Focus Mercato: AlbinoLeffe, buoni interventi, intoppi last-minute e...una "storica" incognita
Il ds Valoti, alla vigilia dell'inizio delle contrattazioni del mercato invernale, era chiamato ad un super-lavoro. Del resto, l'AlbinoLeffe che esordì nella prima di campionato contro il Sudtirol era di fatto costruita per la Serie D, la categoria nella quale avrebbe dovuto militare la "Celeste" se il ripescaggio non fosse andato a buon fine. Tantissime e impellenti le necessità riposte da mister Sesia sotto l'albero di Natale: a parte i centrali di difesa e il play-maker, per il resto ogni arrivo avrebbe potuto essere plausibile per quanto (poco) fatto vedere nel girone di andata dai seriani. E' stato un mercato soprattutto in entrata, con quattro "benvenuti", due "arrivederci" e un "bentornato": un bilancio in chiaroscuro quello della dirigenza bluceleste, che ha mostrato di muoversi bene in alcune scelte mentre sembra aver tergiversato in merito ad altri nodi.
Molto interessante il nuovo disegno a centrocampo, il reparto nel quale si è agito con maggior decisione. Daniele Dalla Bona, esperto centrocampista proveniente dal Mantova, ha già dimostrato nell'esordio contro il Bassano di poter dare quella concretezza sulla linea mediana che spesso è venuta meno negli ultimi mesi: senza dubbio un acquisto di valore. In cerca di rilancio è anche Guillaume Legras, mezzala svincolata che mister Sesia conosceva bene dai tempi di Barletta dove tecnico e giocatore avevano lavorato congiuntamente: sprazzi di vivacità e voglia di dare il proprio contributo per il francese tascabile nel mese di gennaio, anche se è da capire quale possa essere per lui la posizione migliore all'interno dello scacchiere seriano, alla luce del recente cambio di modulo. Saluta la truppa con destinazione Cuneo Giuseppe D'Iglio, volitivo centrocampista hombre del partido nella vittoria contro il Renate a Bergamo.
Qualcosa in più era invece lecito attendersi dal mercato per quanto riguarda la difesa e, nello specifico, le corsie laterali.
Non è un mistero che la corsia mancina rappresentasse una priorità per gli uomini di mercato blucelesti, ma arrivare all'ultimo giro di giostra delle contrattazioni può essere davvero rischioso. Così, tra intoppi e ripensamenti, non è arrivato il degno erede di Regonesi (o, più recentemente, di Anghileri): niente Zanchi dal Matera, quando ormai la penna doveva solo incontrare il foglio per apporre l'agognato autografo. E' invece arrivato, all'apertura di sessione, Johad Ferretti, giovane anch'egli svincolato, reduce lo scorso anno dall'esperienza proprio a Matera: contro il Bassano è stato proprio lui a coprire l'out di sinistro, anche se ha impostato l'inizio di carriera sulla corsia opposta essendo destro naturale.
I fari erano puntati ovviamente tutti sull'attacco, essendo questo il reparto che ha evidenziato i maggiori problemi (peggio degli avanti bergamaschi solo i colleghi della Pro Patria). E' uscito dal roster Cristian Brega (direzione Lavagna) che, nei professionisti, non ha per ora confermato quanto di buono evidenziato nei dilettanti, mentre Pablo Ezequiel Banegas, esterno offensivo, compie il tragitto inverso rispetto a D'Iglio: dal "Paschiero" al "Fratelli Azzurri d'Italia". I fuochi artificiali sono rappresentati però dal (terzo) ritorno a casa di Massimiliano Pesenti, che, in arrivo da Reggio Emilia, si appresta a vivere l'ottava stagione (più o meno intera) in maglia bluceleste. Autentica croce e delizia della piazza orobica, sta a lui scegliere che tipo di maschera -visti i tempi carnevaleschi- vorrà indossare: quella impacciata e a volte indolente dello scorso anno (1 gol in 21 presenze) o quella di salvatore della patria (11 reti e 25 gettoni) esibita giusto la stagione prima?


