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ESCLUSIVA TLP - Renate, il ds Andrissi: "Tornati a lottare ma percorso ancora lungo. Girone A troppo competitivo, perché non fare tornei misti?"TUTTOmercatoWEB
Gianluca Andrissi
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
mercoledì 24 febbraio 2016, 21:00Interviste TC
di Dario LO CASCIO
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Renate, il ds Andrissi: "Tornati a lottare ma percorso ancora lungo. Girone A troppo competitivo, perché non fare tornei misti?"

Nel Girone A la lotta salvezza è serratissima, con molte squadre racchiuse in una manciata di punti. Emerge nelle ultime giornate il Renate, che ha completamente invertito il rendimento da quando sulla panchina nerazzurra è arrivato mister Giovanni Colella. Sul bel momento della squadra lombarda, TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il direttore sportivo delle Pantere, Gianluca Andrissi. Ecco cosa ci ha raccontato:

Cinque vittorie, un pareggio e sole due sconfitte con mister Giovanni Colella. Una scelta che si è rivelata più che felice.

"Premesso che bisogna restare con i piedi per terra, col presidente e il direttore generale Crippa eravamo sicuri di aver fatto una buona scelta. Abbiamo fatto le cose con molta calma, i profili valutati erano tantissimi. Abbiamo scelto Colella per la cultura e la conoscenza della categoria. È un po' prematuro parlare adesso, ma almeno ora siamo tornati a lottare per la salvezza diretta, anche se ci aspetta un percorso ancora lungo e difficile". 

A proposito della salvezza, il Girone A è equilibratissimo.

"Tutte le partite nascondono grandi insidie. Sono tutte squadre forti, dalla prima all'ultima in classifica. Anche la Pro Patria ha dimostrato di potersela giocare con chiunque. Non ci sono partite abbordabili. Facendo un discorso che va oltre il Girone A, mi sembra quasi assurdo che ci sia tutta questa competizione. Io propenderei per un girone verticale, misto, che non sia territorialmente limitato. Per me la Lega Pro è una serie molto difficile e formativa. Nel Girone A ci sono almeno dieci squadre che hanno dietro società solidissime, sono potenze economiche. Per tante altre squadre mantenere la categoria è quasi un miracolo. Per fare un esempio, l'Alessandria è nelle prime posizioni del girone, è in semifinale di Tim Cup, ha eliminato squadroni come Palermo e La Spezia: questo deve far riflettere il calcio italiano, la terza serie è una realtà molto competitiva, e nel Girone A ci sono tante corazzate".

Questa concentrazione di squadre così forti penalizza quindi chi lotta per posizioni di media classifica?

"Sì, può darsi. Voglio sottolineare che si tratta solo di un mio parere, ma un girone misto è anche un'occasione di crescita. Quando una squadra del nord si confronta con realtà del centro e del sud e viceversa per me è un'esperienza formativa". 

Quindi l'alternativa all'attuale divisione sarebbe quella di creare gironi casuali che possano trovare al proprio interno tutte le squadre di Lega Pro, dal Sudtirol all'Akragas? 

"Per me sarebbe una bella esperienza formativa come detto. È chiaro che molti potrebbero storcere il naso perché ovviamente si tratterebbe di affrontare maggiori spese di trasferta. Ma quello di Lega Pro è un campionato unico, non c'è più neanche la Seconda Divisione, è un torneo molto competitivo e così forse si avrebbe più equilibrio".

Sul mercato il Renate ha effettuato pochi movimenti, tutti mirati. Una strategia che avevate in mente sin da subito?

"Noi chiaramente sapevano che bisognava fare immediatamente qualche acquisto. E infatti gli inserimenti sono stati fatti ad inizio mercato, perché sulle quattro partite del mese di gennaio bisognava arrivare già rinforzati. Era indispensabile operare immediatamente e così è stato fatto. Siamo rimasti molto contenti, abbiamo implementato la rosa con gli uomini giusti".

Cosa risponde a due nomi, uno andato via, l'altro tornato in nerazzurro: Kondogbia e Florian.

"Con quel cognome ovviamente Kondogbia si portava dietro delle aspettative enormi. È un ragazzo che ha sempre giocato in Francia e in Belgio. È chiaro che era difficile per lui potersi inserire nel campionato italiano, la Lega Pro come detto è molto difficile, con tanti giocatori anche di categoria superiore. Il ragazzo ha pagato il prezzo del suo nome, anche se mi preme sottolineare il fatto che sia un atleta encomiabile, un vero professionista. Su Florian non posso nascondere che sia un giocatore che mi è sempre piaciuto. Quando abbiamo deciso di riportarlo al Renate io non avevo dubbi che avrebbe fatto bene. È un grande giocatore, anche forse sottovalutato rispetto alle sue potenzialità".

Il Renate è atteso dalla sfida di Padova. Ad agosto in una precedente intervista disse che potevate dare fastidio a chiunque (Leggi QUI).

"Quello era il mio intento iniziale. Non sempre ci siamo riusciti. Ma come detto non ci sono partite facili, sono tutte gare complicate e l'avversario non è poi così importante. Il Padova è una società di grande livello e lignaggio. Noi andremo lì per giocare la nostra partita. Poi fuori casa fino adesso abbiamo raccolto più che in casa, speriamo di proseguire su questa linea e raggiungere l'obiettivo". 

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