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Union Brescia, Corini: "Quest'anno abbiamo la responsabilità di essere protagonisti"

Union Brescia, Corini: "Quest'anno abbiamo la responsabilità di essere protagonisti" TUTTOmercatoWEB
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 15:19Serie C
Il tecnico dell'Union Brescia analizza la vigilia della prima giornata contro il Carpi, tra pressione da favorita, infermeria e ballottaggio in porta

Eugenio Corini, tecnico dell'Union Brescia, ha incontrato la stampa nel corso della conferenza stampa all'antivigilia della sfida contro il Carpi, in programma nella prima giornata di campionato. Dal concetto di "paura" mutuato da Francesco Guidolin, alle statistiche sul dominio del Vicenza dello scorso anno, fino al punto sull'infermeria e al ballottaggio in porta: ecco tutti i temi toccati dal mister.

Quando si comincia una stagione serve anche un po' di 'paura' di ciò che potrà essere?
"La paura ti serve per rimanere sempre allerta, per capire cosa devi fare in situazioni difficili. Ho avuto la fortuna di avere un grande allenatore come Francesco Guidolin, che spesso usava questo termine dandogli una declinazione, tra virgolette, positiva: un concetto legato all'attenzione che devi porre nel prepararti bene, nel fare meglio le cose su cui lavori, nell'avere rispetto per l'avversario. Capisco che 'paura' possa avere anche una declinazione non positiva, ma sul concetto che questo debba creare grande attenzione nella preparazione concordo pienamente: è un po' quello su cui sto lavorando dall'inizio della stagione, sia quando parlo con voi sia quando parlo con i miei giocatori. Quest'anno abbiamo la responsabilità di essere protagonisti in questa categoria, di vincere il campionato, ma come ho già detto nella conferenza di inizio stagione non troveremo un'autostrada: troveremo avversari agguerriti che, non avendo la pressione che abbiamo noi, cercheranno di portare le loro cose a vantaggio loro. Noi abbiamo la consapevolezza del campionato che vogliamo fare, ma anche il grande rispetto verso tutti gli avversari, soprattutto nel modo in cui ci dobbiamo preparare per essere protagonisti come tutti vogliamo".

Cosa risponde a chi dice che il girone di quest'anno sia più abbordabile rispetto a Serie B e Serie C?
"Rispondo che le partite vanno vinte, vanno giocate: non ho mai visto nessuno vincere in carrozza, senza dare all'avversario la possibilità di competere, e tutti i campionati lo hanno dimostrato. A proposito, vi faccio io una domanda: secondo voi, su 38 partite, quante ne ha vinte il Vicenza l'anno scorso? Ne ha vinte 27, ha pareggiato otto volte e ha perso tre volte. Ma la statistica su cui ho voluto lavorare, e che ho fatto riconoscere anche ai miei giocatori, è che per 17 volte ha vinto con un gol di scarto e per 5 volte con due gol di scarto: sommando questi due dati, l'82% delle vittorie è arrivato con uno o due gol di scarto, di cui il 63% con un solo gol. Questo vuol dire che hanno sì dominato il campionato, ma che sono state partite giocate fino alla fine, spesso vinte di misura. Questa è la risposta a quello che mi è stato chiesto: è vero che abbiamo la possibilità di vincere tante partite e le qualità per essere protagonisti, ma nessuno ci regalerà nulla, e anche chi ha dominato l'anno scorso si è dovuto sudare ogni partita. Questa è la mentalità e l'atteggiamento che dobbiamo avere".

Siete consapevoli che poche squadre verranno a giocarsela a viso aperto contro di voi?
"Penso che una squadra che deve lottare per vincere il campionato debba saper vincere e leggere più partite nella stessa partita. Tendenzialmente ci aspettiamo questo, ma ho visto anche squadre del nostro girone che giocano con coraggio e portano avanti le proprie idee: il Carpi è una di queste. L'anno scorso, nella prima parte di campionato, era nelle zone alte della classifica, poi ha chiuso al tredicesimo posto: è comunque una squadra che ha idee, che pressa alto, che cerca di giocare a calcio, e vedo tante squadre nel girone che portano in campo questo tipo di calcio. Di conseguenza dovremo essere bravi a capire quando affronteremo un blocco basso e quando invece una squadra ci verrà a pressare alta, come pensiamo farà il Carpi: per quello che abbiamo visto nelle amichevoli e in Coppa Italia, dove sono riusciti a ribaltare una gara che stavano perdendo 2-0 in casa vincendola 3-2, dovremo essere capaci di leggere più situazioni e interpretarle a nostro vantaggio".

