ESCLUSIVA TLP - MartinaFranca, Viotti: "Ci possiamo togliere delle soddisfazioni"
Uno dei calciatori che possono essere considerati i valori aggiunti del Martina Franca è il portiere, Sergio Viotti, il quale si è ben comportato nella partita giocata contro un forte Foggia, al di là del fatto che è arrivata una sconfitta per i biancoazzurri: con alcune parate soprattutto tra i pali ha infatti tenuto in piedi i suoi, prima di subire gol. Viotti ha 25 anni ed è calcisticamente cresciuto nel Brescia, ha avuto tre anni fa l’occasione anche per trasferirsi all’estero, al Man City, ma non se n’è fatto nulla, però ha avuto modo di giocare anche sfide importanti in categorie superiori alla Lega Pro, facendo la B con Triestina, Juve Stabia e Grosseto, e raccogliendo anche 4 presenze nell’Under 21 italiana: nella scorsa stagione le sue buone prestazioni con il Monza gli valsero la chiamata della Pro Vercelli che già a gennaio scorso lo fece firmare. TuttoLegaPro.com ha intervistato Viotti per chiedergli innanzitutto se ci sia rammarico in lui per non essere rimasto in B, e poi un commento al tipo di campionato che sta facendo il Martina.
“La scelta di passare alla Pro Vercelli nel gennaio scorso fu fatta perché avevo giocato un buon campionato nella stagione precedente, le richieste c’erano, e allora decisi di tornare in B dopo esserci già stato a Castellammare, a Trieste e a Grosseto. Avessi avuto la sfera magica, sicuramente avrei scelto diversamente, ma non è una polemica: nel calcio ci sta di non trovare spazio, c’erano delle grandi persone a Vercelli che erano il preparatore De Giorgi e il primo portiere Russo, quindi non è che mi abbia pesato poi tanto il fatto di non giocare: ho cercato sempre di imparare e mi sono messo a disposizione”.
Nella scorsa stagione poi è stato a Monza.
“Sì, perché ai tempi della Juve Stabia avevo avuto Pea come allenatore, e lui mi ha voluto a Monza perché tra me e lui si era instaurato un rapporto professionale apprezzabile. C’era un progetto importante a Monza per vincere il campionato ed essere protagonista, ma poi le cose andarono male, e a gennaio dovetti fare una scelta. Volli tornare in cadetteria, passai alla Pro Vercelli, non riuscii a giocare ma ci sarà comunque occasione per tornare ad avere spazio in B”.
Anche a Martina Franca si sono rischiati problemi economici, poi alla fine la proprietà è cambiata. Come aveva vissuto quel periodo particolare?
“Mi sembrava di rivivere i fantasmi del passato, i brividi sulla schiena mi sono venuti, perché speravo di non rischiare che si facesse la stessa fine del Monza. Se fosse successo, sarebbe stata sfortuna. A Martina Franca le cose stanno andando bene perché si è insediata la nuova società, vediamo il da farsi”.
La rosa della vostra squadra non è messa male, avete giocatori come Baclet, Schetter, Bogliacino, Migliaccio e Antonazzo…
“Infatti, sono stati i problemi societari a togliere un po’ di equilibrio all’ambiente, però sono convinto che con il gruppo che abbiamo ci si possa togliere delle soddisfazioni, sperando che arrivi qualche rinforzo. Abbiamo bisogno che la rosa sia completa”.
Sul campo avete raccolto dodici punti, si poteva fare meglio?
“Certamente abbiamo lasciato per strada almeno cinque punti”.
Contro il Foggia ha tentato di mantenere inviolata la propria porta con alcune parate importanti, ma invece avete perso due a zero.
“Indubbiamente il Foggia è una squadra molto organizzata, e faccio i complimenti a mister De Zerbi che è anche un mio concittadino, al quale auguro il meglio: abbiamo giocato insieme, e so che è un grande professionista. Alla lunga è uscita fuori la qualità del Foggia che ci ha messo alle strette, ma le nostre battaglie da vincere non sono contro Foggia o Benevento, sono altre le battaglie da vincere”.
Che cosa vede nel suo futuro?
“Sono di proprietà del Martina perché avevo rescisso col Chievo e avevo deciso di rimettermi in gioco a livello personale, spero di poterlo fare nel migliore dei modi”.
Quanto conta per un calciatore giovane avere uno staff importante per la crescita, come è stato col Chievo?
“Sicuramente conta molto per la crescita personale di un ragazzo giovane, ma quando arrivi a venticinque anni è chiaro che devi responsabilizzarti di più. Sono molto contento delle mie prestazioni, speriamo di fare bene a livello anche di punti”.
Nel girone C qual è la squadra migliore secondo lei, quella che potrebbe vincere il campionato?
“Ce ne sono tre che possono giocarsela alla grande, ma anche una quarta. Foggia, Benevento e Casertana sicuramente, e poi bisogna stare attenti al Lecce: io ho avuto Braglia come allenatore, lui sa il fatto suo e ha vinto campionati. C’è il Catania che è a sua volta una squadra molto forte ma è penalizzato in classifica, e una piazza come Catania merita ben altri palcoscenici”.
Lei è stato allenato da molti preparatori e allenatori, ce n’è qualcuno che le ha insegnato tanto e che deve ringraziare?
“Personalmente ne ringrazio tanti, in particolare tra i preparatori dei portieri devo ringraziare Giacomo Violini, che mi ha cresciuto fin da quando ero giovanissimo nel Brescia. Come allenatore in primis devo ringraziare Iachini, che mi ha dato la possibilità di debuttare con la squadra della mia città, e ringrazio anche Fulvio Pea”.
Piatto preferito?
“Le lasagne della mamma: quelle non le batte nessuno. Io sono molto tradizionale”.
Il suo sogno calcistico qual è?
“Mi auguro di togliermi le mie soddisfazioni, di dare sempre il massimo, e di poter giocare in Serie A”.
Ha mai pensato nella sua vita di non potercela fare e di smettere?
“Mai. Il calcio è la mia passione, e se a venticinque anni decidessi di mollare significherebbe che qualcosa non va. Ho giocato nelle Nazionali giovanili, compresa l’Under 21, ho fatto il ritiro con il Manchester City, e sogno di tornare nel calcio che conta”.
Il portiere più bravo che ha trovato sulla sua strada?
“Nel girone C credo che siano in tre, sono Narciso del Foggia con cui ho giocato insieme, Gragnaniello della Casertana che ha molta esperienza, e poi Filippo Perucchini del Lecce che è un mio grande amico”.
In conclusione?
"Colgo l'occasione per rivolgere i più sentiti auguri di un buon Natale e di un felice anno nuovo a tutti i lettori e agli sportivi che hanno la passione per il calcio".


