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ESCLUSIVA TLP - Vibonese, Saraniti: "Doppietta al Lecce da sogno dopo un inizio devastante. Pres eccezionale: in trasferta col pullman. Ecco le mie favorite"
lunedì 10 ottobre 2016, 22:00Interviste TC
di Sebastian DONZELLA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Vibonese, Saraniti: "Doppietta al Lecce da sogno dopo un inizio devastante. Pres eccezionale: in trasferta col pullman. Ecco le mie favorite"

Domenica indimenticabile per Andrea Saraniti. L'attaccante classe '88 della Vibonese, infatti, ha realizzato la sua prima doppietta in carriera permettendo ai calabresi di bloccare la corazzata Lecce sul pari. TuttoLegaPro.com ha intervistato il bomber e capitano dei rossoblù in esclusiva.

Due gol contro i salentini non capitano tutti i giorni, soprattutto perché voi avevate segnato solo due reti e loro non ne subivano da più di quattro partite...

"Data l'importanza del risultato e della prestazione è la più importante partita della mia carriera. E' una sensazione strana, quasi come un sogno, ma prima o poi, per la legge dei grandi numeri, qualcuno doveva interrompere questa serie. Siamo felici di averlo fatto noi e sono felice di aver segnato entrambe le reti in modo da poterle dedicare alla mia compagna Rosita e a nostra figlia Aurora. Bisogna però essere realisti: entrambe le reti sono arrivate su calci piazzati. Ma abbiamo meritato il pari, visto che il loro portiere era stato molto bravo nelle ripartenze".

La prima rete, su punizione, è stata da applausi... 

"Durante la settimana lavoriamo parecchio sui calci piazzati perché spesso risultano decisivi in Lega Pro. Io e Franchino, che abbiamo una gran botta, cerchiamo di calciare sul secondo palo. Col Lecce me la sentivo di battere e ho tirato forte sul lato lungo, esattamente come faccio sempre in allenamento. La palla è passata grazie anche a un mio compagno che ha coperto al momento giusto la visuale al portiere". 

Il secondo, invece, è arrivato su rigore.

"In quel caso sono stato bravo e fortunato. Bravo perché ho saputo prendere il tempo agli avversari. Fortunato perché la palla mi è rimasta sotto il piede ma con un rimpallo è arrivata a Leonetti e l'azione è continuata fino a quando il loro guardiapali ha travolto Cogliati. Non un grande intervento il suo ma è stato meglio per noi (ride NdR)".

Dopo sette stagioni sei tornato tra i professionisti. E con la fascia di capitano. Tante responsabilità tutte insieme...

"All'epoca, a Sorrento, ero giovane ed ero anche una testa calda: mi lamentavo di non giocare. Pretendevo spazio senza poterlo fare dato che davanti a me avevo, tra gli altri, un bomber come Paulinho. Adesso sono cresciuto e molto più tranquillo. Per il mio debutto in Lega Pro unica devo ringraziare mister Costantino che mi ha voluto riconfermare. Altrimenti sarei a raccontare su qualche altro sito l'ennesimo campionato di Serie D della mia carriera. Per quanto riguarda l'essere capitano ha deciso tutto la società: ha capito che in me poteva contare sia dentro che fuori dal campo e per questo mi è stata consegnata la fascia".

Passiamo alle note dolenti: fino a ieri eravate l'attacco peggiore della Lega Pro e al momento, comunque, avete segnato solo quattro reti.

"L'impatto con la categoria è stato a tratti devastante: ti ritrovi di fronte giocatori che arrivano dalla Serie B mentre noi abbiamo giocato prevalentemente in Serie D. Per fortuna ci siamo ambientati e abbiamo capito che dobbiamo giocare come sappiamo visto che i giocatori e il mister di categoria li abbiamo anche noi.
Per quanto riguarda me stesso, debbo confessare che l
e mie occasioni in realtà le ho sempre avute ma in alcuni casi mi è mancata un po' di cattiveria mentre in altre ho trovato di fronte dei portieri di gran livello. Non cerco alibi perché l'attaccante deve fare gol. Però devo stare tranquillo mentalmente e continuare a dare una mano ai compagni anche in ripiegamento: come ogni capitano mi interessa fare bene collettivamente, non singolarmente. Firmerei per vincerle tutte con un autogol nel finale come contro il Fondi".

