La nuova Serie C al via con gironi geograficamente inediti. La formazione dei giovani, mission della categoria. Il guazzabuglio dei ripescaggi
Una nuova Serie C all’orizzonte. Un progetto importante. Una mission idonea alla categoria. Aspetti diversi di una indispensabile riforma del sistema. Generale. Dalla serie A in giù. Dilettanti inclusi.
Allo studio un progetto di competenza specifica della Lega. La nuova conformazione dei campionati. Nella composizione dei gironi. Una connotazione diversa. Quella attuale esporta una immagine ristretta. Da Interregionale, in quanto vincolato alla latitudine. La scelta ponderata di un assetto geografico diverso. Che non sia vincolato al nord, al centro ed al sud. Che non sia limitativo alla tradizione ed al territorio. La serie C trasformata in un campionato realmente nazionale. Una decisione che, nello spirito della nuova governance, dovrà essere sottoposta a parere dell’assemblea ed in essa condivisa.
Che dire, per esempio, di una Siracusa opposta, nello stesso girone, alla Cremonese. Di un Venezia contro il Monopoli. Nel Paese dei campanili attirerebbero l’attenzione generale. Si uscirebbe dalla monotonia riscontrata nelle ultime stagioni. Una ventata di freschezza in quei progetti che la categoria deve saper rappresentare. Il problema delle maggiori spese, certamente sollevato da qualcuno, non sussisterebbe. Sarebbe sufficiente saper programmare le trasferte, calendario alla mano, già ad inizio di stagione.
Insisto da sempre che il sistema calcio deve essere riformato. Ogni categoria deve assolvere ad un compito. Al proprio compito. Identificando quella mission alla quale più sopra mi sono già richiamato. La serie C deve diventare una “officina” per la formazione dei giovani. Occorrono progetti. La Lega va dotata di risorse. Di strutture idonee e di docenti specializzati. Professionisti capaci di far fare il salto di qualità per recuperare posizioni, da tempo smarrite, nei confronti di altri paesi europei. Nazioni calcisticamente più evolute dell’Italia.
In questo sarà determinante la stesura del nuovo testo della ex legge Melandri. I diritti televisivi rappresentano una fonte notevole di risorse. Principalmente, nel presente, per la serie A. Il legislatore nella stesura di quel testo è chiamato ad un compito impegnativo. Determinante. Il nuovo decreto dovrà far fare il salto di qualità al calcio italiano. Adottando una politica nuova. Con una modifica radicale. Tale da indirizzare quelle notevoli risorse verso una ripartizione programmata. Più equa e specifica. Evitando che rimanga soltanto a livello di una semplice distribuzione.
Un guazzabuglio i ripescaggi in serie C. Non hanno diritto ad accedere a quella procedura le Società che nelle ultime stagioni sono state penalizzate per illecito. Sportivo ed amministrativo. La lista è lunga. Comprende quelle già retrocesse. Ci sono Pro Patria, Savona e Lupa Castelli. Ce ne sono anche diverse altre che stanno disputando i play out. La cernita sarà notevole.
Il 20 maggio la Federcalcio ha pubblicato il comunicato 388/A sul quale è meglio stendere un velo pietoso. Fa riferimento a una ipotetica 2^ Divisone (ex C2) cancellata da tre stagioni ( leggi qui ). Un copia e incolla la cui inesattezza la dice lunga sull’aria che si respira in Figc. In quel comunicato vengono in ogni caso stabilite le norme previste per il recupero delle Società provenienti dalla serie D. Una prima chiama per le vincenti dei play off. Eventualmente una seconda in caso di rinunce. E così di seguito.
L’attenzione di tutti gli interessati è però concentrata sul Consiglio Federale convocato per il prossimo 7 giugno. Se n’è già tanto parlato. Gabriele Gravina ha da tempo manifestato la sua opinione, opponendosi fermamente alla linea Tavecchio. Si impernia tutto attorno ad un sottile gioco di alleanze. Ci si orientasse sul “fondo perduto” si registrerebbero molte defezioni. Cadrebbe l’interesse generale. Arrivare a completare il format a 60 squadre potrebbe risultare problematico.
Ci troveremmo dinanzi all’ennesima presa in giro. Si sarebbe alzata tanta polvere per nulla.


