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A.A.A. Candidato cercasi…disperatamente. Lotito spieghi che fine ha fatto Infront con i suoi sponsor. Miele alle prese con il bilancio e Coni (ci risiamo) con il  format a 60TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 19 novembre 2015, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

A.A.A. Candidato cercasi…disperatamente. Lotito spieghi che fine ha fatto Infront con i suoi sponsor. Miele alle prese con il bilancio e Coni (ci risiamo) con il format a 60

Ora è caccia al candidato. Questo è il clima particolare che si vive in Lega Pro. Una strana atmosfera aleggia sulle imminenti elezioni della governance. Quella che dovrà interessarsi della gestione a venire. Si susseguono, incessantemente, candidati. Approcciati da chi, come Lotito, Carraro, Tavecchio, vorrebbe mantenere lo status quo.

Si lancia un nome, si verifica cosa possa produrre (non solo in fatto di gradimento) e poi, nel volgere di un lasso di tempo limitato, si passa oltre. Avanti con un altro. Per non parlare di quelli che scrivono perché tutto cambi affinchè, nella sostanza, nulla cambi. Soggetti specializzati nel denigrare e nel parlar male di altri. Con il solo scopo di costruire una cortina a protezione di Tavecchio.

Nulla di nuovo, pertanto?

Si potrebbe dire che è un gioco nel quale qualcuno ha acquisito una specializzazione di lungo corso. Trascurano (Tavecchio, Lotito e Carraro) un piccolo elemento. La volontà dei club. La volontà dei presidenti. Molti di loro infatti (…la maggioranza) hanno compreso che lo status quo prevede il sacrifico della Lega Pro. Dei loro stessi interessi.

Un esempio?

Lotito aveva promesso che avrebbe portato sponsor, che avrebbe garantito risorse economiche attraverso la Fondazione, che avrebbe fatto erogare contributi dalla Federcalcio.

Qual è stato il risultato? Zero. Ovvero, ancor meno. Si perché con l’escamotage di quel “famoso” fondo perduto di 500 mila euro, per i ripescaggi (a proposito dove eravate Aic ed Aiac?) si è tagliato il format, della Lega Pro, riducendolo a 54 club. 

Perchè? Per comprimere e rendere meno efficace il peso politico della terza serie in Figc (quel benedetto 17% che fa da ago della bilancia in Federcalcio da tanto fastidio). Non è vero che: meno Società, più soldi. Vero è, caso mai, il contrario. I presidenti hanno compreso che, ove si procedesse ad un ulteriore taglio, percepirebbero minori risorse finanziarie sia dalla Fondazione che dalla Figc. Scomparirebbe dalla scena qualsiasi disegno di riforma dei campionati. Il calcio italiano. Tutto il calcio italiano, sarebbe relegato a ruolo di gregario, nelle retrovie di quello europeo.

La prossima assemblea elettiva chiede responsabilità. Scelte attente, oculate. Solo una governance forte, libera ed autonoma dai “potentati” capitolini, può agevolare l’apertura al disegno della riforma del calcio italiano: missione per ciascuna Lega, sostenibilità economica e regole, passando dalla quale si deve giungere ad una riduzione dei Club. Iniziando proprio dalla serie A.

Sento di farmi portavoce dei presidenti i quali, sull’argomento che vado a trattare, attendono da molti mesi una risposta dal “magno” Claudio. Nella sua agguerrita “campagna”, in favore della vecchia governance, aveva garantito i suoi interlocutori che Infront avrebbe portato uno sponsor con svariati milioni di euro. Che la stessa (Infront) si sarebbe interessata del progetto streaming andando a recuperare maggiori risorse finanziarie.

Bene! Di tutto ciò cosa ne è stato? Nulla, solo l’alzarsi di una cortina fumogena sostenuta da promesse vacue e mai mantenute. Bugie per la necessità di sorreggere, allora, Macalli. Ora invece, Lotito si è gettato sulla ricerca di candidati. Tentando manovre che confondano gli obbiettivi reali. Imbonendo chi pensa (e/o spera) di avere un ruolo nel futuro.

Prosegua pure con questa condotta, il “magno” Claudio, a danno degli interessi dei presidenti di Lega Pro. Contro gli unici che andrebbero a rimetterci di tasca propria e che, pertanto, non glielo consentirebbero. Mai!

Tanto e quanto, alla luce degli ultimi eventi, sta finalmente emergendo. Come realtà inconfutabile. Scosso dalle numerose inchieste della Magistratura ordinaria, Il disegno di chi trama in silenzio, a danno del calcio italiano, è ormai giunto al capolinea. Sarà il caso che, chi di dovere, si rassegni e se ne faccia una ragione.

Nel frattempo, la prossima sarà una settimana dai connotanti particolarmente interessanti. Si apre lunedì 23 novembre con l’assemblea per il bilancio. Quello bocciato due volte nell’ultima gestione Macalli. Sarà approvato a condizione che i club siano salvaguardati da possibili azioni di responsabilità. Il dottor Miele, anche a protezione di se stesso, ha l’obbligo di garantire le dovute azioni a tutela degli interessi dei club. Del resto Belardino Feliziani gli ha consegnato un quadro nitido. Inalterabile. Inattaccabile. Una vera ancora di salvaguardia, appunto. Sarà sufficiente seguire quel tracciato e non ci saranno problemi.

Il giorno successivo (24 novembre) avrà inizio presso il Coni il contenzioso promosso da Pro Piacenza e Pro Patria (cui si sono unite Reggiana, Spal, Santarcangelo, Sud Tirol, Feralpi Salò, Pavia, Prato, Lumezzane, Tuttocuoio, Melfi, Catanzaro, Paganese, Fidelis Andria, Albinoleffe e Pontedera) per preservare l’attuale format della Lega Pro a 60 squadre. Le Società ricorrenti chiedono che venga disposta una sola retrocessione, per girone, per consentire il reintegro dell’organico al numero previsto dall’articolo 49 del norme federali (con tre sole retrocessioni e 9 promozioni dalla serie D si tornerebbe a 60 unità). La “battaglia” sarà aspra. Ci si augura che tutto si esaurisca con il giudizio emesso dal Tribunale dello Sport del Coni. Come nelle unanimi aspettative. A priori non si può però escludere che la vertenza possa sconfinare al Tar del Lazio e, eventualmente, al Consiglio di Stato. Entrambi, stante la procedura speciale, dovranno eventualmente pronunciarsi prima del termine del campionato in corso.

Non c’è che dire! Un bel tiro incrociato sulla Figc. Tavecchio già chiamato a  destreggiarsi tra “banane”, “ebreacci” ed omosessuali…si troverà presto tra le mani anche questa bollente patata. Rischia di scottarsi.

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