ESCLUSIVA TLP - Melfi, pres Maglione: "De Vena non si muove, cerchiamo un terzino e una mezzala. Sarà dura salvarci ma vogliamo arrivare a 15 anni tra i Pro"
Come ogni anno le difficoltà sono tante. E come ogni anno la voglia di mollare è prossima allo zero. Il Melfi, attualmente penultimo nel Girone C di Lega Pro, cercherà di ottenere la permanenza in terza serie per festeggiare il quindicesimo anno nel professionismo. Per riuscirci sarà fondamentale non sbagliare nulla durante la sessione di mercato invernale. Per capirne di più TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il presidente dei gialloverdi, Giuseppe Maglione.
Fino ad ora avete ufficializzato una sola entrata: dal Mantova è arrivato in difesa Samuele Romeo. E adesso?
"Cerchiamo un terzino sinistro e una mezzala. Per entrambi i ruoli ci sono diverse trattative in corso con squadre di tutti e tre i gironi di Lega Pro. Poi cercheremo di mettere in piedi qualche scambio fra giocatori che non stanno trovando il giusto spazio che meritano".
Per la difesa si fanno i nomi di Felipe Curcio della Fidelis Andria e Vincenzo Di Somma del Cosenza.
"Per il primo l'interesse c'è già da tempo. L'Andria lo sa e sta valutando il da farsi. Con il club pugliese siamo in buoni rapporti, a breve ne sapremo di più. Di Somma è un altro nome nei nostri taccuini ma non è l'unico. Ci muoviamo su più fronti per scegliere nel migliore dei modi".
A centrocampo si fa il nome di Bambozzi dell'Ancona.
"Si, stiamo seguendo anche lui. Ma in questa fase del mercato ogni club vaglia tantissimi profili, quindi il fatto che sia seguito non significa che certamente arriverà. A centrocampo, inoltre, stiamo lavorando per arrivare a un giocatore importante che attualmente milita nel Girone B. Niente nome per scaramanzia".
L'esterno offensivo Lorenzo Longo, invece, ha dichiarato di voler rimanere all'Akragas.
"Per arrivare a lui stavamo valutando uno scambio ma nella pratica non c'è nulla. Noi comunque vogliamo gente motivata, di sicuro non arriverà nessun calciatore controvoglia o scontento".
Capitolo uscite: sul vostro capocannoniere De Vena c'è l'interesse di tanti club. Andrà via a gennaio?
"Ci hanno contattato un sacco di squadre ma noi vogliamo tenerlo qui fino al termine della stagione, anche se è in scadenza di contratto. Noi non ne facciamo un discorso economico ma pensiamo alla salvezza. Sarei stupido a cercare di recuperare qualche decina di migliaia di euro per poi correre il rischio di retrocedere. Credo che anche lui voglia rimanere con noi perché sa che qui sta facendo bene e che continuando così il prossimo anno potrebbe strappare un contratto importante in una squadra blasonata".
Di sicuro per salvarvi dovrete sistemare la fase difensiva. In passato è stato il vostro vanto, in questa stagione avete subito ben 41 gol...
"E' una cosa paradossale perché di solito la nostra fatica era andare in gol, non difenderci. Quest'anno è l'opposto. Credo che il problema sia di natura tattica. All'inizio, infatti, era stata impostata una squadra con un modulo a tre in difesa, scelto dal precedente allenatore. Il nuovo mister ha pensato di tornare alla difesa a 4 ma le caratteristiche di alcuni giocatori non erano ottimali per quel tipo di gioco. Per questo ora abbiam deciso di correre ai ripari puntando su giocatori più adatti al nuovo modulo mentre qualcuno dei difensori sotto contratto potrebbe andare via".
Come pensa sarà il girone di ritorno?
"Sicuramente difficile. La nostra forza sta nello spirito di sacrificio: con l'organizzazione vogliamo sopperire a qualche carenza tecnica. Le big hanno organici stratosferici, non credo faranno grossi cambiamenti. Chi si muove adesso sono le squadre dalla classifica medio-bassa. Vibonese, Taranto, Catanzaro, Paganese mi sembrano le più attive mentre Akragas e Messina aspettano movimenti societari interni prima di muoversi".
A proposito di big, anche negli altri gironi non scherzano...
"Parma, Venezia e Alessandria sono squadre blasonate che hanno investito tanto e che non credo rimarranno a lungo in Lega Pro. Altre squadre invece stanno ridimensionando le proprie rose visto che, ormai attardate, preferiscono fare i conti con il budget. Noi comunque rappresentiamo una realtà di 18mila abitanti, forse la Lega Pro per noi è una realtà sovradimensionata. Ma dopo 14 anni di sacrifici ci teniamo tantissimo ad arrivare a quota 15".