Rispetto alle altre vigilie di campionato vissute in carriera, c'è qualcosa di diverso in questa?
"Brescia ha rappresentato per me un capitolo molto importante da giocatore: qui ci fu l'inizio della mia carriera, prima della cessione alla Juventus. Sono poi tornato da calciatore in un momento difficilissimo, di cui mi sono assunto la totale responsabilità, capendo cosa volesse dire retrocedere in Serie A, farlo per giunta male, come purtroppo accadde quel campionato. Ho poi avuto l'occasione di allenare il Brescia in Serie B, riuscendo a riportarlo in Serie A: ho vissuto qualcosa di molto intenso, di molto profondo, e quando pensavo che la mia storia qui fosse chiusa è arrivata questa nuova occasione. Per me è qualcosa di grande, ho un grande rispetto per l'opportunità che la società e il presidente mi hanno dato. Sento una grande responsabilità, ma anche di avere la maturità giusta per affrontare questa esperienza, con la volontà di arrivare in fondo, che vuol dire vincere il campionato. L'anno scorso ci siamo allenati, tra virgolette, in una categoria nuova per me, e siamo arrivati a un passo da qualcosa di straordinario: quest'anno lo straordinario diventa l'obiettivo, ed è un passaggio ulteriore nella mentalità che dobbiamo costruire, avere consapevolezza di chi siamo e saper gestire i momenti esaltanti così come quelli difficili".

Che punto puoi fare sull'infermeria, e c'è un ballottaggio aperto in porta?
"Ho parlato con tutti e tre i portieri all'inizio della settimana, compreso Stefano Gori, che sta vivendo un periodo di inattività ed è in grande sofferenza per questo, essendo un ragazzo molto professionale e attaccato al proprio lavoro: ci auguriamo che il suo percorso si possa ristabilire presto. Ho detto sia a Joele Zacchi che a Luca Liverani che mi sarei preso questi giorni per fare una scelta definitiva, che comunicherò a loro domani o venerdì. Questo certifica il valore di Liverani, su cui abbiamo già investito l'anno scorso confermandolo prima della fine della stagione, e anche il valore di un portiere che riteniamo adeguato per creare competizione interna, quella che chiedo a tutti i giocatori. A proposito, oggi ho raccontato ai miei ragazzi un episodio legato a una serie Netflix su Mourinho e al suo primo Chelsea, squadra forte e piena di giovani talenti come Lampard, John Terry e Drogba, che però non avevano ancora vinto nulla prima di conquistare la Premier League quell'anno. Terry raccontava di come, allenandosi ogni settimana contro Drogba, tenesse il proprio livello talmente alto da rendere le partite vere quasi meno difficili di quegli allenamenti. Questo è l'esempio che ho fatto ai miei giocatori: competizione interna vuol dire tenere alto il livello, spingersi oltre il limite, e questo migliora sia te che il compagno che ti sta vicino. Penso che abbiamo la rosa per essere protagonisti in questa categoria, ne sentiamo la responsabilità, ma prepararsi al meglio è anche un dovere verso noi stessi, verso i compagni e verso la società che ci ha dato questa grande possibilità".

Sul fronte infortunati, Corini ha aggiunto: "La situazione si è normalizzata, a parte Stefano di cui vi ho parlato. Anche Di Molfetta, fermo dall'anno scorso, sta iniziando a lavorare a step con noi, e vedremo nelle prossime settimane, forse già nella prossima, se potrà aumentare il carico di lavoro. Per Boci aspettiamo un esame strumentale che ci definisca meglio i tempi di recupero, mentre Balestrero e De Maria, che sarebbero stati disponibili, sono fuori per squalifica rimediata ad Ascoli".

Ci sono più soluzioni per il ruolo a sinistra?
"Sì, abbiamo lavorato su più soluzioni, anche una particolare che mi intriga molto: valuteremo negli ultimi due allenamenti quale sia quella che, in base a come abbiamo lavorato l'anno scorso e in ritiro, ci rende più solidi, trattandosi comunque di una partita d'esordio. Ho un giocatore che rientra ma che non ha svolto un ritiro completo, quindi devo valutare anche la sua condizione rispetto all'equilibrio della squadra: sono nelle condizioni di fare diverse valutazioni su come iniziare la gara, con la possibilità di cambiarla a seconda di come si mette".

