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ESCLUSIVA TLP - Tuttocuoio, il saluto di Balde: "Porteró sempre Ponte a Egola nel cuore. Ma prima c'è Siena, conquistiamo la vittoria!"TUTTOmercatoWEB
© foto di Claudia Marrone
venerdì 18 dicembre 2015, 23:00Interviste TC
di Claudia Marrone
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Tuttocuoio, il saluto di Balde: "Porteró sempre Ponte a Egola nel cuore. Ma prima c'è Siena, conquistiamo la vittoria!"

La vita mette sempre di fronte a delle scelte da fare, alcune semplici da prendere, altre più complesse: perchè ogni scelta presa cambia il corso della tua esistenza. E per prenderle ci vuole coraggio, ma quando sono prese indietro non si torna. Ed è così che martedì Abdoulaye Balde, Abe come tutti lo chiamano, volerà negli Stati Uniti salutando definitivamente il Tuttocuoio, squadra nella quale milita ormai da quattro anni: domani l'ultima gara in maglia neroverde. TuttoLegaPro.com contatta il classe '88, che ai nostri microfoni racconta la vigilia dell'importante sfida contro la Robur Siena e il suo percorso a Ponte a Egola: tanti ricordi, tanti amici, e una parte di sè lasciata li per sempre.

Poco meno di ventiquattro ore alla tua ultima gara con la maglia del Tuttocuoio. Quali sono le sensazioni di questo momento?

"Non nascondo che sono molto emozionato, ma non sto pensando al fatto che è la mia ultima gara in Italia, sto pensando soprattutto al momento difficile che stiamo vivendo per i risultati e che dobbiamo assolutamente cambiare: domani ci aspetta una partita molto importante, dobbiamo viverla quasi come fosse una finale, almeno un punto va conquistato. Ma l'obiettivo è la vittoria".

Ma veniamo al lungo percorso in neroverde. Qual'è il ricordo che più porterai nel cuore?

"In quattro anni ci sono tanti bei ricordi, ma sicuramente una delle giornate più emozionanti fu la vittoria del campionato di Serie D (nella stagione 2012-2013, ndr): ho capito che ce l'avevo fatta. Io prima di approdare al Tuttocuoio giocavo nel Forcoli, ma le ambizioni societarie erano diverse, e non avrei mai pensato di poter raggiungere il calcio professionistico, anche se era il mio sogno: era difficile fare il salto, ma la soddisfazione è stata immensa".

Come sei approdato a Ponte a Egola?

"Dopo la fine dell'esperienza di Forcoli, avevo bisogno di una squadra che avesse dietro una società seria, e avevo avuto contatti con il presidente Dolfi tramite un amico: sapevo che loro stavano cercando un elemento con le mie caratteristiche, e la cosa si è conclusa positivamente. A Ponte a Egola poi non ho trovato solo un'ottima società, ma anche una famiglia: inizialmente conoscevo solo due o tre persone, poi mi sono ambientato con tutti. Porterò per sempre questa fantastica esperienza nel cuore, rimarrò un tifoso neroverde".

Come hai visto cambiare questa squadra nel corso degli anni?

"Io il Tuttocuoio non l'ho vissuto solo in campo, ma anche fuori: li ho trovato amici veri. Dai tempi della Serie D fino ad adesso le nostre strade possono essersi pure divise, ma il legame è rimasto, e quando possiamo con tanti di loro ci troviamo. E' stata davvero un'esperienza che mi ha lasciato tanto, ho visto crescere una società e una squadra, oltre che le persone, e questo penso sia il cambiamento più bello che un club può avere: cresci umanamente e professionalmente. Alcuni dei miei ex compagni adesso giocano persino in Serie B, questo è sinonimo del grande lavoro che qua viene fatto di anno in anno".

A proposito di amici: se tu dovessi fare il nome di quello che più ti è rimasto nel cuore chi diresti?

"Ho legato davvero con tanti ragazzi, fare un solo nome mi è impossibile. Con tanti ragazzi ancora condivido lo spogliatoio, a esempio Colombini e Falivena, altri vado a vederli giocare quando posso, come Ferretti che ora milita nel Ponsacco, con altri mi sento spesso: con Arvia facevamo sempre il viaggio insieme da casa al campo, uscivamo, tanti momenti passati insieme. E come dimenticare Colombo. E' davvero difficile trovarne uno, in tanti mi hanno regalato molto".

Una scelta non semplice quella di trasferirti oltreoceano: quando è maturata?

"Il bisogno di stare vicino a mia moglie Chelsea, che vive in America, si è fatto sentire sempre di più, stare qua da solo non era semplice: mi mancava molto, mi dispiaceva che non potesse vivere la quotidianità con me. Lei inoltre, con tantissime rinunce e sacrifici, è stata due anni con me in Italia, glielo dovevo, era arrivato il momento: il calcio è in Italia come in America. Non nascondo che avrei voluto chiudere la stagione con il Tuttocuoio, non mi aspettavo di partire proprio ora, però ho approfittato del fatto che a gennaio scade il mio permesso di soggiorno in Italia: diciamo che sono stati una serie di eventi concomitanti. Ma una parte di cuore la lascerò sempre a Ponte a Egola".

 

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