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ESCLUSIVA TLP - Giana Erminio, Marotta: "E' iniziato il nostro campionato. La fascia di capitano? Devo dare il 220% in campo e dentro lo spogliatoio"
martedì 26 settembre 2017, 22:00Interviste TC
di Claudia MARRONE
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Giana Erminio, Marotta: "E' iniziato il nostro campionato. La fascia di capitano? Devo dare il 220% in campo e dentro lo spogliatoio"

Buttare il cuore oltre l'ostacolo, troppo spesso più facile a dirsi che a farsi: ma la Giana Erminio ci riesce, dopo quattro giornate che hanno segnato il peggior avvio della storia biancazzurra tra i pro, torna a vincere, e lo fa espugnando il campo della Viterbese, in un match che non ha risparmiato colpi di scena. In un match dove si è finalmente rivisto il tanto atteso capitano, Matteo Marotta, finora in ombra. Su tutti i fronti: in campo la peggior copia di sè stesso, fuori dal campo taciturno, mai una parola in un post partita. 
Ma adesso la voce del capitano, con la pacatezza e l'educazione che comunque da sempre lo hanno contraddistinto, si sentono, e a parlare ai microfoni di TuttoLegaPro.com, è proprio il centrocampista.

"Non si può sempre perdere", lo canta anche Ligabue. E la prima vittoria stagionale è arrivata.

"Credo che quella di Viterbo sia stata una vittoria importante e meritata, abbiamo disputato una grande prestazione, creando tante nitide occasioni da rete e subendo sicuramente molto meno di quanto creato. Sono stati tre punti che hanno anche smosso la classifica, ma vincere è stato importante soprattutto a livello morale, una prestazione del genere stava mancando da ormai troppo tempo".

Come ti sei spiegato questa mancanza, per altro molto evidente di prestazioni?

"Se lo scorso anno siamo arrivati quinti in classifica, al di la della fortuna in qualche minima circostanza, era perchè eravamo una squadra molto buona, e anche quest'anno se quest'anno abbiamo perso pezzi come Viotti, Augello e Biraghi, per me punto importantissimo anche a livello di spogliatoio, non abbiamo cambiato molto, anzi, abbiamo semmai aggiunto qualità con l'arrivo di Bardelloni, e di certo non si può essere scarsi. Qualcosa che non quadrava c'era, è ovvio, ma probabilmente solo a livello di personalità nel giocare la palla: quando abbiamo mentalmente reagito, la prestazione è arrivata".

A proposito di personalità: un capitano molto taciturno quest'anno. Perchè nel disastrato momento iniziale la tua voce fuori dal campo non si è mai sentita?

"Se vengo chiamato a parlare in sala stampa o alla stampa in generale lo faccio, altrimenti preferisco stare zitto. Credo sia più opportuno confrontarmi con la squadra e il mister, parlare con loro, provare a rasserenarli e a essere una figura di riferimento, al di fuori non mi interessa espormi: per come vedo io il calcio, conta quello, il dentro dello spogliatoio".

Il capitano però deve essere quello che si interfaccia a nome della squadra, nei momenti critici soprattutto...

"Io quattro anni fa rifiutai la fascia di capitano, preferii che la prendesse Biraghi, che per me è davvero un esempio, ma poi crescendo ho acquistato personalità e mi sono sentito pronto, ma per la parola capitano ha un'altra valenza, è più che altro il ruolo interno, no quello che deve giustificarsi all'esterno. Ma questo, ripeto, per l'idea di calcio che ho io. Non giudico poi chi la pensa diversamente da me o altri capitani che si comportano diversamente, magari in altre categorie subentrano cose e situazioni ancora più differenti, ma io la vedo così. Devo pensare a dare il 220% in campo e dentro lo spogliatoio, la responsabilità mi è chiara".

220% che è però mancato nel primo scorcio di campionato, dove si è visto un Marotta ben al di sotto dei livelli della passata stagione. Cosa è successo a livello personale?

"Sono molto autocritico, e so di aver giocato gare che non arrivavano al 6. A livello fisico abbiamo cambiato la preparazione questa settimana, e probabilmente quello ha inciso, e senza Pinardi a me mancava anche lo sviluppo di un certo gioco a palla bassa che mi è più congeniale: noi non abbiamo uno che ricopre con esattezza il ruolo di Alex, ed è chiaro che senza i suoi tempi e i suoi ritmi tutto il collettivo ne risente, magari è anche per questo che siamo mancati. Alla fine anche il Milan dei tempi d'oro senza Pirlo giocava male".

Ci sarà la sosta, ma al netto di questo la prestazione di Viterbo può essere un punto di partenza?

"La sosta non deve essere un alibi, ci terremo allenati comunque, e per me la prestazione del "Rocchi" sarà sicuramente un nuovo punto di partenza. Proprio per la prestazione offerta. E' questo l'indirizzo che dobbiamo prendere per fare un buon campionato, oltre quello che sarà il risultato finale: siamo in un girone complesso, con squadre che hanno anche speso tanto e discretamente bene, non possiamo avere la presunzione di essere più forti ma semmai l'ambizione di fare comunque bene per noi stessi. Ripetersi dalla passata stagione non sarà facile, vedremo in fondo di chi riusciremo a essere più forti, ma di certo anche una salvezza tranquilla vuol dire fare un bel campionato".

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