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Pineto, Di Giuseppe: “Girone B affascinante. Delle Monache la nostra scommessa"

Pineto, Di Giuseppe: “Girone B affascinante. Delle Monache la nostra scommessa" TUTTOmercatoWEB
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 12:19Serie C
Il ds del Pineto Marcello Di Giuseppe presenta la nuova stagione: “Girone B difficile”. Poi mercato, Salary Cap, FVS e obiettivi.
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Il Pineto si prepara all'esordio in campionato nel girone B di Serie C, con la trasferta sul campo del Latina a fare da primo appuntamento ufficiale della stagione. Dopo il ko nel primo turno di Coppa Italia, il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe fa il punto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com sulla squadra costruita in estate, sul mercato ancora aperto e sulle ambizioni del club abruzzese.

Direttore, come arriva il Pineto alla gara contro il Latina? A che punto è la preparazione?
“Siamo curiosi e vogliosi. Ormai è da più di un mese che lavoriamo per l'inizio dell'attività agonistica, che ha già avuto un prologo. Siamo anche un pochino, tra virgolette, avvelenati perché la prima l'abbiamo persa. È vero che era Coppa Italia, è vero che si tratta ancora di calcio di precampionato, però domenica si fa sul serio e vogliamo assolutamente essere pronti, competitivi e vogliosi, per ribadire una stagione che ci auguriamo possa essere ricca di soddisfazioni”.

Siete soddisfatti del mercato? Cosa manca per completare la rosa di mister Barillari?
"Il mercato noi lo aggrediamo dall'inizio, abbiamo sempre operato così, nella nostra politica è un vantaggio. In teoria il finale di mercato ci interessa poco, però ci si può aspettare di tutto. Può anche succedere che al limite faremo un'uscita e a quel punto andrà compensata, perché fortunatamente abbiamo avuto e abbiamo giocatori richiesti. Potremmo quindi anche subire noi la trattativa e dovremo agire di conseguenza".

Tra gli innesti spicca quello di Delle Monache dal Lecce. Cosa vi aspettate da lui?
"Sulla carta sì, è un giocatore con un pedigree importante, un giocatore che doveva in teoria fare un altro tipo di carriera. La nostra volontà è quella di provare a rilanciare il ragazzo, che comunque è ancora molto giovane. E un giocatore del territorio, è un ragazzo della nostra terra, quindi siamo ben felici di provare e siamo convinti che sia una scommessa che vogliamo vincere su un giocatore che è indiscutibilmente un talento. Però il talento che uno ha innato deve essere coltivato e poi devi riportarlo in campo. Noi diamo la possibilità a Marco di rilanciarsi e lui sicuramente ci metterà del suo. È una scommessa che ci auguriamo assolutamente di vincere"

Come valuta il nuovo girone B, che ha accolto diverse squadre provenienti dalla Serie B?
“Noi rispettiamo il campionato, ci mancherebbe altro. In questi tre anni di permanenza il girone B è sempre stato molto competitivo. Ritengo però la Serie C una categoria competitiva, con i vari gironi che sono quasi dei campionati a parte e con difficoltà importanti in ciascuno. Il nostro girone quest'anno, almeno sulla carta, è particolarmente difficile perché ci sono piazze importanti e tre retrocesse che sono state inserite tutte nel nostro girone. Poi c'è il Latina, che l'anno scorso ha perso la finale di Coppa Italia, quindi è una squadra di blasone. Sicuramente è un girone difficile e complicato, dove sulla carta ci sono tante squadre e tante piazze importanti che punteranno a far bene. Qualcuna fisiologicamente fallirà, qualche sorpresa verrà fuori. È un girone assolutamente affascinante”.

Dove può arrivare il Pineto?
“L'obiettivo è sempre quello di provare a far bene. Noi ripetiamo sempre le stesse cose: far bene vuol dire passare dai 40 punti, perché intorno ai 40 c'è la salvezza, per poi arrivare ai 50, che per noi è già un buon risultato e sarebbe quello di fare i playoff. Dai 50 in su parliamo del sogno. Noi vorremmo arrivare al sogno, però per arrivare al sogno c'è uno step quotidiano, mensile, e poi di mese in mese vediamo dove riusciremo ad arrivare, pensando in positivo e soprattutto senza presunzione, ma con l'ambizione di poter arrivare a qualcosa che comunque ribadirebbe quanto fatto negli ultimi due anni”.

