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ESCLUSIVA TLP - Lupa Roma, pres Cerrai: "Ripescaggio? Largo ai giovani: con i big siam retrocessi contro i ragazzini. Play-off? Se le BMW fondono il motore..."
giovedì 4 agosto 2016, 21:20Interviste TC
di Sebastian DONZELLA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Lupa Roma, pres Cerrai: "Ripescaggio? Largo ai giovani: con i big siam retrocessi contro i ragazzini. Play-off? Se le BMW fondono il motore..."

Per il terzo anno consecutivo la Lupa Roma disputerà la Lega Pro grazie al ripescaggio odierno. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il presidente Alberto Cerrai, alla guida del club sin dalla sua nascita. 

La Lupa è ancora in Lega Pro. Cosa si prova?

"Diciamo che oggi abbiamo avuto l'ufficialità ma sapevamo da tempo di essere dentro: precisamente dal momento in cui ho deciso di mettere i soldi per pagare la tassa salatissima del ripescaggio. Siamo un piccolo club che fa sport con le sue piccole forze. Naturalmente c'è la soddisfazione di poter continuare questo percorso in Lega Pro. Come sto festeggiando? Riposandomi in giardino dopo una lunga giornata di lavoro".

Il fondo perduto di 250mila euro sarà un problema in sede di mercato?

"No e vi spiego perché. Nell'anno passato abbiamo disputato il campionato con tanti calciatori dal gran curriculum. Siamo arrivati ai play-out e, non contenti, siamo riusciti in mezz'ora a prendere tre gol dal Prato. Quel giorno noi avevamo in campo sei ex giocatori di Serie B mentre loro erano quasi tutti ragazzini. E quei ragazzini ci hanno spedito in Serie D. Questo per dire che i nomi non servono a nulla: i grandi ti vendono un ricordo di quello che sono stati. Meglio i giovani che devono costruirsi un percorso e hanno davanti la speranza di farcela, di arrivare nel calcio che conta. Per questo la nuova rosa sarà formata da tanti giovani di valore e da alcuni giocatori esperti, necessari in ogni gruppo".

Quindi obiettivo salvezza? Eppure quest'anno i play-off sono allargati...

"Noi vogliamo provare a salvarci il prima possibile. Riuscirci sarebbe bello. I play-off? Io da ragazzo correvo con le automobili: tante volte mi trovavo di fronte delle Ferrari, nettamente più forti di me. L'unica speranza che avevo era che si fondesse il motore altrui. A volte è accaduto e sono arrivato davanti alle Ferrari, a volte a fondere è stato il mio motore. Noi, come Lupa Roma, siamo un'Alfa Romeo in un campionato che comprende BMW e Ferrari. Noi dobbiamo essere la migliore delle Alfa Romeo per ottenere una salvezza tranquilla. Per i play-off, invece, dobbiamo sperare che qualche BMW e qualche Ferrari vengano guidate male o abbiano problemi durante il tragitto. L'importante, comunque, è evitare in tutti i modi gli ultimi cinque posti".

Dopo il Girone C e il Girone B, quest'anno sarete nel Girone A. Che ne pensa?

"Che grazie a questo girone allargo le mie conoscenze calcistiche a squadre mai affrontate e stadi mai visti finora. Molti di questi club, anche se non sono grandi, disputano la Lega Pro da tanti anni e questo non dobbiamo sottovalutarli. Faccio i complimenti al presidente Gravina che finalmente ha eliminato la divisione orizzontale che stava regionalizzando la Lega Pro. Ogni girone, comunque, ha i suoi pro e i suoi contro. Io al sud, ad esempio, non sono stato bene ma benissimo, giocando davanti a piazze vere. Per questo lo reputo il girone più bello in assoluto ma anche il più difficile, soprattutto a livello logistico. Arrivare in certi campi è molto difficile e le trasferte sono dispendiose: quest'anno, ad esempio, ci saranno squadre che dal centro Italia dovranno spostarsi quattro volte in Sicilia. Economicamente è un salasso". 

Quest'anno vi siete trasferiti a Tivoli dopo due anni ad Aprilia. Una mossa necessaria per ambire al ripescaggio...

"A tal proposito voglio fare tre ringraziamenti. Il primo ad Aprilia: non dimenticherò mai l'affetto della città che ci ha permesso di coronare il sogno della Lega Pro due anni fa. Adesso, però, il regolamento ci ha imposto di andare via e per questo il secondo grazie, sempe di cuore, va a Tivoli, al sindaco e alla cittadinanza, che ci hanno accolto a braccia aperte. Speriamo di ricambiare il loro affetto con del calcio bello, pulito e giovane. Infine grazie a chi non ci ha permesso, in questi anni, di poter giocare a Roma, la sede del club fino a poco tempo fa: una grande città come la Capitale tutto quello che ci ha regalato è indifferenza".

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