La classifica è ancora deficitaria e la vittoria manca addirittura da quasi due mesi. Anche se, a onor del vero, avete affrontato tutte le prime cinque della classe...

"Abbiamo avuto un inizio di campionato tenerissimo (ride NdR). Questo non giustifica comunque le cinque sconfitte consecutive. Adesso, però bisogna affrontare le partite più difficili visto che ci troveremo davanti squadre alla nostra portata. Con squadre come il Siracusa ti giochi la salvezza e non puoi steccare partite del genere.
Per quanto riguarda la prima parte del campionato, onestamente, potevamo e dovevamo avere un paio di punti in più in classifica. Il gioco non ci è mai mancato, abbiamo avuto un po' di sfortuna e siamo stati anche poco incisivi in diverse circostanze. Comunque bisogna ricordare che la squadra è stata ripescata in extremis e questo non ci ha permesso di prepararci al meglio. Ma sono convinto che continuando così metteremo in difficoltà tanti club. Per fortuna le nostre avversarie hanno ottenuto più o meno i nostri stessi risultati. Qualcuna ha fatto un po' meglio come Akragas e Paganese, qualcuna anche peggio. E' un campionato senza pronostici perché ogni domenica è sempre una battaglia".

Al debutto, però, hai incontrato i tuoi ex compagni dell'Akragas. Non un'accoglienza tenerissima per te...

"L'Akragas, qualunque cosa si possa pensare, mi è rimaste nel cuore. Aver debuttato in Lega Pro unica ad Agrigento è stato veramente bello ma solo per i primi 30 minuti. Poi ho preso tante botte e per questo, quando ho segnato, ho esultato. Era anche giusto nei confronti dei tifosi calabresi che si erano fatti 500 kilometri per venirci a seguire. Dispiace che i tifosi siciliani se la siano presi per la mia esultanza ma li porto sempre nel cuore e non dimentico i momenti fantastici passati insieme. Gli stessi vissuti a Viterbo: sarebbe bellissimo riuscire ad affrontarli in Coppa: nonostante i tanti casini che combinai all'epoca, compresa una squalifica di 10 giornate, i tifosi e la società mi hanno sempre voluto bene".

A proposito di società: il presidente della Vibonese, Pippo Caffo, è tra gli imprenditori più importanti d'Italia. Com'è il rapporto con lui, soprattutto in una piazza medio-piccola come la vostra?

"Conosce a memoria tutti i nomi dei giocatori, delle mogli e dei figli. E viene con noi in trasferta in pullman. E' semplicemente una persona eccezionale che con grande umiltà è diventato un imprenditore ricco e rispettato. Non ci fa mancare mai nulla, auguro un presidente così a ogni squadra d'Italia. Giuro, non lo faccio per piaggeria ma perché è veramente un grande: a livello umano, lo definisco il Moratti della Lega Pro".

In chiusura una carrellata sulla Lega Pro: chi vincerà?

"Nel Girone A la Viterbese è una grande outsider anche se sarà molto difficile battere l'Alessandria. Io sono di parte e spero che vincano i laziali.
Nel Girone B credo che il Parma se la giocherà col Venezia ma alla fine saranno i gialloblù a vincere il campionato. Anche perché possono contare su Emanuele Calaiò, uno degli attaccanti più forti d'Italia, che conosco perché mi ha cresciuto suo fratello Umberto, mio ex procuratore, al quale devo molto.
Nel Girone C c'è grande equilibrio: non a caso quasi nessuna delle prime è riuscita a vincere nel week-end. Foggia e Lecce restano comunque le due squadre da battere anche se devono fare molta attenzione alle avversarie subito dietro".

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