La scelta sul portiere sarà quindi definitiva, e che tipo di pubblico ti aspetti venerdì, anche in base al meteo?
"Il concetto è sempre quello di definire una gerarchia, ma il calcio mi ha insegnato che anche per i portieri le cose sono cambiate rispetto al passato. È un'idea che vorrei trasmettere a loro: si parte, si inizia, e valuteremo poi la partita e la sua tipologia. Il concetto resta la competizione interna, che si traduce anche in una scelta che può essere confermata o cambiata: sarà il campo, o quello che vedrò, a stabilire se la gerarchia sarà fissa o variabile. Sul meteo, purtroppo, rischiamo di tornare a quella famosa serata di Ascoli: spero solo che la pioggia non sia così forte da condizionare o addirittura sospendere la partita. So che ci sono più di 5mila abbonati, quindi tanta gente ha risposto presente: lavoriamo con la volontà di rivedere lo stadio come nelle partite dei playoff. Sappiamo che dovremo fare ancora tanto lavoro per riportare tutti i tifosi allo stadio, ma mi aspetto, complice anche la fine delle vacanze per molti, che chi avrà voglia di venire possa vedere una bella serata, con una bella vittoria e una grande prestazione".

Come si gestisce la pressione di essere considerati i favoriti del girone?
"È un lavoro continuo, quotidiano: lo facciamo in campo, lo facciamo con i video, lo facciamo nel far riconoscere le situazioni ai ragazzi, lavorando sull'aspetto mentale e creando condizioni di stress a cui reagire con equilibrio. È un lavoro fatto in campo, a video, con colloqui individuali: fondamentale creare una connessione con i propri giocatori, responsabilizzarli dove serve, accompagnarli dove serve, stimolarli dove serve. È un lavoro fatto singolarmente e a livello di gruppo: qui nessuno perde la consapevolezza del valore che abbiamo e della grande possibilità che abbiamo, ma anche del grande rispetto che dobbiamo avere verso la categoria e verso le squadre avversarie. Questo si allena quotidianamente, stimolando ciò che vi ho appena detto".

Come sta Sorensen, fermo da un po' dalle partite ufficiali?
"È vero, purtroppo dopo un grande campionato lo scorso anno l'infortunio con recidiva nella parte finale della stagione non gli ha permesso di essere protagonista nei playoff. È un ragazzo molto professionale e capace, che può adattarsi: io lo vedo come centrale dei tre, penso sia il suo ruolo migliore per esprimere le proprie caratteristiche, ma la sua utilità anche come terzo di difesa è un aspetto che tengo in grande considerazione. Ha fatto un ritiro molto importante, non ha mai saltato un allenamento, l'ho visto bene anche nell'amichevole contro il Milan Futuro, dove ha giocato come terzo di destra: è recuperato pienamente ed è un giocatore che considero titolare per la mentalità che dà ogni allenamento e perché, quando entra in campo, dà sempre il meglio di sé".

Come sta Guglielmotti, che l'anno scorso aveva impressionato molto a inizio stagione?
"Per me sarebbe un acquisto notevole se dovesse trovare la salute definitiva. Ha fatto un ottimo ritiro, come sempre capita quando si rientra da un infortunio così grave, con qualche scompenso muscolare sempre dietro l'angolo, ma lo stiamo gestendo bene, cercando di accompagnarlo verso una ripresa definitiva: sarà comunque tra i convocati per questa partita. È un giocatore che mi piace tanto perché utile in tutti e tre i ruoli offensivi, molto tecnico, bravo a venire incontro alla palla e a gestirla, con un ottimo attacco alla profondità: è un giocatore che voglio tenere".

Con tanti attaccanti a disposizione, come gestisce le scelte e le eventuali uscite?
"Io rispetto le esigenze dei giocatori, come loro devono rispettare l'obiettivo che la società mi ha dato. Nel rispetto di questo, durante il ritiro qualcuno ha avuto l'opportunità di andare via: sappiamo che nel reparto offensivo siamo in tanti, e io non posso far giocare più di tre offensivi contemporaneamente. Ognuno di loro deve fare le proprie valutazioni, così come le farà la società, e io difenderò il mio patrimonio tecnico quando mi verrà chiesto un parere su di loro, perché l'obiettivo che abbiamo va al di là degli interessi personali, per quanto legittimi. La società è pienamente vicina nel voler preservare il miglior patrimonio tecnico possibile nel rispetto delle esigenze di tutti, ma prima di tutto viene il Brescia".

Serve ancora qualcosa a centrocampo?
"Penso che siamo molto attenti a quello che succede: se dovesse nascere l'opportunità di migliorare la squadra, sono sicuro che la società farà ancora qualcosa. Siamo già a un ottimo punto, ma se ci sarà la possibilità di migliorare lo faremo sicuramente".

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