Taranto, D'Addario a TLP: "L'obiettivo? Vivere un campionato sereno"
Ad un anno esatto dal suo ingresso al timone del Taranto, il presidente Enzo D'Addario - in esclusiva ai microfoni di Tuttolegapro.com - traccia un bilancio di questi 365 giorni pieni di emozioni e speranze, gioie e dolori condivisi con tutto il popolo rossoblù.
Presidente, può tracciare un bilancio di questo suo anno come numero uno del Taranto?
"Sono entrato in un mondo che praticamente non conoscevo e che si è dimostrato un mondo estremamente difficile, complesso e complicato. Più di quanto pensassi e più di qualsiasi altra iniziativa imprenditoriale. Sia sotto l'aspetto emotivo, sia sotto l'aspetto economico: bisogna avere rapporti con un gran numero di persone, arrivando persino alla Questura. E io che pensavo che si trattasse solo di giocare a calcio! Abbiamo dovuto organizzarci come struttura complessa: non bastano certo un Presidente ed un allenatore... Io avevo davanti a me l'immagine delle squadre di A e di B, invece in Serie C la situazione è diversa, soprattutto perché non si incassa denaro. Quindi è stato un anno, ma è come fossero stati dieci vissuti in altri settori. Sono comunque soddisfatto e contento. Mi fa molto piacere essere il proprietario di questa squadra. E spero di poter portare avanti i nostri progetti e i nostri sogni per far diventare il Taranto una società importante a livello nazionale".
Lei ha cercato di riportare dignità in un territorio che vive un profondo disagio, in cui le stesse casse comunali hanno conosciuto il fallimento...
"Sì, ma ora siamo usciti dal dissesto. La verità è che non siamo abituati a convivere con la crisi. E comunque non abbiamo mai chiesto aiuti. Quest'anno poi abbiamo cominciato ad avere dei supporters importanti, però lei sa benissimo che una squadra di calcio vive perché ha alle spalle un Presidente".
Soprattutto in Lega Pro, considerata anche la crisi che quest'anno ha spazzato via un numero spropositato di squadre...
"Bisogna organizzarsi. La crisi è un problema che non colpisce soltanto il calcio, ma è un problema che ha colpito un po' tutto il mondo".
Quale obiettivo si prefigge per questo anno calcistico?
"Avendo vissuto un anno difficile, l'obiettivo è vivere un campionato sereno. Noi vogliamo che il tifo, la città e le istituzioni possano vivere serenamente questo campionato e che possano venire allo stadio a vedersi una bella partita di calcio".
E' anche per questo che la vostra è una delle rarissime società che cerca di venire incontro ai tifosi ospiti mettendo il biglietto d'ingresso ad un prezzo veramente irrisorio? Anche per la prossima gara proponete i biglietti a soli 50 centesimi...
"Noi - come famiglia D'Addario e come società - avremmo avuto piacere che ci fosse la possibilità di venire incontro ai tifosi avversari proponendo il biglietto a 50 centesimi - che è praticamente come un biglietto omaggio data l'esiguità della somma, - ma purtroppo la 'Tessera del Tifoso' ci sta massacrando in tal senso. Senza di essa il tifoso avversario non può accedere al settore ospiti ed economicamente se non c'è il tifo, non è possibile che la società abbia il suo contributo. Io speravo che lo stadio fosse un luogo di riappacificazione, ma oramai è diventato come l'arena dei gladiatori".
Il Taranto è una squadra che si pone alla ricerca di giovani talenti e che ha questa apertura internazionale: avete infatti in rosa anche due ragazzi finlandesi e due svedesi.
"Per portare avanti una squadra, il primo punto è quello di gestire e curare ai massimi livelli il proprio settore giovanile. Io credo che il progetto più importante sia farlo crescere. Per quanto riguarda invece la presenza dei giocatori stranieri in rosa, è all'interno di un'ottica di scambio interculturale tra giocatori. E' molto bello poter arricchire le proprie esperienze in tal senso. All'interno del nostro organigramma c'è anche un dirigente inglese (Mike Hulls, ndr) e il nostro consulente di mercato (Valentino Angeloni, ndr) che collabora anche con l'Udinese".
Ma il Presidente non si ferma qui e nel salutarci ci lascia con questa certezza: "Non posso dire se ci metteremo due anni, tre o anche cinquanta, ma il Taranto andrà in Serie A".
[Si ringrazia il Presidente D'Addario per la disponibilità ed in particolare l´addetto stampa, Marco Sebastio]