Quanto ha cambiato il vostro lavoro l'introduzione del Salary Cap?
“Onestamente noi abbiamo sempre pensato in questa direzione. Abbiamo la fortuna di lavorare in un posto dove c'è una proprietà molto forte, molto solida e territoriale. Questo ci consente di lavorare tranquilli e non abbiamo assolutamente nessun tipo di problema da quel punto di vista. Il Pineto è veramente un'oasi felice. Oggi, se guardiamo a quelle che sono le proprietà e a come sta cambiando il calcio italiano, questa cosa per noi rimane un vanto e una fortuna. Il nostro progetto nasce anche per la struttura di una società come il Pineto: deve valorizzare i giovani, lavorare sulla loro crescita e fare quello che, fortunatamente e anche con un po' di bravura, abbiamo fatto, cioè realizzare plusvalenze senza disdegnare il risultato del campo. Ma tutto questo passa da un bilancio sano. Se è possibile togliere qualche centesimo, qualche euro, da quello che è il budget della prima squadra per investire sul settore giovanile o sulle infrastrutture, quello è il nostro progetto. Non un risparmio effettivo economico, ma un risparmio per aumentare le potenzialità della società. Il Salary Cap e tutte queste cose ben vengano, anche se capisco che per certe società diventi problematico. È la bellezza di questo campionato: si affrontano piazze come Catania e, con tutto il rispetto, anche il Pineto, realtà molto più piccole, con budget diversi. Queste limitazioni per certi tipi di piazze e squadre, che hanno ambizioni e pressioni dovute anche alla necessità di dover vincere, è chiaro che possono stravolgere un po' il mercato. Però, come in tutte le cose, ci si abitua. Questo è il primo anno, è un anno zero, un po' più complicato. Io sono convinto che la strada della sostenibilità vada percorsa e questo è uno dei motivi per cui mi trovano d'accordo le nuove regole che la Lega Pro sta portando avanti”.

Come si può migliorare il Football Video Support?
“Il FVS è stato qualcosa di migliorativo. È ovvio che anche lì il discorso è quello di ampliare con le telecamere, perché anche il direttore di gara ha bisogno di poter vedere determinate situazioni. Ben vengano i miglioramenti. Di anno in anno mi aspetto miglioramenti dal punto di vista della qualità del FVS. La qualità può essere migliorata con altre telecamere, integrando i filmati che poi l'arbitro può vedere, perché da quel punto di vista ancora qualcosa viene a mancare. Io sono d'accordo, anzi d'accordissimo. È qualcosa che migliora tutti noi, perché anche il giocatore viene responsabilizzato in maniera diversa. Ben venga e dobbiamo, la Lega Pro ma il calcio italiano in genere, continuare su questa strada”.

Qual è la sua griglia di partenza del girone B? Luciano Foschi ha indicato il Ravenna come squadra di riferimento.
“Io mi trovo d'accordo sulla carta. È una di quelle che potrà dire tanto e sicuramente avrà un ruolo da protagonista. Non sarà però la sola. Oggi, se uno si mette a fare le candidate per piazza, per blasone e anche per come si sta muovendo o per chi si è già mosso, vedi il Perugia, è chiaro che ci sono cinque o sei squadre. Mettere il Pescara, mettere lo Spezia, mettere la Reggiana, mettere il Campobasso. Detto questo siamo già, se non sbaglio, a sei squadre, oltre al Ravenna che avevamo detto. A queste andranno aggiunte un paio di sorprese, di squadre che comunque possono assolutamente far bene. Possiamo già immaginare quello che sarà questo girone e questo campionato: un'annata difficile ma molto affascinante, dove bisogna essere bravi a lottare. “Io mi auguro che tutti possano ottenere i loro obiettivi, anche se chiaramente così non sarà, perché alla fine lo sport dobbiamo prenderlo per quello che è”.

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