ma abbiamo le armi per proteggere il nostro percorso: abbiamo il giusto rispetto per l'avversario, ma dobbiamo anche imporre il nostro calcio. Sarà una bella sfida, molto tirata, come sempre in questo girone".






